MILANO – Comincia tutto come la più classica delle spy story: un’auto appostata e individui sospetti. Ma la vicenda ricostruita da Bloomberg e che tocca il Gruppo Ferretti, perla della cantieristica di lusso, un tempo gioiello del made in Italy e dal 2012 controllata dal gruppo cinese Weichai, che ne controlla il 37,54%, più che della fiction ha i contorni di una torbida vicenda di spionaggio in…