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Inchiesta cessione di azioni Mps, indagate persone e società. Tutto nasce da un esposto Mediobanca

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L’inchiesta della Procura di Milano riguarda il collocamento del 15% di Montepaschi da parte di Banca Akros per conto del Tesoro
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ROMA – Nell’indagine sulla procedura che ha portato al collocamento del 15% di azioni Montepaschi in mano al Tesoro risultano indagate sia persone fisiche sia società. L’inchiesta è in mano alla Procura di Milano, è partita da un esposto per diffamazione presentata da Mediobanca a maggio e riguarda il primo tassello del domino bancario che sta agitando gli istituti italiani.

Sui nomi delle persone fisiche e giuridiche coinvolte c’è massimo riserbo da parte degli inquirenti. Gli indagati sono iscritti nel fascicolo a “modello 21”, in quanto non è stato notificato loro ancora alcun atto con le ipotesi di reato.

A occuparsi delle indagini sono gli investigatori del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, coi pm Giovanni Polizzi e Luca Gaglio, coordinati dall'aggiunto Roberto Pellicano e dal procuratore Marcello Viola, che stanno valutando diversi aspetti del cosiddetto risiko bancario e intendono completare gli accertamenti nel più breve tempo possibile.

ROMA – Nell’indagine sulla procedura che ha portato al collocamento del 15% di azioni Montepaschi in mano al Tesoro risultano indagate sia persone fisiche sia società. L’inchiesta è in mano alla Procura di Milano, è partita da un esposto per diffamazione presentata da Mediobanca a maggio e riguarda il primo tassello del domino bancario che sta agitando gli istituti italiani.

Sui nomi delle persone fisiche e giuridiche coinvolte c’è massimo riserbo da parte degli inquirenti. Gli indagati sono iscritti nel fascicolo a “modello 21”, in quanto non è stato notificato loro ancora alcun atto con le ipotesi di reato.

A occuparsi delle indagini sono gli investigatori del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, coi pm Giovanni Polizzi e Luca Gaglio, coordinati dall'aggiunto Roberto Pellicano e dal procuratore Marcello Viola, che stanno valutando diversi aspetti del cosiddetto risiko bancario e intendono completare gli accertamenti nel più breve tempo possibile.

Il risiko bancario e il tassello Mps

Lo scorso novembre il ministero dell’Economia si è liberato del 15% del capitale di Mps, mettendolo sul mercato attraverso l’istituto del collocamento accelerato (Abb) che funziona come una vendita tra privati. A gestirla fu Banca Akros, controllata da Banco Bpm. La Procura vuole chiarire se a partecipare all’asta furono i soli 4 vincitori, ossia Delfin della famiglia Del Vecchio, il gruppo Caltagirone, Banco Bpm e Banca Anima (sulla quale il Banco ha perfezionato l’Opa), oppure se a partecipare furono anche altri investitori, nazionali e internazionali, come sostiene Akros.

Banco Bpm portò a casa il 5% (controllore di Banca Akros), ad Anima finì il 3% (già allora sotto Opa e poi definitivamente acquisita da Banco Bpm), a Caltagirone e Delfin finì un 3,5% ciascuno. Entrmabi sono presenti anche nel capitale di Mediobanca e di Generali. Altra circostanza da confermare è se il prezzo offerto fosse identico per tutti e quattro con un premio del 5% sulle quotazioni, che poi diventò quello ufficiale comunicato dal Mef a 5,7 euro al titolo.

Lunedì 16 giugno è attesa l’assemblea dei soci Mediobanca, che dovrà decidere sull’offerta lanciata a Banca Generali. Quella Ops del valore di 6,5 miliardi, annunciata ad aprile, arrivò anche in risposto alla mossa di Mps che a inizio anno, dopo il nuovo riassetto societario, lanciò una Ops proprio su Mediobanca.

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