Savona può attendere, salta l’audizione in Senato. “Pressioni dal governo”
di Giuseppe ColomboROMA - Troncare, sopire, rinviare. La maggioranza dispone e pospone: l’audizione del presidente della Consob, Paolo Savona, davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche slitta a data da destinarsi. Nei giorni caldi del risiko bancario, con Fratelli d’Italia schierata contro l’Authority dei mercati, il rinvio diventa un caso. Il Pd attacca: “La commissione non può essere subalterna alle pressioni del governo, l’audizione deve essere riprogrammata il prima possibile”, dice la vicepresidente della commissione, Cristina Tajani (Pd), a Repubblica.
Il caso scoppia a due ore dall’intervento al Senato, dove ieri Savona era atteso a mezzogiorno. Alle dieci i funzionari comunicano all’Autorità che la seduta della commissione non si sarebbe più tenuta. Il rinvio è…
ROMA - Troncare, sopire, rinviare. La maggioranza dispone e pospone: l’audizione del presidente della Consob, Paolo Savona, davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche slitta a data da destinarsi. Nei giorni caldi del risiko bancario, con Fratelli d’Italia schierata contro l’Authority dei mercati, il rinvio diventa un caso. Il Pd attacca: “La commissione non può essere subalterna alle pressioni del governo, l’audizione deve essere riprogrammata il prima possibile”, dice la vicepresidente della commissione, Cristina Tajani (Pd), a Repubblica.
Il caso scoppia a due ore dall’intervento al Senato, dove ieri Savona era atteso a mezzogiorno. Alle dieci i funzionari comunicano all’Autorità che la seduta della commissione non si sarebbe più tenuta. Il rinvio è legato all’intasamento dei lavori in aula. “A un certo punto - racconta il presidente della commissione, Pierantonio Zanettin (FI) - ho capito che il clima non era buono e che quindi la legge contro i reati sugli animali ci avrebbe richiesto un’ora in più”. All’inizio della settimana prossima riunirà l’ufficio di presidenza della commissione per capire quando recuperare l’audizione, ma i tempi non si annunciano brevi.
Il calendario delle informative settimanali è già pieno fino alla fine di giugno: il 12 tocca all’Ania, seguita il 19 dall’Acri e il 26 dal Mef. Tra l’altro la programmazione è in bilico. "Ci sono la separazione delle carriere e la riforma della Corte dei Conti da esaminare”, dice Zanettin.
L’audizione del presidente della Consob potrebbe quindi slittare a fine luglio, se non a settembre. Un timing che fonti di governo considerano "ideale” perché - ragionano - “eviterebbe di sovrapporre l’audizione alle partite bancarie in corso”. Una su tutte: l’Ops di Unicredit per l’acquisizione di Banco Bpm. Nei giorni scorsi, FdI ha esternato la sua irritazione per la delibera della Consob che ha allungato l’offerta di un mese alla luce del golden power imposto dal governo. E Savona si è detto pronto al passo indietro se verrà a mancare la fiducia dell’esecutivo nei suoi confronti.
L’obiettivo del rinvio dell’audizione, spiegano le stesse fonti, è evitare che le parole di Savona “facciano altri danni”. È anche un tentativo di far rientrare le divisioni dentro la maggioranza. Ieri il leader di FI, Antonio Tajani, ha espresso “riserve” sui poteri speciali, mentre Matteo Salvini, che difende il golden power, ha negato contrasti con gli alleati. Su una cosa si sono ritrovati tutti d’accordo, dopo una discussione che avrebbe registrato dubbi dentro FI. L’intesa recita così: troncare, sopire, rinviare. Savona può aspettare.