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Carrefour valuta l’addio all’Italia, sempre meno strategica

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Non è la prima volta che la catena francese vaglia l’ipotesi. Il magazine tedesco Lebensmittel Zeitung cita tra i pretendenti Conad, Esselunga e Lidl, ma potrebbe aggiungersi anche Penny
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MILANO – Il rapporto tra Carrefour e l’Italia sembra essere agli sgoccioli, un’altra volta. La catena di supermercati francese, seconda in Europa dietro alla tedesca Schwarz (a cui appartiene Lidl), starebbe valutando la cessione della propria rete nel Bel Paese, considerato non più strategico per il gruppo. Un’ipotesi già vagliata in passato, ma che ora potrebbe tornare in auge nell’ambito di una riorganizzazione globale delle attività e alla luce di risultati finanziari non brillanti. Tra il 2019 e il 2023, dati Mediobanca, Carrefour in Italia ha accumulato perdite per 874,2 milioni, con una produttività inferiore alla media nazionale.

Due italiani tra i pretendenti

A riportare la notizia è il magazine tedesco Lebensmittel Zeitung, s…

MILANO – Il rapporto tra Carrefour e l’Italia sembra essere agli sgoccioli, un’altra volta. La catena di supermercati francese, seconda in Europa dietro alla tedesca Schwarz (a cui appartiene Lidl), starebbe valutando la cessione della propria rete nel Bel Paese, considerato non più strategico per il gruppo. Un’ipotesi già vagliata in passato, ma che ora potrebbe tornare in auge nell’ambito di una riorganizzazione globale delle attività e alla luce di risultati finanziari non brillanti. Tra il 2019 e il 2023, dati Mediobanca, Carrefour in Italia ha accumulato perdite per 874,2 milioni, con una produttività inferiore alla media nazionale.

Due italiani tra i pretendenti

A riportare la notizia è il magazine tedesco Lebensmittel Zeitung, specializzato nel mondo del retail. Il periodico parla di trattative in corso con diverse insegne europee interessate alla rete di Carrefour che in Italia conta circa 1.200 punti vendita e fattura 3,6 miliardi di euro. Prima, lo scorso novembre, il Financial Times scriveva di una exit strategy dai Paesi non più stratefici, come il Belgio, la Romania, la Polonia e anche l’Italia. Negli ultimi mesi, invece, la catena è uscita da Giordania e Oman.

Tra gli interessati ci sarebbe la bolognese Conad, che secondo indiscrezioni aveva già adocchiato il dossier nel 2013, prima ancora dell’operazione con Auchan. L’altra italiana citata è Esselunga, anche se per il momento ha sempre adottato un modello di crescita organica, evitando grandi acquisizioni. L’ultimo pretendente sarebbe la tedesca Lidl, che difficilmente però acquisirebbe l’intera rete.

Il sito di settore Mark up aggiunge alla lista anche Penny, parte del gruppo Rewe: la catena potrebbe trasformare i negozi più compatibili con il modello discount in Penny e valutare un ritorno in Italia del marchio Billa, uscito dal mercato nel 2014 ma tuttora attivo in Europa centro-orientale.

Anche le insegne locali guardano il dossier

Se poi Carrefour dovesse optare per una cessione graduale dei punti vendita, non è da escludere che si facciano avanti anche insegne minori e ben radicate a livello locale. In parte sta già succedendo. A fine giugno Tosano (gruppo VéGé) aprirà un nuovo store a Calenzano, in provincia di Firenze, in uno spazio che prima ospitava un ipermercato Carrefour. Sempre secondo il sito Mark up, operazioni simili sarebbero in corso anche in Lombardia, con particolare riferimento allo storico centro commerciale di Limbiate (Milano). Per alleggerire il portafoglio asset, il gruppo in parallelo ha messo in campo una strategia per cedere i propri punti vendita, di tutte le dimensioni, a imprenditori affiliati secondo la formula del franchising.

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