Benedettini: “Bene più trasparenza sui prezzi dei carburanti, da sanzionare le anomalie”
di Filippo SantelliOgni intervento che migliora la trasparenza del mercato dei carburanti è benvenuto», dice Simona Benedettini, fondatrice e amministratore della società di consulenza sui temi energetici Race Consulting. «Ma senza stigmatizzare fenomeni che rientrano nelle normali dinamiche economiche».
Quando il petrolio sale, la benzina sale subito. Quando il petrolio scende, i prezzi alla pompa non scendono. È una nostra impressione da consumatori o un fenomeno accertato?
«Mi sembra soprattutto un tema di percezione, legato al fatto che siamo più sensibili ad un aumento del prezzo del petrolio, di cui verifichiamo subito il riverbero alla pompa, e meno alla sua riduzione. Ci può stare un adeguamento più lento, ma non mi sembra di entità tale da qualificare un comportamento opportunistico da parte degli operatori».
Ogni intervento che migliora la trasparenza del mercato dei carburanti è benvenuto», dice Simona Benedettini, fondatrice e amministratore della società di consulenza sui temi energetici Race Consulting. «Ma senza stigmatizzare fenomeni che rientrano nelle normali dinamiche economiche».
Quando il petrolio sale, la benzina sale subito. Quando il petrolio scende, i prezzi alla pompa non scendono. È una nostra impressione da consumatori o un fenomeno accertato?
«Mi sembra soprattutto un tema di percezione, legato al fatto che siamo più sensibili ad un aumento del prezzo del petrolio, di cui verifichiamo subito il riverbero alla pompa, e meno alla sua riduzione. Ci può stare un adeguamento più lento, ma non mi sembra di entità tale da qualificare un comportamento opportunistico da parte degli operatori».
Quindi non c’è quella che le associazioni dei consumatori definiscono speculazione?
«C’è, ma senza un connotato negativo o patologico: la speculazione è una caratteristica dei mercati stessi, legata alle fisiologiche aspettative di profitto degli operatori economici. Il prezzo del carburante è fatto per un 40-50% dalla componente industriale, di cui l’80% legato ai costi di approvvigionamento dei prodotti raffinati: quando la loro quotazione sale è normale che si rifletta sui prezzi».
Ma la benzina che le compagnie e i distributori vendono oggi magari l’hanno comprata qualche mese fa, quando i prezzi erano più bassi...
«Vero, ma appunto questa è la fisiologica speculazione di cui parlo. Se il valore di mercato di un prodotto in un dato istante di tempo sale è razionale che gli operatori ne adeguino il prezzo. Se compro una casa oggi a 300mila euro e domani il mercato la prezza a 350mila è del tutto razionale che la venda a quel prezzo».
E invece la speculazione in senso negativo? Il mercato in Italia funziona bene ed è trasparente?
«Direi di sì. Il prezzo riflette per metà i costi della materia prima e della logistica, ma bisogna ricordare che l’altra metà è costituita da Iva e accise. E poi c’è il fattore domanda che può incidere: è chiaro che nella stagione estiva si viaggia di più».
Nel 2023 il governo ha approvato uno sbandierato intervento sulla trasparenza, e oggi si riunisce la Commissione di allerta rapida sui prezzi. Serve a qualcosa?
«Migliorare la trasparenza va sempre bene. L’importante è che siano attività volte ad accertare l’eventuale presenza di comportamenti anomali da sanzionare, ma senza aprire una crociata o stigmatizzare fisiologiche dinamiche di mercato. Il tema scalda molto gli animi».