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Caro materiali, i costruttori: "Mancano 3 miliardi sui ristori”. Salvini sblocca solo 660 milioni

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L’Assemblea dell’Ance con il ministro delle Infrastrutture Salvini e il vicepresidente della Commissione Ue Fitto
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ROMA – Sul Pnrr bisogna “andare oltre il dibattito proroga si/proroga no” e guardare invece agli obiettivi da raggiungere, che sono meno di quelli stimati dal governo: secondo l’osservatorio Pnrr dell’Ance, basato sulle informazioni delle Casse edili, il 60% dei cantieri è in corso o concluso. Nell’Assemblea Annuale, in corso stamattina all’Auditorium della Conciliazione di Roma, la presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Federica Brancaccio chiede “nuovi strumenti”, a cominciare da una nuova legge sulla rigenerazione urbana.

L’Ance chiede inoltre al governo gli indennizzi per un totale di 3 miliardi di caro materiali. Proprio stamattina, il governo, precisa il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, è stata sbloccata una parte di queste risorse, 660 milioni di euro.

ROMA – Sul Pnrr bisogna “andare oltre il dibattito proroga si/proroga no” e guardare invece agli obiettivi da raggiungere, che sono meno di quelli stimati dal governo: secondo l’osservatorio Pnrr dell’Ance, basato sulle informazioni delle Casse edili, il 60% dei cantieri è in corso o concluso. Nell’Assemblea Annuale, in corso stamattina all’Auditorium della Conciliazione di Roma, la presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Federica Brancaccio chiede “nuovi strumenti”, a cominciare da una nuova legge sulla rigenerazione urbana.

L’Ance chiede inoltre al governo gli indennizzi per un totale di 3 miliardi di caro materiali. Proprio stamattina, il governo, precisa il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, è stata sbloccata una parte di queste risorse, 660 milioni di euro.

Tempi e cantieri del Pnrr

Ma invita anche a guardare con fiducia a quello che stiamo facendo, e che va ancora fatto per modernizzare il Paese e affrontare le sfide del futuro: “Lo studio che il Cresme sta elaborando per noi e di cui oggi presentiamo una piccola anteprima ci permette di sfatare alcune leggende. Primo: scopriamo che nessuna grande opera nel mondo viene realizzata nei tempi e nei costi previsti. Pesa ovunque la burocrazia e l’assenza di una corretta pianificazione. Secondo: quando i finanziamenti sono costanti e la strategia di lungo termine, riusciamo a raggiungere grandi traguardi”.

“Dobbiamo già prepararci per le prossime opere, dobbiamo sapere già oggi di quali risorse possiamo disporre per i prossimi anni, anche dopo il Pnrr”, conferma il presidente dell’Ance Gaetano Manfredi.

Il Pnrr ha permesso di abbattere notevolmente i tempi di costruzione delle infrastrutture in Italia: “I tempi di affidamento di una gara in Italia passano, con la stagione delle riforme, da 14,3 mesi a 4 mesi. Per i lavori finanziati dal Pnrr si passa da 16,9 mesi a 3 mesi”. Traguardi importanti sono stati raggiunti anche dai Comuni: negli ultimi due anni la spesa per opere è aumentata del 64% e nel primo trimestre del 2025 di un ulteriore +10,8%.

Caro materiali, mancano 3 miliardi di euro

Ma ad accelerare devono essere anche i ristori per il caro materiali, sottolinea Brancaccio: "Dopo oltre 10 anni dall'apertura della procedura di infrazione Ue sui pagamenti, ci vogliono ancora più di 5 mesi contro i 30 giorni previsti. Sui ristori per il caro materiali stiamo aspettando quasi 3 miliardi di euro per lavori realizzati dal 2022 in poi. E c'è chi invece rischia di non riceverli mai come le 2.500 imprese impegnate nei 5 mila cantieri finanziati con il fondo opere indifferibili".

"Senza pagamenti certi, si lede la possibilità di investire in innovazione e quindi nel futuro", avverte la presidente dell’Ance, "così come si mortifica il ruolo dell'imprenditore impedendogli di qualificarsi attraverso i lavori che subappalta, ma di cui è il primo responsabile. Norme che l'Europa contrasta da tempo".

Proprio stamattina la notizia del Mit dello sblocco dei primi 660 milioni, corrispondenti a quanto dovuto solo per il secondo semestre 2022 e il secondo trimestre 2024.

Salvini: “Disagi normali data la mole di cantieri”

Intervenendo dopo la presidente dell’Ance, il ministro Salvini ha rivendicato la gran mole dei lavori ferroviari, pur con i disagi: "Quando hai il massimo storico di cantieri aperti e treni circolanti, ogni giorno ci sono difficoltà. L'alternativa sarebbe ridurre il numero dei cantieri o il numero treni, nessuna delle due alternative è possibile". L'anno scorso hanno viaggiato mezzo miliardo di persone. Potrei ridurre il numero dei cantieri - ha aggiunto - ma non farei un buon servizio ai nostri figli".

Salvini ha anche ricordato la presentazione del Ddl Sovrintendenze, che dovrebbe uniformare i criteri di intervento sulle opere pubbliche “perché a me non sta bene che quello che va bene a Bergamo non vada bene a Brescia”.

Il Green Deal

Salvini ha anche fatto il punto sulle risorse in campo in questo momento, non solo per il Pnrr, ma nel complesso: 44 miliardi di euro per la rete stradale tra il 2021 e il 2025, 12 miliardi per le infrastrutture a tutela dell’acqua, 3,9 miliardi per i giochi olimpici. Il ministro non ha risparmiato una stoccata anche rispetto le norme a tutela della transizione verde, perché “un conto è il Green Deal in Lapponia e un conto al centro di Roma: il 2023 è stato l’anno di massimo di inquinamento dell’aria perché, mentre le aziende europee riducevano le emissioni, Cina e India le aumentavano, e se io devo comprare l’auto elettrica fatta in Cina per lavorare al centro di Roma, la Co2 non è sovranista”.

E a proposito di veicoli elettrici, Salvini ha aggiunto che con il Pnrr "ho ereditato l'obbligo di acquisto di 2mila autobus elettrici, ma non ci sono. In Italia non li trovo, dovrei prenderli in Cina, ma se devo fare debito italiano per comprare all'estero non lo faccio, non lo faccio per comprare i bus cinesi".

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