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“Se Orcel si ritira, ci guardiamo intorno”

MASSIMO TONONI PRESIDENTE BANCO BPM GIUSEPPE CASTAGNA CEP BANCO BPM 

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Tononi (Banco Bpm) replica all’ad di Unicredit, che a Repubblica ha prefigurato un addio all’Ops
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MIlano – «Oggi siamo sotto passività. Nel momento in cui la passività dovesse scomparire perché Unicredit dovesse decidere di fare un passo indietro, ovviamente essendo la terza banca del paese ci guarderemo intorno». Replica così Massimo Tononi alle ultime dichiarazioni di Andrea Orcel rilasciate a Repubblica in un’ampia intervista apparsa ieri sul giornale. Il quale non escludeva di ritirare Unicredit dall’Ops lanciata ormai il 24 novembre scorso. E a chi gli chiedeva se il target potesse essere Mps, Tononi ha risposto: «Ci guarderemo intorno e valuteremo, ma anche Siena tra l’altro è molto impegnata in un’operazione in questo momento quindi sarebbe prematuro fare commenti».

Orcel aveva anche affermato che in caso di ritiro di Unicredit il Banco Bpm finirebbe in mani francesi, esse…

MIlano – «Oggi siamo sotto passività. Nel momento in cui la passività dovesse scomparire perché Unicredit dovesse decidere di fare un passo indietro, ovviamente essendo la terza banca del paese ci guarderemo intorno». Replica così Massimo Tononi alle ultime dichiarazioni di Andrea Orcel rilasciate a Repubblica in un’ampia intervista apparsa ieri sul giornale. Il quale non escludeva di ritirare Unicredit dall’Ops lanciata ormai il 24 novembre scorso. E a chi gli chiedeva se il target potesse essere Mps, Tononi ha risposto: «Ci guarderemo intorno e valuteremo, ma anche Siena tra l’altro è molto impegnata in un’operazione in questo momento quindi sarebbe prematuro fare commenti».

Orcel aveva anche affermato che in caso di ritiro di Unicredit il Banco Bpm finirebbe in mani francesi, essendo il Crédit Agricole azionista ormai al 20% già autorizzato dalla Bce. «I francesi di Crédit Agricole sono da tantissimo tempo un nostro azionista importante - ha tenuto a precisare Tononi -. Abbiamo un rapporto di collaborazione splendido a livello industriale, ma la governance della nostra banca è assolutamente nelle mani del consiglio e il consiglio è del tutto autonomo e indipendente».

Questo fino al prossimo rinnovo dell’aprile 2026 quando le nuove regole della Legge Capitali daranno molto più potere alle minoranze nel caso si ripresentasse una lista del cda uscente.

E sulla possibilità che il golden power venga corretto dalla Ue che lo sta esaminando Tononi non commenta, ma sottolinea: «È qualcosa che verrà deciso dalle autorità preposte. I tempi non li conosco e a maggior ragione non conosco i contenuti», spiega. «Mi sembra che ci sia stato da parte del Mef un tentativo di fare chiarezza, e questo è sicuramente apprezzabile», aggiunge il presidente di Banco Bpm.

Quanto al via libera incondizionato della DgComp all’integrazione tra Unicredit e Banco Bpm, che comporta però la chiusura di 209 filiali in Italia, Tononi sottolinea: «Prendiamo atto della decisione dell’antitrust europeo, come è giusto che sia. Certo, abbiamo qualche preoccupazione sulle ricadute, sui servizi che vengono offerti alla clientela e anche sui livelli occupazionali».

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