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De Palma: “Gli operai non sono dei delinquenti”

MICHELE DE PALMA SEGRETARIO GENERALE FIOM 

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Il segretario della Fiom Cgil: “Con Fim e Uilm abbiamo svuotato le fabbriche e riempito le piazze. Federmeccanica torni al tavolo per fare il contratto”
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ROMA – «Non si può trattare da delinquenti chi sciopera per un contratto. I veri criminali sono quelli che evadono, inquinano, licenziano per speculare. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, così recita l’articolo 1 della Costituzione. Ai lavoratori la Costituzione garantisce il diritto di scioperare. Se ci saranno denunce, mi ritengo sin da oggi anche io denunciato». Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil ricorda che «non arrivavamo a 40 ore di sciopero dal 2008».

Segretario, la minaccia di denuncia è un segnale politico?

«I metalmeccanici non sono un problema di ordine pubblico. Pagano le tasse, tengono in piedi l’industria e l’economia. Lo Stato li deve proteggere, non schedare».

Il sottosegretario Durigon propone di vietare gli scioperi di venerdì e lunedì e di imporre l’adesione individuale 24 ore prima.

«Durigon ha giurato sulla Costituzione. Il diritto di sciopero è individuale, inviolabile. Le sue parole sono anticostituzionali e pericolo…

ROMA – «Non si può trattare da delinquenti chi sciopera per un contratto. I veri criminali sono quelli che evadono, inquinano, licenziano per speculare. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, così recita l’articolo 1 della Costituzione. Ai lavoratori la Costituzione garantisce il diritto di scioperare. Se ci saranno denunce, mi ritengo sin da oggi anche io denunciato». Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil ricorda che «non arrivavamo a 40 ore di sciopero dal 2008».

Segretario, la minaccia di denuncia è un segnale politico?

«I metalmeccanici non sono un problema di ordine pubblico. Pagano le tasse, tengono in piedi l’industria e l’economia. Lo Stato li deve proteggere, non schedare».

Il sottosegretario Durigon propone di vietare gli scioperi di venerdì e lunedì e di imporre l’adesione individuale 24 ore prima.

«Durigon ha giurato sulla Costituzione. Il diritto di sciopero è individuale, inviolabile. Le sue parole sono anticostituzionali e pericolose».

Lo sciopero è andato bene?

«L’obiettivo era svuotare le fabbriche e riempire le piazze. Fim, Fiom, Uilm ci sono riusciti. È un grande segnale di consapevolezza, forza, orgoglio, democrazia».

Cosa chiedete?

«Di aumentare i salari oltre l’inflazione, investire in salute e sicurezza, superare la precarietà del lavoro, e promuovere l’occupazione anche attraverso la riduzione di orario e la formazione. Chiediamo che il contratto accompagni la transizione ecologica e tecnologica».

Perché Federmeccanica non si presenta al tavolo?

«Bisognerebbe chiederlo a loro. Dopo una controproposta, non si sono più fatti vedere. La trattativa è iniziata più di un anno fa. Il contratto delle cooperative, che di solito arriva dopo quello metalmeccanico, lo ha preceduto. Un’anomalia che dice molto».

La ministra Calderone vi ha convocato. Medierà?

«Il problema non è mediare, ma ricostruire il tavolo. Federmeccanica, Assistal e Unionmeccanica devono tornare a confrontarsi con noi. L’11 luglio Federmeccanica eleggerà un nuovo vertice: speriamo di ripartire».

Prima, il 26 giugno, Confindustria incontra i leader di Cgil, Cisl e Uil.

«Chiederanno di riaprire il tavolo. La nostra piattaforma è stata presentata nel rispetto degli accordi interconfederali. Ora tocca alle imprese».

Possibile l’Italia senza industria?

«Non sarebbe nel G7. Siamo un Paese che ha smarrito la sua vocazione industriale. Se perdiamo innovazione, siderurgia, automotive, informatica ed elettrodomestico, perdiamo tutto. Serve un piano per l’industria. Il contratto è solo il primo passo. Dopo la firma, proponiamo di confrontarci anche su questo».

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