Prezzi identici e pochi ammessi: cosa non convince gli inquirenti dell’asta di Mps gestita da Akros
a cura della redazione EconomiaIl 13 novembre si è concluso tutto molto in fretta: Banca Akros ha collocato il 15% di Mps di proprietà dello Stato facendogli guadagnare 1,1 miliardi in pochi minuti, forse solo 9 secondo alcune indiscrezioni. Ma ora la guardia di finanza su richiesta della procura di Milano ha acquisito la documentazione riguardante l’accelerated book building che portò ad una rivoluzione nel capitale di Mps e gettò i semi di un’operazione più ampia: la scalata a Mediobanca. Una svolta decisiva per il risiko che sta infiammando da mesi il mondo del credito italiano e che avrà il suo confronto decisivo lunedì all’assemblea di Mediobanca, quando gli azionisti dovranno dare il via libera all’offerta su Banca Generali, nata come risposta proprio alle avances del Monte dei Paschi di Siena.
Tutti vincitori
La prima c…
Il 13 novembre si è concluso tutto molto in fretta: Banca Akros ha collocato il 15% di Mps di proprietà dello Stato facendogli guadagnare 1,1 miliardi in pochi minuti, forse solo 9 secondo alcune indiscrezioni. Ma ora la guardia di finanza su richiesta della procura di Milano ha acquisito la documentazione riguardante l’accelerated book building che portò ad una rivoluzione nel capitale di Mps e gettò i semi di un’operazione più ampia: la scalata a Mediobanca. Una svolta decisiva per il risiko che sta infiammando da mesi il mondo del credito italiano e che avrà il suo confronto decisivo lunedì all’assemblea di Mediobanca, quando gli azionisti dovranno dare il via libera all’offerta su Banca Generali, nata come risposta proprio alle avances del Monte dei Paschi di Siena.
Tutti vincitori
La prima cosa che dovranno chiarire gli inquirenti è chi fu chiamato a partecipare e come si svolse l’asta che portò alla nascita dell’attuale compagine del capitale senese. Non esistono vincoli in questa procedura che è l’equivalente di una vendita tra privati, ma di solito il committente, a maggior ragione se è lo Stato, tende ad ampliare il più possibile il numero dei compratori per massimizzare l’incasso.
Ora i magistrati vogliono verificare se a partecipare alla procedura furono solo i 4 vincitori: Banco Bpm portò a casa il 5% (controllore di Banca Akros), ad Anima fini il 3% (già allora sotto Opa e poi definitivamente acquisita da Banco Bpm), a Caltagirone e Delfin finì un 3,5% ciascuno. Altra circostanza da confermare è se il prezzo offerto fosse identico per tutti e quattro con un premio del 5% sulle quotazioni, che poi diventò quello ufficiale comunicato dal Mef a 5,7 euro al titolo.
Unicredit esclusa?
Una circostanza fatta emergere dal Financial Times il 16 dicembre scorso è che Unicredit avrebbe voluto comprare fino al 10% di Mps all’asta di banca Akros ma non sarebbe stata coinvolta. Inoltre secondo il giornale della City i soliti bookrunners internazionali Ubs e Jefferies sarebbero stati messi da parte per lasciare tutto in mano alla piccola banca del gruppo Banco Bpm. Entrambe le circostanze all’epoca furono smentite dal Tesoro: “Il dipartimento dell’Economia ha gestito tutte le procedure in modo impeccabile, trasparente e in modalità similari alle due volte precedenti coinvolgendo i due advisor Ubs e Jefferies”. Per queste ragioni “ogni ricostruzione contenuta, in particolare, nell’articolo pubblicato oggi dal Financial Times è da ritenersi infondata”.
In effetti qualche differenza rispetto alle le due precedenti occasioni è emersa: il primo 25% ceduto a novembre 2023 per oltre 900 milioni (2,92 euro per azione), fu acquistato da decine di fondi diversi in maggioranza stranieri. Analogo copione per la seconda tranche: un 12,5% è finito a circa un centinaio di compratori alla fine di marzo 2024 con i fondi italiani che si sono aggiudicati solo il 10% delle azioni offerte. Nel terzo caso invece solo quattro compratori. Circostanza su cui la procura di Milano ora vuole fare chiarezza.
La replica di Banca Akros
"Con riferimento agli articoli di stampa relativi alla cessione della quota di Mps avvenuta a novembre scorso, Banca Akros ribadisce che, nel proprio ruolo di global coordinator e bookrunner della procedura, ha condotto la stessa in modo corretto e trasparente, nel pieno rispetto delle norme e delle prassi che regolano tali operazioni, con la partecipazione di centinaia di investitori istituzionali, tramite piattaforma informatica". È quanto si legge in una nota della banca. "Tutti gli ordini pervenuti sono stati raccolti, registrati e processati allo stesso modo, il tutto nei tempi consueti previsti per questo tipo di operazioni", conclude la nota.