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Perché il divorzio tra Microsoft e OpenAi non è più un tabù: l’azienda di Altman pronta a denunciare

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Redmond valuta di ritirarsi dalle trattative per il nuovo asset societario che proseguono ormai da mesi
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ROMA – La trattativa per il momento va avanti ma Microsoft ha già studiato una exit strategy. E Sam Altman è pronto a contrattaccare denunciando l’azienda di Redmond per comportamento anticoncorrenziale. L’ultima sulle tensioni al tavolo tra la Big tech e la startup dell’intelligenza artificiale arriva dal Wall Street Journal e dal Financial Times, e danno seguito a quanto già era uscito negli scorsi mesi. Sul riassetto societario OpenAi e il gigante fondato da Bill Gates non sembrano trovare la quadra e allora la soluzione potrebbe essere separarsi del tutto.

Le due aziende sono legate dal contratto siglato nel 2019 con il quale Microsoft ha investito più di 13 miliardi dollari nell’azienda di ChatGpt. L’accordo è valido fino al …

ROMA – La trattativa per il momento va avanti ma Microsoft ha già studiato una exit strategy. E Sam Altman è pronto a contrattaccare denunciando l’azienda di Redmond per comportamento anticoncorrenziale. L’ultima sulle tensioni al tavolo tra la Big tech e la startup dell’intelligenza artificiale arriva dal Wall Street Journal e dal Financial Times, e danno seguito a quanto già era uscito negli scorsi mesi. Sul riassetto societario OpenAi e il gigante fondato da Bill Gates non sembrano trovare la quadra e allora la soluzione potrebbe essere separarsi del tutto.

Le due aziende sono legate dal contratto siglato nel 2019 con il quale Microsoft ha investito più di 13 miliardi dollari nell’azienda di ChatGpt. L’accordo è valido fino al 2030 ma il fondatore ha deciso di passare da no profit a Public Benefit Corporation, ossia mantenere come missione una funzione di pubblica utilità ma allo stesso tempo aprirsi agli azionisti e agli investimenti, con la possibilità di distribuire utili.

Sulla base di questa svolta, Microsoft ha chiesto di discutere i nuovi termini per continuare a proteggere il suo investimento. OpenAi ha bisogno dell’assenso del partner per cambiare forma societaria, e il Ceo Satya Nadella ha chiesto per l’azienda una quota maggiore. Altman non è disposto a concederla e si è arrivati allo scontro.

I dirigenti di OpenAI hanno preso in considerazione la possibilità spostare lo scontro in tribunale, denunciando Microsoft per comportamento anticoncorrenziale, come riferisce il Wall Street Journal. E così, spiega oggi il financial Times, anche l’azienda di Redmond si sta preparando all’idea di abbandonare le trattative, e poi il suo partner. Anche se difficilmente rinuncerà al suo investimento.

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