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Il Sud fa meglio del Nord: il Pil cresce di più per il terzo anno consecutivo, grazie al Pnrr

Il direttore della Svimez Luca Bianchi 

 
Nel 2024 la crescita è dell’1%, contro la media dello 0,6% del resto del Paese, ma il merito è soprattutto delle costruzioni. In testa il Centro, con l’1,2%
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ROMA – Il Mezzogiorno batte il resto dell’Italia con una crescita dell’1% nel 2024, contro una media dello 0,6%. Anche se la parte del Paese che ha messo a segno il rialzo più consistente del Pil è il Centro, con l’1,2%. Va meno bene nel Nord-Ovest (+0,9%), mentre per il Nord-Est si rileva una sostanziale stagnazione dell’attività economica (-0,2%). Lo indica la Svimez presentando i dati sulla crescita regione per regione

Il vantaggio del Sud si riduce

Si tratta del terzo anno consecutivo in cui il Sud mette a segno una crescita maggiore rispetto al resto del Paese, ma il vantaggio si riduce: nel 2023 era infatti di ben 1 punto percentuale, adesso soli 0,4 punti. Inoltre a spingere il Pil non sono tanto settori strutturali, quanto i maggiori investimenti pubblici nelle costruzioni, che crescono del 3% contro il più 0,6% del Centro-Nord. Bene anche i servizi, mentre industria e agricoltura sono stabili.

Quasi tutto merito del Pnrr

Determinante, per questo “sorpasso”, il ruolo del Pnrr…

ROMA – Il Mezzogiorno batte il resto dell’Italia con una crescita dell’1% nel 2024, contro una media dello 0,6%. Anche se la parte del Paese che ha messo a segno il rialzo più consistente del Pil è il Centro, con l’1,2%. Va meno bene nel Nord-Ovest (+0,9%), mentre per il Nord-Est si rileva una sostanziale stagnazione dell’attività economica (-0,2%). Lo indica la Svimez presentando i dati sulla crescita regione per regione

Il vantaggio del Sud si riduce

Si tratta del terzo anno consecutivo in cui il Sud mette a segno una crescita maggiore rispetto al resto del Paese, ma il vantaggio si riduce: nel 2023 era infatti di ben 1 punto percentuale, adesso soli 0,4 punti. Inoltre a spingere il Pil non sono tanto settori strutturali, quanto i maggiori investimenti pubblici nelle costruzioni, che crescono del 3% contro il più 0,6% del Centro-Nord. Bene anche i servizi, mentre industria e agricoltura sono stabili.

Quasi tutto merito del Pnrr

Determinante, per questo “sorpasso”, il ruolo del Pnrr: la Svimez stima che il Recovery abbia offerto un contributo alla crescita del Pil nel 2024 pari allo 0,6 punti percentuali nel Mezzogiorno e a 0,4 punti nel Centro-Nord.

Ma anche dei Comuni

Il Pnrr oltre a mobilitare gli investimenti pubblici ha permesso di migliorare le capacità della Pubblica Amministrazione nel Mezzogiorno, e in particolare dei Comuni. Tra il 2022 e il 2024, gli investimenti comunali sono aumentati del 75,3% al Sud, passando da 4,2 a 7,4 miliardi. A livello nazionale i Comuni hanno realizzato investimenti per 21,7 miliardi, più 64% rispetto al 2022.

Avanti l’edilizia sociale

Gli investimenti si sono concentrati soprattutto in infrastrutture sociali (edilizia scolastica e abitativa). La spesa destinata ai fabbricati ad uso scolastico è infatti raddoppiata, passando da 1,7 a 2,8 miliardi tra il 2022 e il 2024. Ma incrementi altrettanto significativi si riscontrano anche per gli investimenti in nuovi impianti sportivi e in fabbricati ad uso abitativo: più 120% e più 143% rispetto al 2022.

Spesa per asili nido aumentata di 10 volte

Nonostante tutte le difficoltà legate a questa misura del Pnrr, la spesa dei Comuni per la costruzione degli asili nido è aumentata di 10 volte, da 28 a 293,1 milioni nel 2024. Il Pnrr ha dato impulso anche a investimenti finanziati con altre risorse pubbliche: le infrastrutture stradali che si confermano prima voce di investimento dei Comuni anche nel 2024, con 4,2 miliardi di euro.

Cresce l’occupazione

Nel Mezzogiorno è cresciuta anche l’occupazione: il numero di occupati nel 2024 è aumentato del 2,2% su base annua – oltre 142 mila unità in più – contribuendo per il 40% all’incremento nazionale (+1,5%). A far da traino soprattutto i servizi legati al turismo, come alloggio e ristorazione, in rialzo del 5,4% al Mezzogiorno a fronte di un più 2,1% nazionale.

In crescita in tutto il Paese anche l’occupazione nel commercio (+1,9% al Nord-Est; +3,9% nel Nord-Ovest; + 4% al Centro; +5,6% nel Mezzogiorno). Ma la Svimez rileva anche una crescita del comparto delle attività finanziarie e immobiliari, professionali e scientifiche nell’ambito del terziario, con un più 2,3% nel Mezzogiorno contro il più 2,1% Centro-Nord.

Ma cade il potere d’acquisto

Tuttavia alla crescita dell’occupazione si contrappone una forte perdita del potere di acquisto dei salari, che nel Mezzogiorno si è ridotta in media del 6% rispetto al 2019, più della media italiana del meno 4,3%.

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