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Il Btp Italia raccoglie 6,5 miliardi dai piccoli risparmiatori

Il Tesoro

 

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Oggi il Tesoro comunicherà il tasso definitivo (non inferiore all’1,85%) prima del collocamento agli investitori istituzionali
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Il Btp Italia chiude la tre giorni di collocamento dedicata ai piccoli risparmiatori con 6,52 miliardi di euro raccolti (1,24 soltanto ieri) e guarda ora agli investitori istituzionali, che piazzeranno in mattinata i loro ordini. Prima, il Tesoro comunicherà il rendimento definitivo, che potrà migliorare ma non scendere sotto il livello minimo dell’1,85 per cento.

Il bilancio “retail” del titolo a sette anni - con cedola semestrale, rivalutazione del capitale indicizzata all’inflazione italiana e premio fedeltà all’1% per chi lo porta a scadenza - si confronta con una raccolta media di 5,6 miliardi per questa famiglia di titoli. Ma «nelle tre precedenti emissioni il Tesoro ha raccolto in media circa 10 miliardi di euro, con gli investitori retail a coprire circa due terzi dei volumi complessivi», ragiona a caldo l’analista di Barclays Alessandro Di Spirito. Il Mef si è mosso in modo «particolarmente strategico» con il calendario, «considerato che il 26 maggio – il giorno prima dell’av…

Il Btp Italia chiude la tre giorni di collocamento dedicata ai piccoli risparmiatori con 6,52 miliardi di euro raccolti (1,24 soltanto ieri) e guarda ora agli investitori istituzionali, che piazzeranno in mattinata i loro ordini. Prima, il Tesoro comunicherà il rendimento definitivo, che potrà migliorare ma non scendere sotto il livello minimo dell’1,85 per cento.

Il bilancio “retail” del titolo a sette anni - con cedola semestrale, rivalutazione del capitale indicizzata all’inflazione italiana e premio fedeltà all’1% per chi lo porta a scadenza - si confronta con una raccolta media di 5,6 miliardi per questa famiglia di titoli. Ma «nelle tre precedenti emissioni il Tesoro ha raccolto in media circa 10 miliardi di euro, con gli investitori retail a coprire circa due terzi dei volumi complessivi», ragiona a caldo l’analista di Barclays Alessandro Di Spirito. Il Mef si è mosso in modo «particolarmente strategico» con il calendario, «considerato che il 26 maggio – il giorno prima dell’avvio dell’offerta – scattavano rimborsi per oltre 18 miliardi relativi al Btp Italia emesso a maggio 2020», aggiunge.

«Ci si attendeva una domanda solida» e quella giunta dal retail «è risultata leggermente inferiore alle nostre previsioni: pur rimanendo consistente, si tratta del livello più basso di partecipazione delle famiglie a un’emissione di Btp Italia dall’inizio della pandemia». Come nel passato, ha influito anche il fatto che si tratta della seconda emissione dell’anno per le famiglie: il Btp Più di febbraio aveva sfiorato i 15 miliardi di raccolta. A titolo di confronto, il Btp Italia piazzato nel marzo 2023 (era a cinque anni) aveva raccolto 8,5 miliardi dal retail per poi chiudere a un passo dai 10 miliardi. Quello del novembre 2022, con scadenza a sei anni, ne aveva registrati 7,3 dai piccoli risparmiatori ma poi la spinta degli istituzionali (4,7 miliardi) aveva portato il bottino a quasi 12 miliardi.

Resta un momento positivo il debito tricolore, l’unico tra le grandi economie dell’Eurozona che ha visto scendere il rendimento medio ponderato sotto la cedola media dei titoli in circolazione, un fattore che può alleggerire il costo di finanziamento. Ieri lo spread tra Btp e Bund ha limato i minimi dal 2021, portandosi a 97 punti base. Il rendimento a dieci anni ha chiuso sotto il 3,5 per cento: minimi da fine febbraio. E in un’asta a cinque e dieci anni, il Tesoro ha registrato un calo dei rendimenti offerti. Alla domanda se il Btp abbia corso troppo, gli analisti della banca britannica rispondono che il movimento ha spazio per continuare, nel contesto di un generalizzato venir meno di quella frattura tra debito dell’Europa “core” e “periferica” che aveva caratterizzato gli anni passati.

Non a caso hanno abbassato la banda di previsione dello spread da 90-140 a 70-120 punti base. Tra i fattori di supporto, l’appetito degli investitori stranieri rassicurati dal surplus primario di bilancio, dalla stabilità politica e dai giudizi delle agenzie di rating: la loro quota sui detentori del debito, salita intorno al 30 per cento, ha ancora margini di crescita.

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