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Referendum sul lavoro, niente quorum ma i sì superano l’87%

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Percentuali altissime nelle sezioni italiane, mentre per quelle estere sono arrivati finora pochi dati
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ROMA – I referendum non hanno raggiunto il quorum, ma quel 30 per cento della popolazione che è andato a votare si è schierato a larghissima maggioranza per i diritti sul lavoro. Con oltre un terzo delle sezioni dall’Italia che hanno già comunicato i risultati (25.445 su 61.591, mentre quelle estere sono più indietro nello spoglio, sono arrivati i dati di pochissime sezioni), risulta in testa con un consenso dell’88,74 per cento il terzo quesito, che prevede l’abrogazione parziale delle norme che ampliano la possibilità di stipulare contratti a termine, ritornando all'obbligo di causale specifica per i contratti di lavoro inferiore a 12 mesi.

Percentuale molto simile di sì per il primo quesito, che prevede l’abrogazione delle norme sul contratto di lavoro a t…

ROMA – I referendum non hanno raggiunto il quorum, ma quel 30 per cento della popolazione che è andato a votare si è schierato a larghissima maggioranza per i diritti sul lavoro. Con oltre un terzo delle sezioni dall’Italia che hanno già comunicato i risultati (25.445 su 61.591, mentre quelle estere sono più indietro nello spoglio, sono arrivati i dati di pochissime sezioni), risulta in testa con un consenso dell’88,74 per cento il terzo quesito, che prevede l’abrogazione parziale delle norme che ampliano la possibilità di stipulare contratti a termine, ritornando all'obbligo di causale specifica per i contratti di lavoro inferiore a 12 mesi.

Percentuale molto simile di sì per il primo quesito, che prevede l’abrogazione delle norme sul contratto di lavoro a tutele crescenti, che hanno sostituito il diritto di reintegra del lavoratore licenziato: i sì si attestano all’88,70 per cento. Arriva all’87,28 per cento la quota dei sì per il secondo quesito, quello che prevede l’abrogazione del tetto all’indennizzo per i licenziamenti ingiusti nelle piccole imprese, fino a 15 dipendenti. La percentuale si riferisce a 25.631 sezioni pervenute dall’Italia su 61591.

Per il quarto quesito, che intende abrogare le norme sull’esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, i dati su 25.497 sezioni mostrano una percentuale di sì dell’87,03 per cento.

Nel complesso gli elettori in Italia sono 45.997.941, e all’estero 5.303.436. Le sezioni in Italia 61.591, quelle all’estero 1863.

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