Piattaforme di criptovalute al test del regolamento Mica
di Carlotta ScozzariIl 30 giugno è una data segnata in rosso sul calendario nel mondo delle criptovalute. Quel giorno, infatti, dal punto di vista degli investitori, è il termine per il pagamento dell’imposta del 26% sulle plusvalenze realizzate nel 2024 e per il versamento del primo acconto sul prossimo anno fiscale (quando tra l’altro da gennaio è previsto che l’imposta sui guadagni salga al 33 per cento). Inoltre, il 30 giugno è una data importante anche per le piattaforme che consentono di operare nel settore perché, in base alle previsioni del regolamento Mica (Markets in Crypto-assets regulation), rappresenta l’ultimo giorno per presentare istanza di autorizzazione a operare come fornitore di servizi su criptoattività (in gergo Casp, Crypto-asset service provider).
Proprio nei giorni scorsi, si è mossa in questo senso la piattaforma italiana Cryptosmart, che ha fatto sapere che il dossier di richiesta «sarà formalmente trasmesso alle autorità competenti, Consob e Banca d’Italia, nel rispetto delle…
Il 30 giugno è una data segnata in rosso sul calendario nel mondo delle criptovalute. Quel giorno, infatti, dal punto di vista degli investitori, è il termine per il pagamento dell’imposta del 26% sulle plusvalenze realizzate nel 2024 e per il versamento del primo acconto sul prossimo anno fiscale (quando tra l’altro da gennaio è previsto che l’imposta sui guadagni salga al 33 per cento). Inoltre, il 30 giugno è una data importante anche per le piattaforme che consentono di operare nel settore perché, in base alle previsioni del regolamento Mica (Markets in Crypto-assets regulation), rappresenta l’ultimo giorno per presentare istanza di autorizzazione a operare come fornitore di servizi su criptoattività (in gergo Casp, Crypto-asset service provider).
Proprio nei giorni scorsi, si è mossa in questo senso la piattaforma italiana Cryptosmart, che ha fatto sapere che il dossier di richiesta «sarà formalmente trasmesso alle autorità competenti, Consob e Banca d’Italia, nel rispetto delle disposizioni stabilite dal legislatore europeo per garantire un quadro uniforme di vigilanza, trasparenza e protezione degli investitori nel settore delle criptoattività».
Come sottolinea Alessandro Ronchi, co-ceo e co-fondatore della piattaforma per bitcoin e altre cripto, «l’adeguamento al nuovo assetto regolamentare rappresenta un passaggio strategico per Cryptosmart, che ha avviato un piano di sviluppo volto a rafforzare la governance interna, migliorare la gestione dei rischi e implementare ulteriori presìdi di compliance, in linea con gli standard richiesti per l’ottenimento dell’autorizzazione».
Tuttavia, nei giorni scorsi, l’associazione ItaliaFintech, in un appello a Consob e Bankitalia dove si denunciavano alcune criticità legate all’applicazione di Mica, aveva sottolineato anche problematiche legate al processo di autorizzazione a operare. Secondo l’associazione, «il nodo principale in questo momento resta la carenza di interazione strutturata e continua tra regolatori e operatori. Era stata ipotizzata una fase preliminare di “pre-filing” proprio per consentire un confronto su questioni complesse prima dell’invio formale della documentazione. Tuttavia, l’assenza di compiuti riscontri da parte delle autorità genera incertezza e difficoltà nella predisposizione delle pratiche».
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Il 30 maggio, la piattaforma CheckSig ha fatto sapere di ritenere «essenziale l’implementazione tempestiva del regolamento europeo Mica in Italia. In diversi Paesi, tra gli altri Germania, Francia e Paesi Bassi, sono già state concesse licenze: ulteriori ritardi nel nostro processo autorizzativo lascerebbero gli investitori italiani senza adeguate tutele e gli operatori nazionali in svantaggio competitivo» ha messo in guardia Checksig.
Ronchi fa poi sapere che Cryptosmart ha di recente introdotto «il nuovo regime fiscale “amministrato”, attraverso il quale la piattaforma può provvedere direttamente al calcolo e al versamento delle imposte dovute sulle plusvalenze maturate dagli utenti. Inoltre, aggiunge il co-ceo, «la recente operazione di rafforzamento patrimoniale, che ha visto l’ingresso nel capitale sociale della Banca Popolare di Cortona, rappresenta un elemento chiave per sostenere la crescita della società e affrontare con solidità le sfide imposte dal nuovo contesto normativo europeo. La presenza di un istituto bancario nel nostro azionariato conferma la crescente attenzione e fiducia del sistema finanziario tradizionale verso le criptoattività».