Il risiko alla prova dei soci Mediobanca
Giovanni PonsMilano – Mediobanca va avanti sulla strada che dovrebbe portarla all’acquisizione di Banca Generali. Oggi il consiglio di amministrazione convocherà l’assemblea dei soci per il 16 giugno con all’ordine del giorno l’operazione di aggregazione con la controllata al 50,2% di Generali. Il cda metterà a disposizione di tutti i soci la documentazione a supporto della valenza industriale e finanziaria dell’acquisizione in discussione.
L’assemblea è necessaria perché Mediobanca è a sua volta oggetto di un’offerta pubblica di scambio, quella lanciata il 24 gennaio scorso dal Monte dei Paschi di Siena. E dunque Piazzetta Cuccia è limitata nei suoi movimenti (cosiddetta passivity rule) a meno che l’assemblea dei soci non approvi eventuali mosse. Ed è per questo motivo che gli azionisti dovranno esprimersi sull’opportunità o meno di acquistare Banca Generali in questo particolare momento.
Milano – Mediobanca va avanti sulla strada che dovrebbe portarla all’acquisizione di Banca Generali. Oggi il consiglio di amministrazione convocherà l’assemblea dei soci per il 16 giugno con all’ordine del giorno l’operazione di aggregazione con la controllata al 50,2% di Generali. Il cda metterà a disposizione di tutti i soci la documentazione a supporto della valenza industriale e finanziaria dell’acquisizione in discussione.
L’assemblea è necessaria perché Mediobanca è a sua volta oggetto di un’offerta pubblica di scambio, quella lanciata il 24 gennaio scorso dal Monte dei Paschi di Siena. E dunque Piazzetta Cuccia è limitata nei suoi movimenti (cosiddetta passivity rule) a meno che l’assemblea dei soci non approvi eventuali mosse. Ed è per questo motivo che gli azionisti dovranno esprimersi sull’opportunità o meno di acquistare Banca Generali in questo particolare momento.
C’è da dire che l’Ops su banca Generali non comporta alcuna diluizione azionaria né alcun esborso di denaro, essendo finanziata per intero con la cessione della partecipazione detenuta in Generali, pari al 13%. Ed è anche per questo motivo che il proxi advisor Iss ha raccomandato i fondi internazionali di votare a favore in assemblea. «Nonostante non vi sia ancora una valutazione oggettiva della società in questo momento - scrive Iss - l’operazione appare senza problemi per gli azionisti Mediobanca». E la reazione di mercato dopo l’annuncio del 28 aprile, che ha portato il titolo Mediobanca a crescere del 16,8% e quello di Banca Generali dell’8,9% (al 26 maggio) dimostra che l’operazione aumenta il valore per gli azionisti. Il ritorno sul capitale crescerà dal 14 al 20% e l’utile per azione intorno al 5%.
Con questa spinta e con un azionariato per il 50% circa diffuso sul mercato, le probabilità di raccogliere almeno la metà dei voti presenti in assemblea è alta. Il patto di consultazione dei soci storici, che raggruppa l’11,6% del capitale e che si riunirà il 4 giugno dovrebbe dare il suo supporto. Così come altri azionisti importanti come Unipol. Più difficile capire come voteranno i soci forti da anni antagonisti del management di piazzetta Cuccia, cioé Francesco Gaetano Caltagirone con il 7,5% dei voti e la Delfin della famiglia Del Vecchio con il 20,3% dei voti. Essendo entrambi anche azionisti di Mps e di Generali giocano diversi ruoli nella partita. Come azionisti Mediobanca non hanno sollevato obiezioni, ma in questi anni hanno spesso criticato il management. Ed essendo sia Caltagirone sia Delfin anche favorevoli all’Ops di Mps nessuno impedisce loro la consegna delle azioni Mediobanca all’offerta di Luigi Lovaglio che tra l’altro terminerà prima. Il 16 giugno ci sarà dunque un primo verdetto importante per il risiko bancario: chi voterà contro l’operazione Banca Generali sicuramente consegnerà le proprie azioni Mediobanca a Mps.