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Mercati, il panico può attendere: greggio giù e Wall Street tiene

Niente panico a Wall Street

 
La ritorsione limitata dell’Iran era stata letta come un segnale di non escalation. In Italia salgono i prezzi della benzina: Urso convoca la commissione di allerta rapida sui carburanti
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ROMA – Sarà che di guerre, calde e fredde, militari e commerciali, i mercati negli ultimi mesi ne hanno già metabolizzate tante. Fatto sta che l’attacco americano all’Iran, almeno a giudicare dal primo giorno di riapertura delle Borse, non sembra averli più di tanto destabilizzati. L’Europa scivola, vero, ma non crolla: Piazza Affari, la peggiore, si limita a un punto tondo di rosso. I listini americani chiudono la loro altalena addirittura in positivo. Si è scommesso sulla mancata ritorsione economica dell’Iran, la chiusura dello stretto di Hormuz da cui transita quasi il 30% del greggio globale. Forse perché l’attacco alla base americana in Qatar - limitato e telegrafato - sembrava confermarlo: subito dopo le quotazioni del petrolio scendono del 6%, con il brent che torna a 71 dollari al barile dopo aver toccato in mattinata gli 80, massimi da gennaio.

ROMA – Sarà che di guerre, calde e fredde, militari e commerciali, i mercati negli ultimi mesi ne hanno già metabolizzate tante. Fatto sta che l’attacco americano all’Iran, almeno a giudicare dal primo giorno di riapertura delle Borse, non sembra averli più di tanto destabilizzati. L’Europa scivola, vero, ma non crolla: Piazza Affari, la peggiore, si limita a un punto tondo di rosso. I listini americani chiudono la loro altalena addirittura in positivo. Si è scommesso sulla mancata ritorsione economica dell’Iran, la chiusura dello stretto di Hormuz da cui transita quasi il 30% del greggio globale. Forse perché l’attacco alla base americana in Qatar - limitato e telegrafato - sembrava confermarlo: subito dopo le quotazioni del petrolio scendono del 6%, con il brent che torna a 71 dollari al barile dopo aver toccato in mattinata gli 80, massimi da gennaio.

Incertezza eccezionale

Ma sempre di scommessa si tratta. Di «incertezza eccezionale» aveva parlato ieri la presidente della Bce Christine Lagarde in audizione all’Europarlamento: prima dell’annuncio della tregua da parte di Trump la paura di una escalation faceva temere «conseguenze inflazionistiche» di tale intensità e durata da estendersi ben oltre i costi dell’energia. Tutto questo mentre le prospettive di crescita sono già orientate al ribasso e si avvicina la data del 9 luglio, ultimatum della tregua sui dazi concessa da Trump all’Europa e al mondo.

Polemica sui prezzi della benzina

In attesa di capire se sarà solo fiammata o vero incendio, i rincari registrati del petrolio nell’ultima settimana già si trasmettono alle pompe di benzina, scatenando le usuali e molto estive polemiche. Ieri benzina e diesel sono saliti ai massimi da aprile, rispettivamente a 1,75 e 1,67 euro in media per il self service e a 1,89 e 1,80 euro per il servito, con il Codacons che segnala punte di 2,3 euro in autostrada. Assopetroli nega speculazioni, ma il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dato mandato al Garante dei prezzi di convocare per domani la commissione di allerta rapida, una delle novità della normativa - molto sbandierata e largamente inefficace - che lo stesso ministro aveva introdotto nel 2023 per aumentare la trasparenza dei prezzi.

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