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Il fenomeno Labubu dilaga sui social. E anche in Borsa: il titolo schizza oltre il 600%

(afp)

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I pupazzetti celebri in tutto il mondo, prodotti dalla Pop Mart, portano la capitalizzazione della società a 43 miliardi. E il fondatore, Wang Ning, nella top ten dei paperoni cinesi
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ROMA – “Compra, compra, compra”. Al trading floor di Hong Kong risuona un solo verbo quando si parla di Pop Mart International Group. E rigorosamente nella forma imperativa. Da mesi il titolo della società è come impazzito, lanciato in una folle corsa guidata dai mostriciattoli Labubu, i pupazzetti ormai celebri in tutto il mondo prodotti proprio dalla Pop Mart. La quotazione della società si è impennata da inizio anno del più 600% e solo nell’ultimo mese il balzo in avanti è stato del 25%.

La capitalizzazione di mercato odierna si aggira intorno ai 43 miliardi di dollari. Giusto per dare un termine di paragone, si tratta di una dimensione quasi sette volte superiore a quella di Mattel, il produttore niente meno che di Barbie, e quattro volte e mezzo quella di Hasbro, che in …

ROMA – “Compra, compra, compra”. Al trading floor di Hong Kong risuona un solo verbo quando si parla di Pop Mart International Group. E rigorosamente nella forma imperativa. Da mesi il titolo della società è come impazzito, lanciato in una folle corsa guidata dai mostriciattoli Labubu, i pupazzetti ormai celebri in tutto il mondo prodotti proprio dalla Pop Mart. La quotazione della società si è impennata da inizio anno del più 600% e solo nell’ultimo mese il balzo in avanti è stato del 25%.

La capitalizzazione di mercato odierna si aggira intorno ai 43 miliardi di dollari. Giusto per dare un termine di paragone, si tratta di una dimensione quasi sette volte superiore a quella di Mattel, il produttore niente meno che di Barbie, e quattro volte e mezzo quella di Hasbro, che in catalogo ha giochi di società come il Monopoli e action figure dalla Marvel a Guerre Stellari.

Le banche d'affari danno il titolo in rialzo

Il successo di Labubu è talmente planetario che le cifre appena descritte potrebbero essere riviste ancora al rialzo. Nelle ultime settimane cinque banche d’affari, tra le quali due big quali Deutsche Bank e Morgan Stanley, hanno rivisto al rialzo le stime sul titolo di Pop Mart. Insomma, c’è ancora spazio per crescere e il suggerimento dei trader di tutto il mondo è “buy”. Senza alcuna esitazione.

Il perché di tutto questo è che i pupazzi prodotti e commercializzati dall’azienda sono diventati un fenomeno di costume. Sui vari canali social, orde di influencer li sfoggiano attaccati alle borse e agli zaini, generando una sorta di effetto megafono. Tutto questo si è riversato a valanga sui conti. Nel 2024 la voce vendite di Pop Mart è raddoppiata, con il fatturato balzato a 1,8 miliardi di dollari, più del doppio dell’anno precedente.

Code di ore per acquistare un pupazzo

Quale sia la forza dei Labubu se ne sono accorti i milanesi il tre giugno scorso, quando il corner temporaneo aperto alla Rinascente è stato preso d’assalto dai fan. Le persone hanno fatto file di quattro ore pur di riuscire ad accaparrarsi uno dei pupazzetti; e molti si sono dovuti pure accontentare di rimanere a mani vuote, visto che le scorte sono state terminate in un batter d’occhio.

Dove non arrivano i negozi ci pensa però l’online, con i collezionisti che su piattaforme come Ebay sono disposti a pagare centinaia se non migliaia di euro per i personaggi più rari. Due settimane fa la casa d’aste Yongle International Auction di Pechino ne ha battuto uno a 130 mila euro.

Un fenomeno divenuto virale, ma nato nel 2010

La storia di Pop Mart, e così pure quella del suo eccezionale balzo in Borsa, è la prova provata di quanto un fenomeno virale possa tradursi in un caso anche economico e finanziario. D’altronde, l’azienda è presente sul mercato dal 2010, ma fino ad oggi il pubblico di massa non ne aveva praticamente conoscenza. Poi è esplosa la moda degli charms attaccati alle borsette ed ecco arrivato il momento per i Labubu di uscire allo scoperto.

Gli investimenti in comunicazione e marketing hanno fatto il resto, fino ad arrivare al punto di vedere quei mostriciattoli pelosi penzolare da tutte le borse. Sono state strette collaborazioni importanti, che hanno portato anche alla produzione di Labubu da collezione a tema Harry Potter, Disney o Signore degli Anelli. E se la mania dilaga, gli investitori non stanno con le mani in mano e cominciano a comprare azioni della società puntando a capitalizzare grasse plusvalenze. Cosa che effettivamente è accaduta, e continua ad accadere.

Il fondatore è il decimo uomo più ricco della Cina

Il più contento di tutti è senza dubbio il fondatore di Pop Mart, Wang Ning, che grazie a quei pupazzi dai denti aguzzi è entrato a far parte del circolo dei paperoni cinesi. A soli 36 anni, il manager è diventato il più giovane miliardario del Paese e il decimo uomo più ricco del Dragone, con un patrimonio personale che attualmente supera i 20 miliardi di dollari. Tutto merito dei suoi Labubu, che sanno parlare la lingua della generazione Z.

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