Economia

Eni cede il 20% di Plenitude ai fondi Ares per due miliardi

Eni cede il 20% di Plenitude ai fondi Ares per due miliardi
All’orizzonte resta l’offerta per un pacchetto di 1,4 milioni di clienti Acea
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MILANO – Così come vuole la strategia dei satelliti ideata dall’ad Claudio Descalzi, Eni ha ceduto un’altra quota di minoranza di Plenitude, la società del gruppo dedicata alle rinnovabili. Ad acquisirne il 20% del capitale sono i fondi Alternative credit di Ares management, affiliati del gestore globale di investimenti Ares management corporation, per un prezzo di circa 2 miliardi di euro.

Sale la valutazione di Plenitude

L’operazione è basata su un equity value di Plenitude pari a 10 miliardi, corrispondente a un enterprise value di oltre 12 miliardi di euro. Numeri in linea con quanto indicato a metà del mese scorso, quando la capogruppo (assistita da Mediobanca, Goldman Sachs e PedersoliGattai) era entrata in trattative esclusive con Ares (Unicredit, Deutsche Bank, L&B Partners e Chiomenti) per la cessione della partecipazione.

Prima di Ares, Eni aveva già ceduto il 10% di Plenitude al fondo Energy infrastructure partners (Eip) in due fasi. A novembre, quando Eip aveva portato la sua quota al 10% del capitale, la valutazione complessiva della società era di 10 miliardi, inferiore agli oltre 12 miliardi dell’ingresso di Ares.

Per i due satelliti green resta l’ipotesi della quotazione

«L’accordo annunciato conferma la grande attrattività del modello di business di Plenitude, una delle nostre società satellite costituita pochi anni fa per valorizzare al meglio una parte dei nostri asset a elevato potenziale, creare sempre più valore e contribuire ai nostri obiettivi di azzeramento netto delle emissioni Scope 3», commenta Francesco Gattei, chief transition & financial officer di Eni.

Come nel caso di Plenitude, anche per Enilive (il satellite della mobilità sostenibile) il Cane a sei zampe ha accolto nel capitale un fondo, Kkr, salito di recente al 30%. Per entrambe le società, all’orizzonte resta l’ipotesi della quotazione in Borsa, anche se il management non ha mai dimostrato fretta, convito che vadano valutate attentamente le condizioni di mercato.

Prossimo l’accordo per Acea Energia

A oggi Plenitude opera in più di 15 Paesi con attività che spaziano dalla produzione di energia elettrica (oltre 4 gigawatt arrivano da fonti green) alla vendita diretta a più di 10 milioni di clienti, fino alla gestione di una rete da 21.500 punti di ricarica per veicoli elettrici. Entro il 2028, la società punta a raggiungere 10 gigawatt di capacità rinnovabile installata e a superare gli 11 milioni di clienti.

Quest’ultimo obiettivo verrà raggiunto in un colpo solo – e superato – con l’acquisizione di un pacchetto di circa 1,4 milioni di clienti di Acea Energia per circa 600 milioni. Accettando la proposta, la multiutility romana lascia il business della vendita al cliente finale per concentrarsi sulle attività regolate.

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