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A2A allaccia un nuovo data center alla rete di teleriscaldamento di Brescia

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A regime saranno prodotti 16 gigawattora all’anno di calore pulito, in grado di scaldare e fornire acqua calda a 1.350 appartamenti
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MILANO – Sedici gigawattora di calore pulito, in grado di riscaldare e fornire acqua a circa 1.350 appartamenti nella città di Brescia. Il nuovo data center inaugurato da A2A nella centrale di Lamarmora – e costruito dalla francese Qarnot – sfrutta un sistema di raffreddamento a liquido per recuperare energia termica a temperature elevate, fino a 65 °C, da immettere direttamente in rete.

I data center aumenteranno esponenzialmente

Energivori per definizione, i data center sono destinati ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni. Un ruolo principe lo gioca l’utilizzo sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, che alimenterà la domanda di server con una potenza di calcolo crescente.

Basti pensare che nei primi quattro mesi di quest’anno …

MILANO – Sedici gigawattora di calore pulito, in grado di riscaldare e fornire acqua a circa 1.350 appartamenti nella città di Brescia. Il nuovo data center inaugurato da A2A nella centrale di Lamarmora – e costruito dalla francese Qarnot – sfrutta un sistema di raffreddamento a liquido per recuperare energia termica a temperature elevate, fino a 65 °C, da immettere direttamente in rete.

I data center aumenteranno esponenzialmente

Energivori per definizione, i data center sono destinati ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni. Un ruolo principe lo gioca l’utilizzo sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, che alimenterà la domanda di server con una potenza di calcolo crescente.

Basti pensare che nei primi quattro mesi di quest’anno le richieste di allaccio alla rete Terna per i data center sono salite a quota 42 gigawatt, dai circa 30 registrati nel dicembre scorso. Per confronto, il consumo dell’intera città di Milano è di circa 1,5 GW.

Tra i primi casi in Italia

La multiutility punta a recuperare il calore emesso da queste macchine e impiegarlo per soddisfare le necessità termiche di 1.350 appartamenti della rete di Brescia (che oggi serve oltre 22 mila edifici), sfruttando una tecnologia già ben conosciuta nel nord Europa ma ancora poco popolare in Italia. Un altro esempio simile, sempre in Lombardia, è quello messo a punto da Noovle (gruppo Tim) a Rozzano, dove il calore generato da un data center viene recuperato e reindirizzato per riscaldare oltre 5.000 abitazioni.

Un progetto in due fasi

A2A lavora da tempo per rendere il teleriscaldamento più green, recuperando calore dal termoutilizzatore del territorio bresciano e dai suoi fumi o da altre fonti industriali, come le acciaierie Alfa Acciai e Ori Martin. In questo quadro si inserisce il progetto in collaborazione con l’operatore di cloud computing Qarnot, beneficiario anche di un finanziamento europeo.

La prima fase comprende le 30 unità computazionali QBx già installate nella centrale di A2A, capaci di generare circa 800 MWh termici all’anno, grazie al raffreddamento a liquido che consente di recuperare calore fino a 65 gradi, idoneo all’utilizzo diretto per la rete del teleriscaldamento, attraverso gli scambiatori di calore.

Il passaggio successivo, previsto nel prossimo biennio, prevede l’installazione di altri server nell’ex deposito del carbone della centrale Lamarmora. Insieme, produrranno 16 gigawattora di calore pulito.

Mazzoncini: “Verso un teleriscaldamento più green”

“In Lombardia, con i progetti in pipeline, si stima che potrebbero essere riscaldati 150.000 appartamenti, semplicemente catturando il calore residuo dei server”, spiega l’ad Renato Mazzoncini all’inaugurazione.

A2A studia con attenzione la tecnologia, facendo attenzione all’impatto ambientale. “Non vogliamo crescere nel teleriscaldamento aumentando la nostra impronta carbonica, per noi l’utilizzo del calore di scarto è un’ulteriore opportunità per ampliare la rete”, precisa il manager.

Il progetto con Qarnot va in questa direzione: una volta a regime si stima che eviterà l’emissione in atmosfera di 3.500 tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti alla capacità di assorbimento di oltre 22 mila alberi.

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