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FT: “L’Europa valuta una carbon tax sul riscaldamento e la benzina”

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Sull’idea starebbe però emergendo forte opposizione sia all’interno dell’esecutivo e sia tra alcuni Stati membri
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MILANO – Anziché allentare la stretta delle norme green, come sembrava intenzionata a fare a inizio mandato, la nuova Commissione europea potrebbe tirare ancora la cinghia. Ma questa volta non solo per proteggere l’ambiente. Secondo il Financial Times, Bruxelles sta valutando una tassa sul carbonio nel riscaldamento domestico e la benzina per colmare alcuni buchi nel bilancio generale dell’Ue.

Forte l’opposizione all’imposta

L'imposta si applicherebbe sulle emissioni dei carburanti per caldaie domestiche, piccoli impianti industriali e automobili dovrebbe entrare in vigore nel 2027, un anno prima dell’entrata in vigore del nuovo bilancio pluriennale Ue. L’idea, ancora in fase embrionale, avrebbe già raccolto una forte opposizione sia all'interno dell’esecutivo, sia tra alcuni Stati membri, come Fr…

MILANO – Anziché allentare la stretta delle norme green, come sembrava intenzionata a fare a inizio mandato, la nuova Commissione europea potrebbe tirare ancora la cinghia. Ma questa volta non solo per proteggere l’ambiente. Secondo il Financial Times, Bruxelles sta valutando una tassa sul carbonio nel riscaldamento domestico e la benzina per colmare alcuni buchi nel bilancio generale dell’Ue.

Forte l’opposizione all’imposta

L'imposta si applicherebbe sulle emissioni dei carburanti per caldaie domestiche, piccoli impianti industriali e automobili dovrebbe entrare in vigore nel 2027, un anno prima dell’entrata in vigore del nuovo bilancio pluriennale Ue. L’idea, ancora in fase embrionale, avrebbe già raccolto una forte opposizione sia all'interno dell’esecutivo, sia tra alcuni Stati membri, come Francia e Polonia.

Oltre 700 miliardi di entrate in 8 anni

Proposta per la prima volta nel 2021 all'apice del sentimento pro-verde a Bruxelles, la carbon tax dovrebbe funzionare in modo simile all'attuale sistema di scambio di emissioni dell'Ue per i produttori di energia e l'industria pesante. I fornitori di carburante acquisterebbero i permessi e poi scaricherebbero i costi sui consumatori.

Il gettito raccolto dall’eventuale tassa sarebbe rilevante: secondo i calcoli di BloombergNef, le entrate potrebbero raggiungere i 705 miliardi di euro tra il 2027 e il 2035, anche alla luce del fatto che l'elevata domanda farà salire i prezzi del carbonio fino a 149 euro a tonnellata nel 2030. Un effetto a cascata colpirebbe le bollette del riscaldamento domestico, viste aumentare fino al 41%.

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