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Consob introduce gli “impegni”: niente sanzione per chi si mette in regola

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La delibera si applica anche ai procedimenti già in corso e allinea l’Italia ad altri Paesi europei. L’autorità verificherà che le promesse vengano mantenute: in caso contrario la sanzione potrà essere aumentata
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La Consob rivede le sue regole in materia di sanzioni. L’autorità di vigilanza dei mercati finanziari ha approvato una delibera che apre una doppia strada al procedimento sanzionatorio. Se finora, una volta aperto, questo andava dritto per la sua strada fino all’eventuale sanzione (o meno), ora è stato introdotto il concetto degli “impegni”.

Come funziona il nuovo procedimento

La società o l’intermediario possono quindi presentare degli impegni formali a Consob, rimediando a quanto fatto fino a quel momento (anzitutto interrompendo il comportamento che ha acceso la spia di Consob ed eventualmente ristorando i risparmiatori che hanno subito un danno), ed estinguere in anticipo il procedimento, senza sanzione.

Le società hanno trenta giorni di tempo per presentare la proposta, che deve essere esaminata da Consob e può essere accettata (senza sanzione) o rigettata (e in quel caso riprende il procedimento ordinario). È una procedura che Antitrust utilizza già da diverso tempo, così come l…

La Consob rivede le sue regole in materia di sanzioni. L’autorità di vigilanza dei mercati finanziari ha approvato una delibera che apre una doppia strada al procedimento sanzionatorio. Se finora, una volta aperto, questo andava dritto per la sua strada fino all’eventuale sanzione (o meno), ora è stato introdotto il concetto degli “impegni”.

Come funziona il nuovo procedimento

La società o l’intermediario possono quindi presentare degli impegni formali a Consob, rimediando a quanto fatto fino a quel momento (anzitutto interrompendo il comportamento che ha acceso la spia di Consob ed eventualmente ristorando i risparmiatori che hanno subito un danno), ed estinguere in anticipo il procedimento, senza sanzione.

Le società hanno trenta giorni di tempo per presentare la proposta, che deve essere esaminata da Consob e può essere accettata (senza sanzione) o rigettata (e in quel caso riprende il procedimento ordinario). È una procedura che Antitrust utilizza già da diverso tempo, così come le equivalenti della Consob in alcuni Paesi europei.

Ma non basterà fare promesse, naturalmente bisognerà anche rispettarle e Consob, come indica la delibera, verificherà che gli impegni vengano mantenuti: a occuparsene sarà la divisione che ha formulato le contestazioni. Se si accerta che gli impegni non sono stati rispettati si tornerà al punto di partenza, con la novità che le sanzioni potranno essere aumentate del 10%.

Si applica anche ai casi ancora aperti

Le novità introdotte dalla delibera si applicano a tutti i procedimenti avviati dopo la sua entrata in vigore (già avvenuta) ma anche ai procedimenti che erano già partiti e che non si sono ancora conclusi. Insomma non è retroattiva, ma coinvolge tutti i casi scoperti negli ultimi mesi per i quali l’iter non si è ancora concluso: gli interessati potranno quindi presentare i propri impegni ed evitare la sanzione.

Un dettaglio, questo, che non piace a Domenico Bacci, segretario del Siti, il sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio: “Se riguardasse solo i procedimenti futuri andrebbe benissimo, ma in questo modo si rischia di mettere una pezza a comportamenti illeciti, magari compiuti per anni, senza neanche irrogare una sanzione. Tirare una riga su ciò che è successo nel passato non è accettabile”. Bacci fa l’esempio delle tante piattaforme abusive che consentono il trading di criptovalute.

Ambienti vicini a Consob spiegano però che questi siti hanno spesso alle spalle società irrintracciabili o con sedi in giurisdizioni non collaborative (ad esempio le Cayman o le Isole Vergini) e già oggi non sono quasi mai oggetto di procedimento sanzionatorio, proprio perché introvabili. Per questo l’unica azione possibile è l’oscuramento, una possibilità di cui Consob dispone da circa un anno e che le ha permesso di chiudere piattaforme come quella che usavano il deepfake di Giorgia Meloni per proporre improbabili investimenti in grado di cambiare la vita.

Il parere del consulente

Positivo è il parere di Antonio Pinto, avvocato e responsabile banche di Confconsumatori: “È uno strumento che consente al soggetto oggetto di indagine di ‘patteggiare’ e prendere impegni per raddrizzare condotte poco legittime. Il vantaggio è la rapidità del procedimento, che quindi consente di far sì che il soggetto si adegui in tempi brevi; anche se il soggetto evita la sanzione comunque ciò non comprime i diritti di chi eventualmente sia stato danneggiato”.

Pinto fa l’esempio pratico di un prodotto finanziario venduto con un’informativa poco trasparente, che non indica l’alto livello di rischio del prodotto. Se l’investitore fa un esposto e inizia un procedimento Consob, l’intermediario potrebbe impegnarsi a migliorare l’informativa rendendola più chiara “e in tal caso si avrebbero due risultati. Il primo è che fin da subito vi sarebbe una nota informativa corretta. Il secondo è che se un risparmiatore con profilo di rischio basso ha comprato il prodotto perché tratto in inganno dalla vecchia nota informativa, ben potrà usare il procedimento per dimostrare al giudice che l’intermediario ha violato i suoi obblighi”.

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