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Mediobanca, Casse oltre il 5% i dubbi degli iscritti all’Enpam

Alberto Nagel, ceo di Mediobanca. Giuliano Berti/Bloomberg via Getty Images

 

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L’ente previdenziale di medici e dentisti rastrella un altro 1%. Enasarco, Inarcassa e Cassa Forense rischiano sul risiko bancario
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Milano – Con l’assemblea di Mediobanca che si avvicina, cominciano a spuntare i pacchetti di azioni che sono stati rastrellati sul mercato nelle scorse settimane. Ieri è stato l’Enpam, l’ente previdenziale di medici e dentisti, con 26,9 miliardi di patrimonio e presieduto da Alberto Oliveti, a far sapere che possiede l’1,98% di azioni Mediobanca.

All’ultimo stacco dividendi, il 19 maggio scorso, l’Enpam aveva l’1%, la stessa quota con cui si era presentata all’assemblea del settembre 2023 quando aveva votato per la lista presentata da Delfin (famiglia Del Vecchio). Dunque dal 19 maggio in poi l’Enpam ha quasi raddoppiato la sua posizione in Mediobanca comprando a prezzi molto elevati.

Il titolo di Piazzetta Cuccia, dal momento in cui è stata a…

Milano – Con l’assemblea di Mediobanca che si avvicina, cominciano a spuntare i pacchetti di azioni che sono stati rastrellati sul mercato nelle scorse settimane. Ieri è stato l’Enpam, l’ente previdenziale di medici e dentisti, con 26,9 miliardi di patrimonio e presieduto da Alberto Oliveti, a far sapere che possiede l’1,98% di azioni Mediobanca.

All’ultimo stacco dividendi, il 19 maggio scorso, l’Enpam aveva l’1%, la stessa quota con cui si era presentata all’assemblea del settembre 2023 quando aveva votato per la lista presentata da Delfin (famiglia Del Vecchio). Dunque dal 19 maggio in poi l’Enpam ha quasi raddoppiato la sua posizione in Mediobanca comprando a prezzi molto elevati.

Il titolo di Piazzetta Cuccia, dal momento in cui è stata annunciata l’Ops su Banca Generali, ha guadagnato in Borsa il 13,3%. Ma rischia di ritornare al punto di partenza se l’assemblea del 16 giugno boccerà l’Ops. Enpam dovrà dunque valutare bene a chi dare il voto per non rischiare di perdere i soldi degli associati i quali stanno scrivendo lettere di reclamo ai vertici dell’ente per stigmatizzare l’attività di trading sui titoli del risiko bancario. «Trovo veramente singolare che il nostro ultra remunerato presidente invece di occuparsi dlle tante questioni relative al nostro ente previdenziale e della tutela di noi medici, prenda parte in maniera attiva a battaglie industriali che nulla hanno a che fare con l’interesse del nostro Ente e investa somme ingenti in titoli di rischio bancari la cui volatilità in questo momento è ben nota, considerando peraltro che i recenti acquisti di titoli Mps e Mediobanca sono stati fatti ai prezzi più alti degli ultimi anni», ha scritto un aderente in una lettera visionata da Repubblica.

Una dinamica simile potrebbe riguardare anche le altre casse previdenziali azionste di Mediobanca, come Enasarco (commercianti) che all’ultimo stacco dividendi era accreditata di un 2,5% nonostante un cda decaduto tra le polemiche e una campagna di rinnovo in corso.

Mentre Cassa Forense (avvocati) aveva l’1% nel 2023 rimasto invariato allo stacco del 19 maggio. Inarcassa (architetti) non sembra avere per il momento azioni Mediobanca ma si saprà con precisione il 16 in assemblea. Enpam, Inarcassa e Cassa Forense fanno anche parte di un patto di sindacato che raggruppa il 5,5% del capitale di Banco Bpm mentre Enpam e Inarcassa nel novembre 2022 avevano risposto alla chiamata del Tesoro per sottoscrivere l’aumento di capitale da 2,5 miliardi del Monte dei Paschi di Siena. A soli tre mesi da quell’intervento il presidente dell’Enpam Oliveti dichiarava di aver ottenuto un rendimento del 20%, i 15 milioni investiti erano diventati 18. «Siamo felici di aver sostenuto l’aumento Mps contribuendo al rilancio dell’istituto - disse Oliveti - a riprova che l’investimento era fondato dal punto di vista finanziario. I primi a beneficiare di quest’operazione saranno i figli neonati dei medici e dei dentisti».

L’investimento di Enpam e Inarcassa in Mps ha poi avuto un secondo tempo in prossimità dell’assemblea di aprile che ha approvato l’aumento per l’Ops su Mediobanca. In quell’occasione Enpam ha votato per oltre il 3% e Inarcassa per quasi il 3%. Poi hanno atteso lo stacco del dividendo e, almeno Enpam, si è raffozata in Mediobanca. L’idea accreditata sul mercato è che le casse seguano il governo e il socio Francesco Gaetano Caltagirone nel sostenere l’Ops di Mps su Mediobanca, e dunque i loro pacchetti potrebbero essere consegnati da luglio in poi in cambio di azioni Mps. Ma un eventuale crollo del titolo Mediobanca porterebbe perdite e reclami degli associati.

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