Il ministro Zangrillo: “Filosa empatico e capace, sa adattarsi alla complessità”
di Filippo SantelliIl ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo
ROMA – «Di Antonio mi ha colpito più di ogni altra cosa la sua capacità di adattamento». Paolo Zangrillo, oggi ministro per la Pubblica amministrazione del governo Meloni, nel suo passato da manager ha lavorato insieme al nuovo amministratore delegato di Stellantis. Zangrillo era direttore del personale nell’allora gruppo Fiat, quando Antonio Filosa venne trasferito per la prima volta in Brasile: «Ricordo che qualche mese dopo andai lì e lo incontrai: mi aspettavo che mi potesse trasferire ansie o preoccupazioni e invece sembrava fosse lì da dieci anni, dava l’impressione di avere tutto sotto controllo».
Stellantis e tutta l’industria dell’automobile stanno vivendo il momento più difficile della loro storia recente. Filosa è il manager giusto per gestirlo? …
ROMA – «Di Antonio mi ha colpito più di ogni altra cosa la sua capacità di adattamento». Paolo Zangrillo, oggi ministro per la Pubblica amministrazione del governo Meloni, nel suo passato da manager ha lavorato insieme al nuovo amministratore delegato di Stellantis. Zangrillo era direttore del personale nell’allora gruppo Fiat, quando Antonio Filosa venne trasferito per la prima volta in Brasile: «Ricordo che qualche mese dopo andai lì e lo incontrai: mi aspettavo che mi potesse trasferire ansie o preoccupazioni e invece sembrava fosse lì da dieci anni, dava l’impressione di avere tutto sotto controllo».
Stellantis e tutta l’industria dell’automobile stanno vivendo il momento più difficile della loro storia recente. Filosa è il manager giusto per gestirlo?
«Assolutamente sì, proprio per questa capacità di adattarsi alle complessità che per certi aspetti lo avvicina a Sergio Marchionne. Il momento attuale dell’industria e la natura stessa di Stellantis, che nasce da un connubio Italia-Francia, richiedono un grande spirito di adattamento e di collaborazione».
Che manager è Filosa?
«Antonio è una persona che ha un’innata empatia e che trasmette una grande energia. È un pragmatico, uno che non si perde in chiacchiere e pensa a come far accadere le cose, altra caratteristica che lo avvicina a Marchionne. E crede davvero nel lavoro di squadra».
Dopo Marchionne torna al vertice del gruppo un manager italiano. Secondo lei può essere una garanzia rispetto ai piani di investimento di Stellantis nel nostro Paese?
«Penso proprio di sì. Pur avendo un profilo e una esperienza internazionali Antonio è molto legato alla sua terra, è un napoletano verace. Sono convinto che questo significherà particolare attenzione al nostro Paese, la consapevolezza che essere amministratore delegato di Stellantis significa tenere alta la parte italiana del gruppo».
Che tipo di rapporto pensa che imposterà con la politica? Dovrà confrontarsi con il governo di cui lei è parte, ma anche con l’amministrazione Trump.
«Conoscendolo e avendo un po’ compreso il suo approccio, credo che la sua prima preoccupazione sarà verso il business: dedicherà molto tempo a comprendere i problemi e condividere con il consiglio di amministrazione la linea strategica da seguire. Poi è chiaro che una multinazionale come Stellantis deve mantenere un dialogo con la politica. Lui è una persona che ha grandi capacità relazionali, inoltre aver lavorato con Marchionne gli ha dato moto di comprendere come interpretare il ruolo di amministratore delegato».