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Il piano italiano per il bilancio Ue: fondi extra per frontiere e Ucraina

(ansa)

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Il documento dei tecnici di Palazzo Chigi fissa le priorità del Quadro finanziario pluriennale, uno dei temi al centro del bilaterale tra Meloni e Macron. Più tempo a Bruxelles per il rimborso dei prestiti del Recovery
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ROMA - Servono "risorse sostanziali” per “la dimensione esterna della migrazione”. A mettere nero su bianco la richiesta all’Europa è il governo italiano. Lo fa in un documento preparatorio alla riunione del Comitato interministeriale per gli Affari europei (Ciae) che si terrà il 10 giugno a Palazzo Chigi. Il testo, che Repubblica ha potuto consultare, inquadra la posizione italiana rispetto al Quadro finanziario pluriennale (Qfp), il bilancio dell’Ue a lungo termine. È anche uno dei temi che hanno avvicinato Italia e Francia dopo il bilaterale a Roma tra la premier Giorgia Meloni e il presidente transalpino Emmanuel Macron.

"Il prossimo Qfp - si legge nel documento - richiederà senza dubbio un aumento dei finanziamenti per la migrazione per sostenere la piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo”. Il riferimento è al piano europeo nato nel 2024 e che prevede, tra le altre azioni, accertamenti rigorosi (chi non soddisfa le condizioni per entrare nell'Unione europea viene re…

ROMA - Servono "risorse sostanziali” per “la dimensione esterna della migrazione”. A mettere nero su bianco la richiesta all’Europa è il governo italiano. Lo fa in un documento preparatorio alla riunione del Comitato interministeriale per gli Affari europei (Ciae) che si terrà il 10 giugno a Palazzo Chigi. Il testo, che Repubblica ha potuto consultare, inquadra la posizione italiana rispetto al Quadro finanziario pluriennale (Qfp), il bilancio dell’Ue a lungo termine. È anche uno dei temi che hanno avvicinato Italia e Francia dopo il bilaterale a Roma tra la premier Giorgia Meloni e il presidente transalpino Emmanuel Macron.

"Il prossimo Qfp - si legge nel documento - richiederà senza dubbio un aumento dei finanziamenti per la migrazione per sostenere la piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo”. Il riferimento è al piano europeo nato nel 2024 e che prevede, tra le altre azioni, accertamenti rigorosi (chi non soddisfa le condizioni per entrare nell'Unione europea viene registrato e sottoposto a controlli di identità, sicurezza e salute) e nuove procedure alle frontiere (una procedura di frontiera obbligatoria si applica ai richiedenti asilo che probabilmente non necessitano di protezione, che inducono in errore le autorità o che costituiscono un rischio per la sicurezza).

Da qui - riporta sempre il testo - la necessità di “risorse sostanziali per la dimensione esterna della migrazione” che “dovranno essere stanziate sotto la voce dedicata all’azione esterna dell’Ue, con maggiori sinergie tra la dimensione interna ed esterna”.

Sempre in materia di azione esterna, si raccomanda all’Ue di “intensificare il finanziamento dei partenariati con i Paesi terzi, in particolare di origine e transito dei migranti”. Più in generale, “l’attenzione alla migrazione deve essere aumentata con una chiara allocazione dei fondi”.

Fuori l’Africa

Il governo spinge per un approccio basato sui risultati “in cui l’assistenza è collegata all’adempimento di specifiche condizionalità”. Un modello che, si legge ancora, “può funzionare efficacemente per i Paesi candidati, ma non dovrebbe essere esteso a partenariati strategici globali, in particolare nel vicinato meridionale o in Africa”.

Fondi extra per l’Ucraina

I tecnici di Palazzo Chigi chiedono “una maggiore flessibilità” attraverso lo stanziamento di “risorse addizionali” in aggiunta a “finanziamenti prevedibili e programmabili”. Nello specifico - riporta un altro passaggio del documento - “i principali sforzi di ricostruzione, come in Ucraina o in Medio Oriente, non dovranno basarsi su programmi ordinari, ma dovranno essere finanziati attraverso fondi ad hoc” esterni al bilancio dell’Ue o “al di sopra dei massimali” del Quadro finanziario pluriennale.

Più tempo per il rimborso dei prestiti del Recovery

Tra le priorità che l’esecutivo indica per il Qfp c’è anche il Recovery Fund, il maxi piano da 750 miliardi nato per fronteggiare la pandemia. La richiesta: un allungamento di due anni dei tempi per i rimborsi dei prestiti che impattano sul bilancio dell’Unione (il cosiddetto rollover). In pratica, il 20% del bilancio dovrà essere riservato nei prossimi anni a questa spesa.

I costi per i rimborsi, infatti, asciugheranno il bilancio europeo. Per questo -recita la richiesta - “un adeguato aumento delle sue dimensioni è necessario per far fronte alle sfide economiche e geopolitiche”.

Per il finanziamento “di un bilancio Ue robusto” si punta anche sul capitale privato. “Mentre gli investimenti pubblici rimangono essenziali, il prossimo Qfp dovrà svolgere un ruolo maggiore nel ridurre i rischi, mobilitare e fare leva sugli investimenti privati attraverso un InvestEu rafforzato, aperto alla Banca europea degli investimenti e alle banche”.

Il Fondo europeo per la competitività

Il governo italiano sostiene anche la creazione di un Fondo europeo per la competitività. L’obiettivo è “migliorare gli investimenti in ricerca e sviluppo, rafforzare le catene di valore ‘made in Europe’, decarbonizzare la produzione, cofinanziare i programmi di punta dell’Ue in ambito spaziale e gli Ipcei”.

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