Mediobanca allinea il piano al 2028 Riparte l’ops su Bpm
Giovanni PonsMilano – È partita una settimana importante per gli esiti futuri del risiko bancario italiano. Potrebbe infatti arrivare il giudizio della Bce sull’Ops che il Monte dei Paschi ha lanciato il 24 gennaio scorso su Mediobanca. E sarà interessante vedere se sarà un via libera incondizionato oppure se l’authority deciderà di imporre dei paletti all’operazione, in termini di soglie minime, capitalizzazione e via dicendo.
Se arriverà il via libera della Bce a quel punto ci saranno cinque giorni lavorativi per la Consob per approvare il prospetto informativo. Quindi arriverà il comunicato finale di Mediobanca e poi l’Ops potrà partire, anche entro la prima decade di luglio. Nel frattempo Mediobanca ha deciso di diffondere e presentare venerdì prossimo le proiezioni dei suoi conti al 2028 per uniformare l’arco temporale del suo piano, che scade nel 2026, al piano di Mps che ha arriva fino al 2028.
Milano – È partita una settimana importante per gli esiti futuri del risiko bancario italiano. Potrebbe infatti arrivare il giudizio della Bce sull’Ops che il Monte dei Paschi ha lanciato il 24 gennaio scorso su Mediobanca. E sarà interessante vedere se sarà un via libera incondizionato oppure se l’authority deciderà di imporre dei paletti all’operazione, in termini di soglie minime, capitalizzazione e via dicendo.
Se arriverà il via libera della Bce a quel punto ci saranno cinque giorni lavorativi per la Consob per approvare il prospetto informativo. Quindi arriverà il comunicato finale di Mediobanca e poi l’Ops potrà partire, anche entro la prima decade di luglio. Nel frattempo Mediobanca ha deciso di diffondere e presentare venerdì prossimo le proiezioni dei suoi conti al 2028 per uniformare l’arco temporale del suo piano, che scade nel 2026, al piano di Mps che ha arriva fino al 2028.
L’obbiettivo è quello di fornire agli investitori istituzionali che dovranno decidere se consegnare le proprie azioni Mediobanca all’offerta di Mps, una motivazione per non aderire e restare con la Mediobanca stand alone. Al momento, infatti, l’Ops su Banca Generali è ferma al palo visto che l’assemblea di piazzetta Cuccia è stata rinviata e da Generali non vi sono segnali di avanzamento.
Qualche altro segnale potrebbe arrivare dalla Ue, in particolare dalla DgComp, che in seguito all’apertura dell’inchiesta della procura di Milano ha messo gli occhi sul collocamento di azioni Mps effettuato il 13 novembre scorso. Se dovesse emergere che la procedura di privatizzazione non è stata completata correttamente potrebbe rivedere la chiusura del salvataggio di Mps avvenuta a fine 2024.
Dalla DgComp si attende poi un altro intervento questa volta però sull’Ops lanciata da Unicredit sul Banco Bpm e che è ripartita ieri. Dopo aver approvato i “remedies” proposti da Unicredit sulla vendita di 209 filiali nel caso la fusione tra le due banche andasse in porto, ora è attesa la decisione sul Golden power in base all’art.21 comma 4 del regolamento europeo sulle concentrazioni. In pratica la DgComp deve dire se le prescrizioni inserite nel Dpcm dello scorso 18 aprile rientrano nell’alveo della sicurezza pubblica oppure no. Non c’è una scadenza precisa per esprimersi su questo punto ma il fatto che ci sia già stato uno scambio di lettere tra la DgComp e il Mef su questo argomento fa pensare che la decisione possa arrivare nei prossimi giorni. E, nel caso smontasse tutto o in parte i punti del Golden power, sarebbe una decisione immediatamente esecutiva e che potrebbe essere portata anche davanti al Tar che si riunisce il 9 luglio. Andrea Orcel ha già ripetuto più volte che senza chiarezza sui punti del Golden power l’Ops sul Banco non può andare avanti. I contatti con il ministro Giorgetti non ci sono stati e ora si aspetta il verdetto della Commissione Ue per conoscere l’esito di questa operazione.