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Si affollano le corse dei taxi senza tassisti

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Google, Tesla, presto Amazon e tantissima Cina cresce la competizione per il dominio dei “robotaxi”
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Un’app per prenotare il taxi, fissare la destinazione. L’auto non ha nessuno al volante. Ma a destinazione ci porta lo stesso. Una realtà già negli Stati Uniti, in Cina. L’Europa è la prossima frontiera, dove al momento ci sono però solo sperimentazioni, in Germania, Francia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Ecco il business dei robotaxi: nascente e immaturo, sì, ma con la promessa di essere rivoluzionario. Tanto che ci si sta infilando anche Elon Musk. Il 12 giugno la sua Tesla lancerà il primo servizio di robotaxi, ad Austin (Texas). Per lui è anche un modo per reinventare un’azienda che, sul fronte del mercato elettrico tradizionale, sta perdendo molte quote di mercato a causa della forte concorrenza cinese.

Le previsioni sul mercato dei robotaxi

Un mercato già affollato

In verità anche il mercato dei robotaxi si sta già affollando. Il campione è Waymo, di Google, che vi ha già investito miliardi (di cui cinque solo…

Un’app per prenotare il taxi, fissare la destinazione. L’auto non ha nessuno al volante. Ma a destinazione ci porta lo stesso. Una realtà già negli Stati Uniti, in Cina. L’Europa è la prossima frontiera, dove al momento ci sono però solo sperimentazioni, in Germania, Francia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Ecco il business dei robotaxi: nascente e immaturo, sì, ma con la promessa di essere rivoluzionario. Tanto che ci si sta infilando anche Elon Musk. Il 12 giugno la sua Tesla lancerà il primo servizio di robotaxi, ad Austin (Texas). Per lui è anche un modo per reinventare un’azienda che, sul fronte del mercato elettrico tradizionale, sta perdendo molte quote di mercato a causa della forte concorrenza cinese.

Le previsioni sul mercato dei robotaxi

Un mercato già affollato

In verità anche il mercato dei robotaxi si sta già affollando. Il campione è Waymo, di Google, che vi ha già investito miliardi (di cui cinque solo a luglio scorso). Opera nelle città di Phoenix, Austin, Los Angeles, San Francisco e viaggia su un milione di corse pagate ogni mese. Pari a quelle che aveva fatto in tutto il 2023. Il costo è meno di 1 euro a chilometro e secondo le stime di Ark Invest, potrebbe scendere fino a 0,15 euro al chilometro quando il servizio sarà su larga scala, contro i circa 2 euro di un taxi tradizionale. A Milano un taxi costa 1,32 euro al km. Nel 2025 arriverà anche Amazon, con il servizio Zoox, negli Usa. Attenzione, però: si fa presto a dire robotaxi. A conferma dell’immaturità del mercato, ora ci sono due tecnologie, molto diverse.

Le due tecnologie

La più diffusa (come quella di Waymo) impiega un mix di sistemi, laser, radar, videocamere, più intelligenza artificiale e mappe sofisticate delle zone dove permettere il servizio. Musk, tenendo fede alla sua fama di innovatore pronto a rischi estremi, punta invece tutto e solo su IA e videocamere. Inoltre, ha più volte dichiarato che l’obiettivo di Tesla è arrivare a una guida autonoma in grado di funzionare su qualsiasi strada e in qualsiasi contesto. Chissà: qualche giorno fa sono emersi dettagli su un grave incidente dove una Tesla, in modalità guida in parte autonoma, per la prima volta ha investito e ucciso un pedone. Si scopre che la videocamera era accecata dal sole, quindi l’auto non poteva vedere il pedone. Una situazione che le auto dotate anche di sistemi laser e radar possono invece affrontare molto meglio.

Dove si stanno sviluppando i servizi

Il campione Baidu

Fa da monito anche un altro grave episodio. Un mese fa sono morte tre studentesse in Cina, a bordo di una Xiaomi che, come le Tesla, aveva solo IA e videocamere. Si è schiantata contro un muro. Il campione cinese si chiama però Baidu e usa sistemi analoghi a quelli Waymo. È in oltre 10 città, tra cui Pechino, Wuhan e Guangzhou. Gestisce la più grande flotta di robotaxi del Paese. Nel 2024 il servizio di Baidu Apollo Go ha fatto oltre 8 milioni di corse, all’equivalente di cinque dollari per ognuna. La Cina ha introdotto normative da aprile 2025 per incentivare la guida autonoma, con piani per autobus e taxi pubblici senza conducente in 19 città metropolitane, ma dopo l’incidente mortale ha vietato di indicare come “autonome” le automobili dotate di sistemi incompleti.

La prudenza europea

L’Europa è ancora più prudente, quanto a regole e sicurezza. A partire da settembre 2025, in Europa sarà consentita la guida autonoma “hands-off” (senza mani su volante) su autostrade idonee, ma comunque sono richieste la presenza e la prontezza di intervento del conducente. Al momento non esistono servizi commerciali di robotaxi pienamente operativi in Europa. Ci sono sperimentazioni, però. Baidu ha scelto la Svizzera come porta d’ingresso per il mercato europeo e sta trattando con PostAuto, il principale operatore di trasporto pubblico, per avviare test e servizi di robotaxi Apollo Go entro la fine del 2025. In Lussemburgo, Pony.ai ha ottenuto un’autorizzazione ufficiale per testare robotaxi. La Germania ha da poco avviato i primi servizi di robotaxi con veicoli a sei posti che possono percorrere itinerari prestabiliti anche senza passeggeri.

In Francia, WeRide ha lanciato nel marzo 2025 un servizio commerciale di robobus senza conducente nella regione della Drôme, e Tesla ha testato il suo sistema a Parigi. In Spagna la startup croata Verne, filiale di Rimac Automobili, ha annunciato l’intenzione di lanciare robotaxi autonomi entro il 2026, con futuri piani di espansione in Regno Unito e Germania.

Il rischio di flop

Tutto sommato, «bisogna considerare che è un mercato ancora da costruire», spiega Umberto Bertelè, professore emerito del Politecnico di Milano. È vero che alcune stime parlano di una crescita vertiginosa dei ricavi, 189 miliardi di dollari fra cinque anni contro i 2,77 del 2024 (Precedence Research), «ma persino Waymo opera in perdita». Il rischio di flop è alto, da tanti punti di vista. «Basta un incidente per frenare l’interesse dei consumatori e fare scattare la tagliola del regolatore – aggiunge Bertelè». Basti pensare a quanto successo nel 2023 a Cruise, azienda di General Motors. Una sua auto – pure dotata di tutti i sistemi – a San Francisco non ha capito di avere un pedone sotto le ruote e l’ha trascinato per alcuni metri, causandoli ulteriori, gravi, ferite. Cruise ha perso l’autorizzazione a operare, General Motors ha chiuso il servizio.

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