La passione di Trump per le cripto fa ricca Circle: grande debutto a Wall Street
di Flavio BiniMILANO – Buona, buonissima, la prima per Circle. Il debutto nella finanza tradizionale che conta, la quotazione a Wall Street, di uno dei maggiori protagonisti della scena cripto, è un indiscutibile successo. La società che emette Usdc, tra le principali stablecoin in circolazione, ancorata al dollaro, ha esordito in contrattazione a 31 dollari ad azione, raccogliendo subito 1,1 miliardi, e fin dai primi scambi è schizzata fino a triplicare il proprio valore in corso di seduta e chiudendo in rialzo del 168%. Numeri da record che hanno portato alla sospensione degli scambi più volte nel corso della giornata per eccesso di volatilità sul titolo. Un balzo nel primo giorno di contrattazione secondo negli ultimi anni solo a quello di Curevac, schizzata al debutto del 249% nel 2020 sull’onda delle speranze, poi disattese, dello sviluppo di un vaccino efficace anti-Covid.
MILANO – Buona, buonissima, la prima per Circle. Il debutto nella finanza tradizionale che conta, la quotazione a Wall Street, di uno dei maggiori protagonisti della scena cripto, è un indiscutibile successo. La società che emette Usdc, tra le principali stablecoin in circolazione, ancorata al dollaro, ha esordito in contrattazione a 31 dollari ad azione, raccogliendo subito 1,1 miliardi, e fin dai primi scambi è schizzata fino a triplicare il proprio valore in corso di seduta e chiudendo in rialzo del 168%. Numeri da record che hanno portato alla sospensione degli scambi più volte nel corso della giornata per eccesso di volatilità sul titolo. Un balzo nel primo giorno di contrattazione secondo negli ultimi anni solo a quello di Curevac, schizzata al debutto del 249% nel 2020 sull’onda delle speranze, poi disattese, dello sviluppo di un vaccino efficace anti-Covid.
La febbre da cripto
Euforia che non sorprende alla luce della crescente popolarità che le criptovalute si stanno guadagnando negli ultimi mesi con l’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump. Criptoentusiasta in campagna elettorale, sostenitore di una riserva di Stato in Bitcoin e anche possibile investitore con il lancio della sua USD1, il presidente Usa caldeggia anche l’approvazione del Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins (GENIUS) Act, la prima forma di regolamentazione del settore delle stablecoin.
Un assist al governo
Non è solo generico cripto-entusiasmo. Il sostegno di Trump alle stablecoin poggia anche su basi più concrete. Trattandosi di monete digitali che richiedono una riserva in valuta o altri asset più stabili, come i titoli del Tesoro Usa, sostenere le stablecoin significa indirettamente assicurarsi un sostegno indiretto anche al proprio debito, peraltro proprio mentre i titoli del Tesoro Usa sono sotto pressione, con i rendimenti schizzati al rialzo per le incertezze legate alle politiche commerciali di Trump. In sostanza la diffusione delle stablecoin crea domanda aggiuntiva di Treasury, abbassando i rendimenti e quindi i costi per il servizio del debito per il governo americano.