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Sorpresa Istat: i laureati stranieri che arrivano da noi sono più degli italiani che fuggono

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Per via delle guerre, in particolare di quella in Ucraina, ma anche in Asia, è arrivato un eccezionale flusso di migrazioni. E il bilancio delle “entrate e uscite” dei laureati tra il 2019 e il 2023 pende a favore dell’Italia
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ROMA – Un aumento che sfiora il 40%: nel biennio 2023-24 gli espatri dei cittadini italiani, rileva l’Istat, 270mila, raggiungono valori mai osservati negli ultimi dieci anni. Ma vale anche per le immigrazioni dei cittadini stranieri (760mila, +31,1%), spinti dalle guerre e dalle catastrofi climatiche.

Nonostante si parli sempre di fuga di cervelli, ci sono anche giovani altamente qualificati che arrivano, e che nel periodo 2019-2023 hanno persino superato il numero di chi va via. Considerando i migranti tra 25 e 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario, nel periodo 2019-23 si registra una perdita netta di giovani laureati italiani pari a 58mila unità. Una perdita compensata però da un incremento netto di giovani laureati stranieri (+68mila), che porta il saldo complessi…

ROMA – Un aumento che sfiora il 40%: nel biennio 2023-24 gli espatri dei cittadini italiani, rileva l’Istat, 270mila, raggiungono valori mai osservati negli ultimi dieci anni. Ma vale anche per le immigrazioni dei cittadini stranieri (760mila, +31,1%), spinti dalle guerre e dalle catastrofi climatiche.

Nonostante si parli sempre di fuga di cervelli, ci sono anche giovani altamente qualificati che arrivano, e che nel periodo 2019-2023 hanno persino superato il numero di chi va via. Considerando i migranti tra 25 e 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario, nel periodo 2019-23 si registra una perdita netta di giovani laureati italiani pari a 58mila unità. Una perdita compensata però da un incremento netto di giovani laureati stranieri (+68mila), che porta il saldo complessivo a un guadagno di capitale umano qualificato di 10mila unità. E’ la prima volta che l’Istat fa questo tipo di calcolo, spiega Francesca Licari, ricercatrice Istat esperta di migrazioni interne e internazionali: “E’ utile per avere una veduta d’insieme del fenomeno migratorio”.

Expat, fuga di cervelli e rientri

I giovani laureati italiani scelgono principalmente i Paesi europei, in particolare Regno Unito e Germania ne hanno accolti complessivamente un terzo (29mila), seguite da Francia e Svizzera, che ne hanno attratti ciascuna 8mila. Tra le destinazioni extraeuropee, gli Stati uniti si collocano al primo posto, con 4mila giovani laureati italiani trasferiti nello stesso periodo.

Per quanto riguarda i giovani immigrati stranieri laureati che arrivano in Italia, il 13,6% proviene da stati membri dell'Unione Europea, il 15,8% da altri Paesi europei, un terzo dall'Asia e il 17,8% da Paesi sudamericani.

A incidere sull’immigrazione europea soprattutto l’eccezionale incremento dei flussi dall’Ucraina causato del conflitto in corso dal 2022, che l’ha resa il principale Paese di provenienza, seguito da Albania e Romania. Ma ci sono anche altre situazioni di conflitto e instabilità, specialmente in Medio Oriente e in Africa, che hanno contribuito a intensificare il numero di rifugiati e richiedenti asilo e ad aumentare la pressione migratoria.

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