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Confcommercio, la crescita dei consumi spinge il Pil:+0,8% nel 2025. Ma mancano 260 mila lavoratori

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (ansa)

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Il presidente Sangalli: “Il mondo con i dazi è un posto peggiore”. Meloni: “Riduciamo pressione fiscale, attenzione a ceto medio”
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ROMA – Nonostante la pesante incertezza sui mercati, l'incognita dazi e tensioni internazionali e un generale calo della fiducia, i consumi in Italia dovrebbero crescere dell'1% sia quest'anno del prossimo. E tornare, in termini reali, ai livelli massimo pre-crisi, quella finanziaria del 2007. È l'analisi dell'ufficio studi Confcommercio, su dati Istat, presentata all'assemblea 2025 dal presidente Carlo Sangalli. Una corposa relazione sull'economia che prevede un Pil in crescita dello 0,8%, i disoccupati in calo e l'inflazione all'1,7%. Ma evidenzia anche un grave problema per il settore. Al terziario di mercato mancano 260mila lavoratori. Un dato in crescita del 4% rispetto allo scorso anno, un campanello d'allarme per le imprese e la politica.



Meloni a Confcom…

ROMA – Nonostante la pesante incertezza sui mercati, l'incognita dazi e tensioni internazionali e un generale calo della fiducia, i consumi in Italia dovrebbero crescere dell'1% sia quest'anno del prossimo. E tornare, in termini reali, ai livelli massimo pre-crisi, quella finanziaria del 2007. È l'analisi dell'ufficio studi Confcommercio, su dati Istat, presentata all'assemblea 2025 dal presidente Carlo Sangalli. Una corposa relazione sull'economia che prevede un Pil in crescita dello 0,8%, i disoccupati in calo e l'inflazione all'1,7%. Ma evidenzia anche un grave problema per il settore. Al terziario di mercato mancano 260mila lavoratori. Un dato in crescita del 4% rispetto allo scorso anno, un campanello d'allarme per le imprese e la politica.



Meloni a Confcommercio: "Siete motore dell'economia"

Con un videomessaggio, ha partecipato a distanza anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Oggi le imprese del terziario di mercato contribuiscono per circa la metà del Pil e dell'occupazione - ha detto la premier ringraziando e riconoscendo il lavoro della Confederazione - siete uno dei motori dell'economia nazionale, ed è solo grazie al vostro dinamismo e alla vostra capacità di intraprendere che l'Italia sta registrando indicatori macroeconomici estremamente positivi". La premier è tornata ancora sul tema del taglio delle tasse: L'obiettivo del governo è "consolidare la tendenza economica positiva che stiamo registrando, rafforzare la domanda interna e proseguire nel percorso di riduzione della pressione fiscale, con un'attenzione particolare al ceto medio", ha detto.



Scherzando, Sangalli ha replicato che le ha già recapitato sulla scrivania di Palazzo Chigi la tessera di Confcommercio. E il governo era presente anche con Adolfo Urso, titolare del Mimit. "Il rinnovo del contratto del commercio può indicare la strada per altri rinnovi", ha detto rivolto alla platea. "Questo è un momento difficile - ha proseguito Urso riconoscendo "la forza delle imprese", riferendosi alle tensioni internazionali, ai "conflitti bellici e ai conflitti commerciali", esplosi con "la violenza di un mare in tempesta". In questo scenario, ha concluso il ministro delle Imprese e del made in Italy, "la nave Italia appare più sicura, stabile, consapevole, responsabile, capace di tenere il mare".

Sangalli: "Il mondo con i dazi è un posto peggiore"

In apertura di relazione però, l'attenzione del neoconfermato Sangalli è tutta sui dazi. I dati presentati, soprattutto quello sui consumi, possono rimanere in positivo e in linea con le stime precedenti solo se la guerra commerciale si allenterà, fino a spegnersi. "Dal 2020 l'economia globale è stata caratterizzata da un marcato aumento dell'incertezza - ha detto il presidente, ricordando gli 80 anni della Confederazione - Incertezza che ha inciso profondamente sulla stabilità finanziaria, sulle attività e sulle aspettative delle imprese. Incertezza dovuta ai tragici conflitti internazionali. Incertezza determinata dal ritorno della politica dei dazi. Un mondo con più dazi è un mondo peggiore". Perché, sottolinea Sangalli, "mina la fiducia reciproca". Fiducia fondamentale perché i consumatori continuino a spendere e sostenere la crescita. "La de globalizzazione non è la risposta - ha aggiunto - non ci si può rassegnare alla chiusura. Ma 'liberamente' non significa senza regole". Un richiamo quindi all'Europa, perché in questo periodo confuso sui tavoli internazionali possa essere protagonista di un nuovo sistema, guidando il processo di "ricucitura".

Pil +0,8% nel 2025 ma mancano i lavoratori

Le stime di Confcommercio ritoccano al rialzo quelle Ocse, Istat e anche quelle del governo. Nel 2025 l'Italia crescerà dello 0,8%, dello 0,9% nel 2026. Ma, è scritto subito dopo i numeri, "in assenza di muovi shock su dazi ed energia". Sangalli nella sua relazione ricorda l'inflazione a due cifre degli scorsi anni e sottolinea come il tasso di crescita "non sia in linea con le legittime aspettative delle nostre famiglie e delle nostre imprese". Per l'Ufficio studi, il tasso dei Treasury Usa desta preoccupazione, ma l'Italia tiene comunque dei fondamentali positivi. A marzo-aprile 2025 gli italiani occupati sono saliti a 24,2 milioni, i disoccupati sono scesi da 2,5 a 1,5 milioni.

Nel commercio, nella ristorazione, nel settore alloggio c'è un buco di 260mila lavoratori. È il mismatch tra domanda e offerta che stona con i risultati positivi, forse figlio dei redditi al palo dai primi Duemila. Tra le figure professionali più difficili da reperire in questi settori: commessi, macellai, camerieri, cuochi, addetti alle pulizie.

E Sangalli sottolinea poi un altro dato negativo, quello dell'occupazione giovanile e femminile. "Il loro contributo - ha detto dall'Auditorium della Conciliazione a Roma - permetterebbe di contrastare le tante fragilità che l'Italia sconta quando si parla di crescita".

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