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Dietrofront di Salvini sui fondi per le strade: il Mit pronto a restituire 350 milioni alle Province

La riunione tra il ministro dei Trasporti Salvini e i rappresentanti delle Province e delle Città metropolitane (ansa)

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Il ministro dei Trasporti s’impegna a ridare agli enti locali le risorse destinate alla manutenzione delle strade, ma chiede di “rispettare le scadenze tassative” dei lavori
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ROMA – I 350 milioni di fondi inizialmente destinati alla manutenzione stradale verranno restituiti alle Province con un emendamento al decreto Infrastrutture, durante l’iter per la conversione in legge. Lo ha assicurato all’Upi e all’Anci il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al termine di una riunione durante la quale le Province hanno chiarito che non si trattava di risorse non spese. Al contrario, sommando le risorse stanziate dal 2018 a oggi, ha spiegato il presidente dell’Upi Pasquale Gandolfi, 2 miliardi e 759 milioni, la quota impegnata è del 93%, quella spesa dell’84% e quella già rendicontata dell’82%.

"Ristoreremo i fondi per il 2025 e il 2026 a fronte di spenderli e spenderli sulle strade", ha confer…

ROMA – I 350 milioni di fondi inizialmente destinati alla manutenzione stradale verranno restituiti alle Province con un emendamento al decreto Infrastrutture, durante l’iter per la conversione in legge. Lo ha assicurato all’Upi e all’Anci il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al termine di una riunione durante la quale le Province hanno chiarito che non si trattava di risorse non spese. Al contrario, sommando le risorse stanziate dal 2018 a oggi, ha spiegato il presidente dell’Upi Pasquale Gandolfi, 2 miliardi e 759 milioni, la quota impegnata è del 93%, quella spesa dell’84% e quella già rendicontata dell’82%.

"Ristoreremo i fondi per il 2025 e il 2026 a fronte di spenderli e spenderli sulle strade", ha confermato Salvini. "La nuova norma di contabilità prevede che i soldi che Giorgetti mi dà, li giro agli enti locali ma se non vengono spesi, tornano indietro", ha spiegato il ministro. "Chiedo una presa di responsabilità degli enti locali, il 99% lo fa, lo chiedo anche a quell'altro 1%", ha sottolineato il ministro.

Il governo aveva giustificato lo storno dei fondi, deciso con la legge di Bilancio 2025 e con il successivo decreto Milleproroghe, con la mancata spesa. O meglio con una spesa rendicontata al di sotto del 20%. Il calcolo del Mit, hanno spiegato le Province, si riferisce però a fondi misti, assegnati a diversi enti locali, rispetto ai quali comunque il livello di spesa viaggia intorno al 50%.

Per quello che riguarda la spesa delle città metropolitane, il sindaco di Bologna e coordinatore Anci, Matteo Lepore, si è quindi dichiarato disponibile "a condividere una proposta del governo e ad accompagnare, in sede di conversione del decreto legge Infrastrutture, le Città metropolitane per arrivare a una soluzione che garantisca le risorse, in particolare per le annualità 2025 e 2026, a quegli enti che rispettino una tempistica certa della spesa”.

Anche le Province, ha precisato Gandolfi, sono comunque “pronte a verificare insieme al ministero qualunque procedura che possa servire a migliorare le performance e a rendere sempre più efficiente la spesa", purché si assicurino “ai cittadini strade sicure, una viabilità efficiente e il pieno rispetto del diritto alla mobilità".

Il Mit ha precisato che verranno fissati termini più stringenti per l'affidamento dei lavori e la relativa rendicontazione, in modo da non penalizzare gli enti virtuosi ma da non sprecare risorse.

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