Italia promossa sul deficit. L’Europa: più spese per la difesa
di Claudio TitoBRUXELLES – Sul deficit l’Italia è sulla buona strada. Ma resta sotto osservazione. Sul debito sta compiendo un passo indietro e soprattutto deve affrontare molte criticità tra cui la spesa per la difesa ancora molto bassa: l’1,3 per cento del Pil.
Nelle raccomandazioni di primavera presentate ieri mattina dalla Commissione europea, il nostro Paese viene sul percorso di rientro dal deficit eccessivo. Lo scorso anno è sceso al 3,4 per cento e quindi ha tutte le possibilità di tornare nei tempi stabiliti sotto il parametro del 3 per cento. Non ha dunque bisogno di ulteriori misure (manovra correttiva). Valutazioni che riguardano anche Francia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Anzi si osserva che nei nostri conti la …
BRUXELLES – Sul deficit l’Italia è sulla buona strada. Ma resta sotto osservazione. Sul debito sta compiendo un passo indietro e soprattutto deve affrontare molte criticità tra cui la spesa per la difesa ancora molto bassa: l’1,3 per cento del Pil.
Nelle raccomandazioni di primavera presentate ieri mattina dalla Commissione europea, il nostro Paese viene sul percorso di rientro dal deficit eccessivo. Lo scorso anno è sceso al 3,4 per cento e quindi ha tutte le possibilità di tornare nei tempi stabiliti sotto il parametro del 3 per cento. Non ha dunque bisogno di ulteriori misure (manovra correttiva). Valutazioni che riguardano anche Francia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Anzi si osserva che nei nostri conti la spesa netta è al di sotto di quella consentita lasciando un minimo di spazio fiscale da 4 miliardi (0,2%) che però sarà assorbito dalla crescita effettiva inferiore a quella prevista. Le note dolenti riguardano il debito che non accenna a decrescere, la difesa, l’evasione fiscale e il lavoro. Secondo il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, le emergenze dell’Unione sono due: «Sicurezza e competitività».
Difesa
L’Italia sulla difesa è ferma a una spesa dell’1,3 per cento nel 2024 e nel 2025 contrariamente alle dichiarazioni del governo. L’esecutivo europeo spinge per un impegno maggiore in questo settore.
Evasione fiscale
Roma dovrebbe compiere gli stessi sforzi sul fisco contrastando maggiormente l’evasione fiscale, rinunciando ai «condoni», tagliando il cuneo fiscale e aggiornando il catasto per «politiche abitative più eque».
Lavoro
Bacchettata anche sul lavoro. L’esecutivo europeo esorta l’Italia ad assumere provvedimenti per combattere la «precarietà» e ridurre il ricorso ai contratti “atipici”, ossia alcuni dei punti previsti dai referendum di domenica prossima. Serve poi una politica che attragga i lavoratori, aumenti i salari e limiti il ricorso ai «prepensionamenti».
Energia e clima
Per Bruxelles, vanno anche intensificati gli sforzi per la «diffusione delle energie rinnovabili» anche per «affrontare i rischi legati al clima e mitigarne l’impatto economico» perché è tra paesi «più esposti».
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Giustizia
Pure in questo campo sarebbe indispensabile intervenire al fine di «ridurre ulteriormente l’arretrato e i tempi di definizione dei procedimenti nel sistema giudiziario».
Pnrr
Infine il Pnrr. La Commissione invita ad accelerare sulla realizzazione delle opere previste e nella spesa dei fondi ricevuti. Confermando che non ci sarà alcun rinvio. Tutto il pacchetto si dovrà comunque chiudere tra un anno, entro l’agosto del 2026.
E il nostro Paese, pur essendo considerato un «caso di successo» in questa materia, «ha ancora un numero considerevole di traguardi e obiettivi da completare», e quindi dovrà «utilizzare l’intero ventaglio di opzioni disponibili per puntare a una piena o quasi piena capacità di assorbimento, quantomeno per quanto riguarda la parte di sovvenzioni». Il vicepresidente italiano della Commissione, Raffaele Fitto, ritiene che «l’avanzamento del piano italiano sia positivo».