Alle compagnie d’assicurazione che operano nel nostro paese i Btp italiani non piacciono più. O, più precisamente, hanno meno appeal di qualche tempo fa. Il dato viene fuori dalla relazione annuale dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni guidato da Luigi Federico Signorini.
Tra il 2019 e il 2024 la quota dei titoli governativi – calcolata in valore di mercato – sul portafoglio delle imprese assicurative è calata del 10,5 per cento. Ma non solo: contemporaneamente i titoli esteri sono aumentati del 5 per cento. Quindi negli ultimi 5 anni c’è stata più fiducia nell’affidabilità di Paesi esteri rispetto al nostro. O quanto meno c’è stata voglia di riequilibrare l’esposizione verso l’Italia, visto che storicamente le assicurazioni sono fra i maggiori detentori del nostro debito pubblico: più o meno 300 milioni di euro in valore assoluto ancora oggi. In entrambi i casi il dato di fatto non cambia: le assicurazioni hanno in pancia meno titoli di Stato italiani, all’incirca …
Alle compagnie d’assicurazione che operano nel nostro paese i Btp italiani non piacciono più. O, più precisamente, hanno meno appeal di qualche tempo fa. Il dato viene fuori dalla relazione annuale dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni guidato da Luigi Federico Signorini.
Tra il 2019 e il 2024 la quota dei titoli governativi – calcolata in valore di mercato – sul portafoglio delle imprese assicurative è calata del 10,5 per cento. Ma non solo: contemporaneamente i titoli esteri sono aumentati del 5 per cento. Quindi negli ultimi 5 anni c’è stata più fiducia nell’affidabilità di Paesi esteri rispetto al nostro. O quanto meno c’è stata voglia di riequilibrare l’esposizione verso l’Italia, visto che storicamente le assicurazioni sono fra i maggiori detentori del nostro debito pubblico: più o meno 300 milioni di euro in valore assoluto ancora oggi. In entrambi i casi il dato di fatto non cambia: le assicurazioni hanno in pancia meno titoli di Stato italiani, all’incirca 30 miliardi in meno rispetto al 2019.
Insomma, è la conferma di come la tradizionale home bias (la tendenza degli investitori a preferire investimenti nel proprio paese di residenza, piuttosto che diversificare a livello internazionale) si stia affievolendo anche dalle nostre parti. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, però può comunque tirare un sospiro di sollievo: ai piccoli risparmiatori e agli investitori stranieri i Btp continuano a piacere e anche parecchio, come mostrano gli ultimi dati di Bankitalia.