Orcel: “Mancano chiarimenti sul golden power”. Muro del Mef: “Tutela sicurezza nazionale”
di Massimo FerraroROMA – “Senza chiarimenti sulle prescrizioni del golden power, non procederemo con l’offerta su Bpm”. Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, interviene alla 11esima Ceo conference ospitata da Mediobanca e ribadisce le sue preoccupazioni sull’avanzamento della offerta su Banco Bpm. “Ovviamente, come italiano, sono un po’ triste che siamo l'unica banca italiana a cui è stato applicato”, dice riferendosi al golden power attivato dal governo sulla offerta avanzata da piazza Gae Aulenti. La risposta del Mef è contenuta nella lettera che il Tesoro ha inviato all’Unione europea per motivare le ragion dell’intervento. Le prescrizioni sono “legittime” e “fattibili”, scrive il Ministero, la legittimazione italiana ad intervenire ai sensi del golden power è legata alla “tutela della sicurezza pubblica, un profilo di esclusiva competenza nazionale” e che “non ha alcun interferenza con la disciplina sovranazionale” prevista dal Regolamento concentrazioni.
ROMA – “Senza chiarimenti sulle prescrizioni del golden power, non procederemo con l’offerta su Bpm”. Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, interviene alla 11esima Ceo conference ospitata da Mediobanca e ribadisce le sue preoccupazioni sull’avanzamento della offerta su Banco Bpm. “Ovviamente, come italiano, sono un po’ triste che siamo l'unica banca italiana a cui è stato applicato”, dice riferendosi al golden power attivato dal governo sulla offerta avanzata da piazza Gae Aulenti. La risposta del Mef è contenuta nella lettera che il Tesoro ha inviato all’Unione europea per motivare le ragion dell’intervento. Le prescrizioni sono “legittime” e “fattibili”, scrive il Ministero, la legittimazione italiana ad intervenire ai sensi del golden power è legata alla “tutela della sicurezza pubblica, un profilo di esclusiva competenza nazionale” e che “non ha alcun interferenza con la disciplina sovranazionale” prevista dal Regolamento concentrazioni.
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Prescrizioni “legittime”, la risposta del Mef
Il Tesoro sostiene di aver agito nel rispetto delle competenze di tutte le istituzioni coinvolte e di quanto prescritto nell’articolo 21 del Regolamento concentrazioni, ed è proprio riguardo alla sovranità nazionale – di esclusiva competenza dello Stato – che ha espresso i suoi dubbi il governo.
“Senza spiegazioni non procediamo”
Quella sul Banco è una delle mosse del risiko bancario, che vede coinvolto Unicredit anche nella operazione su Commerzbank. Sull’offerta pubblica di scambio al Banco, il governo ha stilato una serie di prescrizioni che l’istituto dovrà rispettare se vuole perfezionare la sua operazione. Su quelle prescrizioni, ha chiesto delucidazioni anche l’Europa. “Abbiamo fatto un'offerta, ritenendo che ci fosse del valore da creare – ha detto Orcel – Penso che da allora siano cambiate due cose. Una è che c'è una condizione chiamata golden power e una serie di altri elementi ad essa collegati, senza la cui definizione nessun azionista di buon senso vorrebbe che io procedessi”.
Viene poi trattato il tema degli asset russi della banca italiana che, secondo le prescrizioni del golden power, dovrebbero essere dismessi, anche se - in una lettera di chiarimenti inviata alla stessa Unicredit - il ministero dell'Economia ha previsto una deroga per i pagamenti delle aziende italiane in loco che si troverebbero in difficoltà. Nella lettera, il Mef ricorda che è stata parte attiva all'interno del confronto dei vari G7 e G20 per inserire clausole che chiedono l'uscita di asset dal Paese e che escludono la possibilità per chi rimane di partecipare alla ricostruzione dell'Ucraina. Non esistono ragioni - viene spiegato - per non rispettare questa prescrizione.
Unicredit chiede chiarimenti sul golden power
L’ad dell’istituto ribadisce quindi che si aspetta da Palazzo Chigi delle precisazioni, altrimenti l’offerta verrà ritirata. “Questo perché – ha spiegato – tutti potremmo dire: ‘Sì, quel paragrafo si può leggere in quel modo’, ma se poi non viene letto in quel modo, abbiamo delle penali nell'ordine dei miliardi se non soddisfiamo una qualsiasi delle condizioni del golden power. Quindi, se non viene chiarito, non procederemo”.
"Alla fine c'è un certo periodo di tempo dopo il quale dovremo chiudere la questione. E se non sarà chiarito, chiuderemo la questione", sottolinea. "Quindi, per essere chiari, quando ho detto 20% di probabilità era un modo per dire che la probabilità era significativamente inferiore al 50% a questo punto, perché non vedo movimenti in quella direzione", conclude.
L’investimento in Generali e la politica
Un passaggio poi lo dedica anche all’investimento di Unicredit in Generali: “Lo ridurremo e ne usciremo nel tempo”. Orcel ha quindi chiosato sul coinvolgimento della politica nelle operazioni di fusione degli istituti, in Italia e in Europa. “Le banche target del risiko bancario stanno sempre di più mettendo in mezzo la politica per difendersi – ha detto alla conferenza – se si guardano tutte le fusioni in corso, e si escludono quelle che sono collegate o guidate da un governo, si trova che ogni singolo paese è contrario. E in alcuni casi sono contrari anche alle fusioni interne. L'unico paese che finora abbia avuto un atteggiamento positivo sulle fusioni e che abbia seguito i principi della Ue è la Grecia”.