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Procedura per deficit eccessivo, l’Ue promuove l’Italia a metà: “Ci sono ancora molte criticità”

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Nelle raccomandazioni di primavera Bruxelles non chiede interventi aggiuntivi per correggere i conti pubblici: “Combattere evasione e rivedere catasto”
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BRUXELLES – Sul deficit l’Italia è sulla buona strada. Ma sul debito sta compiendo un passo indietro e soprattutto deve affrontare molte criticità tra cui la spesa per la difesa ancora molto bassa: l’1,3 per cento del Pil. Nelle raccomandazioni di primavera presentate questa mattina dalla Commissione europea, il nostro Paese viene promosso per quanto riguarda il percorso di rientro dal deficit eccessivo. Lo scorso anno è sceso al 3,4 per cento e quindi ha tutte le possibilità di tornare il prossimo anno sotto il parametro del 3 per cento. Non ha dunque bisogno di ulteriori misure.

Valutazioni che riguardano anche altri Paesi, come la Francia. "Per quanto riguarda gli Stati membri sottoposti a procedura per disavanzi eccessivi…

BRUXELLES – Sul deficit l’Italia è sulla buona strada. Ma sul debito sta compiendo un passo indietro e soprattutto deve affrontare molte criticità tra cui la spesa per la difesa ancora molto bassa: l’1,3 per cento del Pil. Nelle raccomandazioni di primavera presentate questa mattina dalla Commissione europea, il nostro Paese viene promosso per quanto riguarda il percorso di rientro dal deficit eccessivo. Lo scorso anno è sceso al 3,4 per cento e quindi ha tutte le possibilità di tornare il prossimo anno sotto il parametro del 3 per cento. Non ha dunque bisogno di ulteriori misure.

Valutazioni che riguardano anche altri Paesi, come la Francia. "Per quanto riguarda gli Stati membri sottoposti a procedura per disavanzi eccessivi (Edp) – si legge in una nota - la Commissione Europea ritiene che per Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia non sia necessario adottare ulteriori misure nell'ambito della Edp in questa fase".

Le raccomandazioni Ue all’Italia

Le note dolenti concerno il debito che non accenna a decrescere, la difesa, l’evasione fiscale e il lavoro. Secondo il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, le emergenze dell’Unione sono due: “Sicurezza e competitività”. L’Italia, però, sulla difesa è ferma ad una spesa dell’1,3 per cento nel 2024 e nel 2025 contrariamente alle dichiarazioni rilasciate dal governo .Roma dovrebbe compiere gli stessi sforzi sul fisco contrastando maggiormente l’evasione fiscale, rinunciando ai “condoni”, tagliando il cuneo e aggiornando il catasto per “politiche abitative più eque”.

Bacchettata anche sul lavoro. L’esecutivo europeo esorta l’Italia ad assumere provvedimenti per combattere la “precarietà” e ridurre il ricorso ai contratti ”atipici”, ossia alcuni dei punti previsti dai referendum di domenica prossima. Serve poi una politica che attragga i lavoratori e limiti il ricorso ai “prepensionamenti”. Per Bruxelles, vanno anche intensificati gli sforzi per la “diffusione delle energie rinnovabili” anche per "affrontare i rischi legati al clima e mitigarne l'impatto economico”.

Ue, il focus sul Pnrr: “Non ci sarà rinvio”

Infine il Pnrr. La Commissione invita ad accelerare sulla realizzazione delle opere previste nella spesa dei fondi ricevuti. Confermando che non ci sarà alcun rinvio. Tutto il pacchetto si dovrà comunque chiudere tra un anno. E il nostro Paese, pur essendo considerato un “caso di successo” in questa materia, “ha ancora un numero considerevole di traguardi e obiettivi da completare", e quindi dovrà "utilizzare l'intero ventaglio di opzioni disponibili per puntare a una piena o quasi piena capacità di assorbimento, quantomeno per quanto riguarda la parte di sovvenzioni". Il vicepresidente italiano della Commissione, Raffaele Fitto, ritiene che “l'avanzamento del piano sia positivo”.

Commissione Ue, gli altri Paesi

Per il Belgio, dopo la presentazione del piano a medio termine, la Commissione ha raccomandato un nuovo percorso correttivo, attualmente in attesa di adozione da parte del Consiglio. Sebbene la crescita della spesa netta prevista per il Belgio nel 2025 superi il limite massimo della raccomandazione, rimane entro i limiti di flessibilità previsti dalla clausola di salvaguardia nazionale.

Al contrario, la crescita della spesa netta della Romania è "significativamente superiore" al limite massimo stabilito dal percorso correttivo, cosa che comporta "chiari rischi" per la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2030. La Commissione raccomanda pertanto al Consiglio di adottare una decisione che stabilisca che la Romania "non ha adottato misure efficaci".

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