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Nigel Farage incontenibile: “Meloni, verremo a riprenderci i milionari che Milano ci ha rubato”

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Con la Britannia Card basterà pagare 250mila sterline per ottenere subito un visto speciale e tasse minime per dieci anni. La sfida del populista Uk
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LONDRA - “Voglio dire una cosa a Repubblica”, ci promette Nigel Farage mentre ride di gusto, dopo aver citato Giorgia Meloni e l'Italia, “ora sono cavoli vostri. Verremo a riprenderci tutti i milionari che Milano ci ha rubato, haha!”. Perché il re della Brexit ha lanciato ieri la “Britannia Card”, ossia una proposta per attrarre di nuovo i paperoni che stanno abbandonando in massa il Regno Unito, dopo gli ultimi provvedimenti dei governi britannici.

Farage sta volando nei sondaggi: l’ultimo di Ipsos dà in testa il suo Reform UK addirittura al 34%, oltre 10 punti sopra il Labour del primo ministro Keir Starmer, picco mai visto prima. Certo, in teoria mancano ancora quattro anni alle elezioni, a meno che Sir Keir non decida di anticiparle. In ogni caso, Farage non è mai stato così vicino a Downing Street. E dunque, sfruttando il “momentum”, ogni settimana annuncia una nuova proposta, con un obiettivo chiaro: corteggiare i ricchi (da fan della deregulation quale è sempre stato) e allo st…

LONDRA - “Voglio dire una cosa a Repubblica”, ci promette Nigel Farage mentre ride di gusto, dopo aver citato Giorgia Meloni e l'Italia, “ora sono cavoli vostri. Verremo a riprenderci tutti i milionari che Milano ci ha rubato, haha!”. Perché il re della Brexit ha lanciato ieri la “Britannia Card”, ossia una proposta per attrarre di nuovo i paperoni che stanno abbandonando in massa il Regno Unito, dopo gli ultimi provvedimenti dei governi britannici.

Farage sta volando nei sondaggi: l’ultimo di Ipsos dà in testa il suo Reform UK addirittura al 34%, oltre 10 punti sopra il Labour del primo ministro Keir Starmer, picco mai visto prima. Certo, in teoria mancano ancora quattro anni alle elezioni, a meno che Sir Keir non decida di anticiparle. In ogni caso, Farage non è mai stato così vicino a Downing Street. E dunque, sfruttando il “momentum”, ogni settimana annuncia una nuova proposta, con un obiettivo chiaro: corteggiare i ricchi (da fan della deregulation quale è sempre stato) e allo stesso tempo conquistare la working class e la classe operaia, sempre più disillusa dal Labour e affascinata dal leader populista.

La Britannia Card

La Britannia Card è un altro esempio della sua recente strategia politica. Da un lato, vuole convincere milionari e paperoni a tornare nel Regno Unito. Secondo il piano di Farage, a loro basterà pagare 250mila sterline per ottenere subito un visto speciale e tasse minime per dieci anni, tra gli altri benefit. Allo stesso tempo, però, il leader di Reform UK conta di redistribuire questi incassi, che potrebbero arrivare a diversi miliardi di sterline solo come “biglietto di’ingresso", “e accreditarli a lavoratori meno abbienti e operai, direttamente in busta paga”, ha promesso durante un evento a Westminster dove lo abbiamo incontrato.

"Fantapolitica”, risponde il Labour di Starmer, “ancora una volta Farage favorisce i più ricchi del Paese, offrendo loro agevolazioni inaudite”. Tuttavia, le proposte del leader di Reform, per quanto discutibili, evidenziano un problema innegabile nel Regno Unito. I milionari stanno scappando in massa, e con loro l’indotto che la loro presenza genera. “Anzi, è un vero e proprio esodo, e la colpa è di conservatori e laburisti”, accusa Farage, “questo è un altro danno grave all’economia britannica”.

Come riporta il Times di oggi, dopo già i 10.800 del 2024, soltanto nel 2025 il Regno Unito dovrebbe perdere addirittura altri 16.500 individui con più di un milione di dollari di asset ma che preferiscono diventare residenti in altri Paesi con meno limitazioni alla loro ricchezza e tasse più benevole. Sono dati dell’Henley Private Wealth Migration Report, che rilevano come Londra perderà il doppio dei paperoni della Cina e addirittura il decuplo di quelli della Russia. Complessivamente, il Regno potrebbe essere dissanguato di 66 miliardi di asset di investimento in fuga dalla giurisdizione britannica. In uno smottamento mondiale di 142mila straricchi che cambieranno Paese di residenza.

Bye Bye “non-dom”

Ma come ha fatto Londra a ridursi così, visto che nel secolo scorso era la mecca di paperoni e ricche famiglie da tutto il mondo? Come spiega l’agenzia Henley & Partners, il Regno Unito paga soprattutto tre decisioni dal 2016 a oggi: la sospensione della concessione dei visti d’oro “Tier 1”; una delle tasse di successione più alte del mondo, al 40%, ma anche sui capital gains. Ma soprattutto la revoca dello status di non-dom, ovvero di “non domiciliato”. Spiegato meglio: sino allo scorso aprile, dietro il pagamento di cifre relativamente basse come 30mila o 60mila sterline all'anno, in questo Paese si poteva risiedere sul territorio britannico, ma si poteva pagare le tasse su guadagni e asset generati all’estero in un altro Paese, dove i livelli di tassazione sono più bassi di quelli britannici.

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Ora non è più così per i circa 75mila “non dom” d’oltremanica (dati 2023). Come per tutti i comuni mortali, anche loro dovranno pagare tutte le tasse nel Regno se risiederanno per più di sei mesi sul suolo britannico, dopo quattro anni di residenza consecutiva. E avranno tre anni per trasferire tutti i loro asset sotto l’egida dell’erario di Londra. Conseguentemente, migliaia di loro hanno già fatto o stanno facendo le valigie. Come dicevamo, solo l’anno scorso sono fuggiti 10.800 milionari, per un aumento del 157% rispetto all’anno precedente. Anche il 74enne Lakshmi Mittal, magnate indiano dell’acciaio, ha fatto filtrare al Times di essere pronto a fare le valigie, con il suo patrimonio da circa 15 miliardi di sterline.

La ministra delle finanze britannica (cancelliera dello Scacchiere) Rachel Reeves sinora ha confermato che sui non-dom non si torna indietro e così il governo Starmer conta di recuperare circa 2,7 miliardi di sterline all’anno. Ma secondo il think tank Adam Smith institute, si tratta di una goccia dell’oceano: perché “meno non-dom significa anche un parallelo crollo di investimenti e posti di lavoro”. In questo senso, "il Regno Unito rischia di perdere circa 10 miliardi all’anno a causa dell’esodo dei paperoni e 111 miliardi entro il 2035, oltre a 44mila posti di lavoro”.

Così molti milionari preferiscono altri lidi, come Portogallo, Spagna, Grecia, Dubai o la stessa Italia, come nota Farage. Roma, con la flat tax fissata a 200mila euro per chi si trasferisce nel Belpaese, ha già attratto circa il 9% di paperoni in più rispetto all’anno passato. Secondo Henley & Partners, nei primi mesi del 2025, le richieste di milionari alle società di consulenza per trasferirsi dal Regno Unito in un altro Paese, sono salite del 183% rispetto allo stesso periodo del 2024. Farage ha un innegabile fiuto politico. Per questo il leader della destra britannica ha lanciato la sua ennesima crociata.

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