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Ok Bce a Mps su Mediobanca, anche sotto il 50%. La Ue: “Esaminiamo la cessione di quote del Mef”

Dopo il disco verde del comitato di sorveglianza arriva il sì definitivo di Francoforte. Il cda di Siena di riunisce domani per l’aumento di capitale.
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MILANO – Era atteso dopo il via libera del comitato di sorveglianza, ora arriva l’ok finale. La Banca centrale europea approva la scalata di Mps su Mediobanca con una partecipazione diretta nel capitale di Piazzetta Cuccia e una indiretta in Mediobanca Premier e Compass Banca, come comunica lo stesso istituto di Siena in una nota.

Francoforte, con lo stesso provvedimento, dà anche il suo benestare ad acquisire una partecipazione in Mediobanca il cui valore eccede il 10% del patrimonio di vigilanza di gruppo e nelle rilevanti partecipazioni indirette. Bruxelles conferma anche che sono in corso verifiche sulla cessione da parte del Mef del 15% delle proprie quote in Montepaschi, lo scorso novembre. "Confermiamo di aver ricevuto informazioni dagli operatori di…

MILANO – Era atteso dopo il via libera del comitato di sorveglianza, ora arriva l’ok finale. La Banca centrale europea approva la scalata di Mps su Mediobanca con una partecipazione diretta nel capitale di Piazzetta Cuccia e una indiretta in Mediobanca Premier e Compass Banca, come comunica lo stesso istituto di Siena in una nota.

Francoforte, con lo stesso provvedimento, dà anche il suo benestare ad acquisire una partecipazione in Mediobanca il cui valore eccede il 10% del patrimonio di vigilanza di gruppo e nelle rilevanti partecipazioni indirette. Bruxelles conferma anche che sono in corso verifiche sulla cessione da parte del Mef del 15% delle proprie quote in Montepaschi, lo scorso novembre. "Confermiamo di aver ricevuto informazioni dagli operatori di mercato in merito alla cessione di una partecipazione in Mps da parte dell'Italia. Stiamo esaminando le informazioni secondo le nostre procedure standard”, ha detto un portavoce della Commissione Ue.

Come previsto alla vigilia, l’Eurotower non indica una soglia minima all’offerta. Risultato: l’istituto guidato da Luigi Lovaglio può fissare come condizione di efficacia dell’operazione una soglia di adesioni all’Ops (Offerta pubblica di scambio) inferiore al 50% più un’azione.

Il risiko di Siena prosegue, dunque. La prima tappa dopo il sì della Bce è la riunione del cda di giovedì 26 giugno, che dovrà esercitare la delega per l’aumento di capitale a servizio dell’operazione incassata dall’assemblea del 17 aprile scorso. Poi c’è la pubblicazione del prospetto informativo e un piano, da presentare a Francoforte entro tre mesi che tenga conto dell’eventualità in cui l'offerta si fermi sotto quota 50% delle adesioni. La scadenza si allunga a sei mesi nel caso in cui la soglia di adesioni salga oltre la metà del capitale. Se tutto va come sperano a Siena, intanto, l’Ops può sbarcare in Borsa nella prima settimana di luglio.

I paletti

Secondo il provvedimento della Banca centrale europea, Mps è tenuta, entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Mediobanca, a presentare alla stessa Bce un piano di integrazione che include le seguenti informazioni:

1) gli impatti sul capitale, sulle strategie di funding e sulla digitalizzazione/sicurezza informatica, evidenziando eventuali scostamenti rispetto alle ipotesi iniziali, evidenziate in sede di istanza, in termini, tra l'altro, di sinergie, costi di integrazione, previsioni di perdite operative e valutazioni concernenti l'avviamento. Il capital plan aggiornato dovrà comprendere, oltre a uno scenario base, anche un'ipotesi di scenario avverso, unitamente alle relative azioni manageriali di mitigazione nonché a una valutazione relativa all'effettiva fattibilità e tempistica per l'attuazione;

2) l'organizzazione del sistema Ict, specificando le architetture transitorie e a tendere, i data flows, gli accordi con terze parti unitamente ai processi e ai controlli relativi al sistema Ict al data quality, alle misure di continuità operativa, anche in termini di gestione delle parti terze e ai cambiamenti da apportare ai piani ed alle procedure interne;

3) l'assetto di corporate governance del nuovo gruppo con riferimento: alla struttura organizzativa e alla normativa propedeutica ad assicurare il coordinamento strategico ed operativo tra Mps e tutte le proprie controllate; l'assetto degli complessità del nuovo gruppo nonché con il profilo di rischio; i mutamenti all'assetto retributivo anche al fine di sviluppare adeguate politiche di retention per i professionisti chiave di Mediobanca; i cambiamenti da apportare alle modalità di aggregazione e reporting delle informazioni di rischio.

Il piano dovrà prevedere una tempistica di tutte le attività di integrazione, così come un framework di governance definito per il regolare monitoraggio del processo di integrazione.

In aggiunta, nell'eventualità in cui l'offerta registri un tasso di adesione inferiore al 50%, è previsto che il Monte fornisca a Bce entro tre mesi dalla data di conclusione dell'operazione:

1) un report approvato dal cda e condiviso con la società di revisione incaricata che confermi la sussistenza del controllo di fatto;

2) alternativamente, in assenza di controllo di fatto, un piano approvato dal cda che indichi l'approccio strategico alla partecipazione di Mediobanca acquisita, i criteri per il mantenimento o la cessione di tale partecipazione unitamente ai relativi obiettivi, tempistiche e principali snodi operativi;

3) una dichiarazione attestante se si preveda di acquisire una quota di partecipazione. A seguito della delibera dell'assemblea dello scorso 17 aprile, il consiglio di amministrazione si riunirà il 26 giugno 2025 per l'esercizio della delega di aumento di capitale per l'Ops.

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