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La procura si muove sul risiko per la vendita di azioni Mps

La guardia di Finanza ha acquisito documenti da banca Akros, la controllata di Bpm. L’indagine è sulla cessione del 15% nelle mani del Mef che portò all’ingresso di nuovi soci
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Milano – Diventa caldissimo il clima finanziario milanese a due giorni dall’assemblea di Mediobanca che può determinare i futuri assetti del sistema bancario italiano. L’ultima notizia arrivata nella serata di ieri è di carattere giudiziario e riguarda un’acquisizione di documenti effettuata dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf in Banca Akros settimana scorsa. E ciò confermerebbe il fatto che la procura di Milano sta indagando sull’operazione che ha portato Banco Bpm, Anima, la Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone ad acquistare azioni Mps attraverso Banca Akros. La notizia, anticipata dal sito Lettera 43 e confermata all’Ansa da fonti giudiziarie parlava di un esposto di Unicredit. Ma un portavoce della banca in serata ha dichiarato che «Unicredit non ha presentato alcun esposto alla procura di Milano e neanche in relazione a Delfin e Caltagirone».

Milano – Diventa caldissimo il clima finanziario milanese a due giorni dall’assemblea di Mediobanca che può determinare i futuri assetti del sistema bancario italiano. L’ultima notizia arrivata nella serata di ieri è di carattere giudiziario e riguarda un’acquisizione di documenti effettuata dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf in Banca Akros settimana scorsa. E ciò confermerebbe il fatto che la procura di Milano sta indagando sull’operazione che ha portato Banco Bpm, Anima, la Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone ad acquistare azioni Mps attraverso Banca Akros. La notizia, anticipata dal sito Lettera 43 e confermata all’Ansa da fonti giudiziarie parlava di un esposto di Unicredit. Ma un portavoce della banca in serata ha dichiarato che «Unicredit non ha presentato alcun esposto alla procura di Milano e neanche in relazione a Delfin e Caltagirone».

La vicenda che è finita al centro dell’attenzione ha per oggetto il collocamento del 15% di azioni Mps effettuato dal Tesoro il 13 novembre 2024. L’operazione era stata effettuata «attraverso un “Accelerated Book Building” riservato ad investitori istituzionali italiani ed esteri», scriveva il Mef in un comunicato. «A fronte della domanda raccolta, pari a oltre il doppio dell’ammontare iniziale, e alla presenza di un premio del 5% rispetto all’odierno prezzo di chiusura del mercato, l’offerta è stata incrementata dal 7% al 15% del capitale sociale di Mps».

Nonostante la forte richiesta di azioni, però, i titoli sono stati assegnati a soli quattro soggetti: Delfin (3,5%), Caltagirone (3,5%), Banco Bpm (5%) e Anima (4%). E ad assegnarli è stata Banca Akros, merchant bank del gruppo Banco Bpm che per l’occasione aveva svolto il ruolo di Global coordinator e Bookrunner su specifico mandato del Tesoro. Otto mesi prima, il 26 marzo del 2024, il Mef aveva collocato con lo stesso metodo il 12,5% del capitale di Mps ma in quell’occasione aveva utilizzato come intermediari un gruppo di banche internazionali e blasonate come BofA Securities, Citigroup Global Markets Europe AG, Jefferies e Mediobanca, che insieme avevano agito nel ruolo di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners. E gli acquirenti furono molto più numerosi.

Il Tesoro, secondo gli accordi che aveva preso con l’Europa al tempo del salvataggio di Mps, per non incorrere nella fattispecie degli aiuti di Stato, si era impegnato a scendere nel capitale di Mps collocando i titoli sul mercato. E così ha fatto con tre successive operazioni ma nell’ultima, in quanto era in gioco il futuro assetto di controllo della banca senese, aveva interesse a far sì che le partecipazioni finissero in mani non vicine alla sinistra. Per questo motivo nell’estate 2024 aveva respinto le garbate avances di Unipol che si era candidata a formare un terzo polo bancario con Bper e Banca popolare di Sondrio di cui era già azionista.

Con il collocamento di pacchetti di azioni Mps a Caltagirone, Delfin e Banco Bpm-Anima il Tesoro aveva invece dato il via al suo progetto di formazione di un terzo polo bancario vicino alla maggioranza di centrodestra. Ma il disegno è stato rovinato dall’intervento di Andrea Orcel, ad di Unicredit, che il 24 novembre 2024 ha lanciato un’Ops sul Banco Bpm, in procinto di essere attaccato anche dai francesi di Crédit Agricole. Queste mosse ne hanno poi provocate altre a catena che hanno scombussolato tutto il sistema finanziario italiano. Mps ha reagito il 24 gennaio lanciando un’Ops su Mediobanca e quest’ultima per contrattaccare il 28 aprile ha annunciato un’Ops su Banca Generali. Ora si avvicina il momento della verità per tutti, a partire dall’assemblea di Mediobanca di lunedì che deve raccogliere il consenso dei soci per andare avanti su Banca Generali. Ma il fronte del no guidato da Caltagirone e, probabilmente Delfin, è ben attrezzato e, secondo indiscrezioni, potrebbe contare su un 2% di azioni Mediobanca raccolto da Unicredit tra i suoi clienti.

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