Giorgetti difende l’operato su Mps: “Assoluta correttezza. Bce fa il suo mestiere, ora il mercato”
di Giuseppe ColomboROMA - Sulla vendita del 15% di Mps c’è stata “l’assoluta correttezza dell’operato degli uomini e delle donne del Mef". La garanzia la mette Giancarlo Giorgetti, il titolare del ministero dell'Economia. Lo fa a margine di un’audizione al Copasir dove, come spiega lui stesso, ha “ribadito” che il dicastero ha agito senza forzature su un’operazione che, sottolinea, “è assolutamente identica in termini di procedura a quelle fatte precedentemente”.
ll ministro ricorda che la cessione della quota della banca senese si inserisce nel percorso che l’Italia ha condiviso con l’Unione europea a partire dal 2017. “La Commissione europea - ha detto - ci chiede tantissime cose e noi rispondiamo su tante cose. Faccio presente che l'uscita da Mps si è chiusa con una lettera della Commissione europea che ha dato l'ok e ha detto che abbiamo puntualmente rispettato tutte le condizioni poste nel 2017 per perdere il controllo di Mps". La lettera in questione è stata recapitata al Mef a inizio dell’anno “e…
ROMA - Sulla vendita del 15% di Mps c’è stata “l’assoluta correttezza dell’operato degli uomini e delle donne del Mef". La garanzia la mette Giancarlo Giorgetti, il titolare del ministero dell'Economia. Lo fa a margine di un’audizione al Copasir dove, come spiega lui stesso, ha “ribadito” che il dicastero ha agito senza forzature su un’operazione che, sottolinea, “è assolutamente identica in termini di procedura a quelle fatte precedentemente”.
ll ministro ricorda che la cessione della quota della banca senese si inserisce nel percorso che l’Italia ha condiviso con l’Unione europea a partire dal 2017. “La Commissione europea - ha detto - ci chiede tantissime cose e noi rispondiamo su tante cose. Faccio presente che l'uscita da Mps si è chiusa con una lettera della Commissione europea che ha dato l'ok e ha detto che abbiamo puntualmente rispettato tutte le condizioni poste nel 2017 per perdere il controllo di Mps". La lettera in questione è stata recapitata al Mef a inizio dell’anno “ed eravamo molto contenti di questo”, rivendica Giorgetti. “Adesso aggiunge - c'è un commissario” europeo “diverso e magari vorrà in qualche modo capire quello che ha fatto il precedente, però siamo assolutamente tranquilli".
Giorgetti parla a poche ora dal via libera della Banca centrale europea alla scalata del Monte su Mediobanca. "È la decisione della Bce, che fa il suo mestiere e riguarda Mps, noi facciamo il governo, quelle sono decisioni che spettano giustamente alla Bce e all'autorità europea", risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sulla decisione assunta dall’Eurotower. Operazione in discesa? Il titolare del Mef invita alla prudenza: “E chi l'ha detto che è in discesa? Lo deciderà il mercato se l'operazione è in discesa, se è conveniente per gli azionisti sì o no, come tutte le operazioni alla fine decide il mercato".
"Il Tesoro non è un azionista invadente”
A rafforzare il concetto arriva anche una considerazione sul ruolo del Mef. “Io l'ho detto e ribadito: il Tesoro non è un azionista invadente, il management ha deciso in autonomia le sue scelte e noi le rispettiamo". Poi spende parole di apprezzamento per l’operato dell’amministratore delegato di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio: “Fino ad adesso, in particolare l'amministratore Lovaglio, che ringrazio, ha gestito in maniera brillante l'operazione di salvataggio: Mps fa utili ed è valorizzata, questo fa bene anche alle casse dello Stato".
ll ministro torna anche sull’Ops lanciata da Unicredit per il controllo di Banco Bpm. Difende l’attivazione dei poteri speciali. “L'audizione di oggi al Copasir -dice - conferma che le vicende legate al golden power sono ritenute dal Parlamento questioni di sicurezza della Repubblica”.
Il Mef: “Vigilanza su Casse ex post, no indirizzo programmatico”
Il risiko bancario sbarca anche in Parlamento. Rispondendo a un’interrogazione del senatore dei 5 Stelle, Mario Turco, sul ruolo delle Casse previdenziali nelle partite in corso, il Mef sottolinea che quello esercitato insieme al ministero del Lavoro è “un sistema di vigilanza esclusivamente ex post, fondato sull'analisi contabile e privo di qualsiasi potere di indirizzo programmatico".
Nella risposta del ministero dell’Economia si mette in evidenzia “la piena autonomia gestionale, organizzativa e contabile” degli enti di previdenza che “sono chiamati ad assicurare il rispetto dell’equilibrio finanziario, privilegiando nella gestione del proprio patrimonio gli strumenti con basso grado di rischio”.
Alla richiesta di introdurre un obbligo specifico di comunicazione per operazioni che superano soglie significative o che comportano diritto di voto in assemblee strategiche di società quotate, il ministero ricorda che le Casse di previdenza, “al pari di tutti i soggetti che compiono operazioni di tal tipo”, sono già sottoposte alle disposizioni del Tuf (Testo unico della finanza ndr)", quindi all’obbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti, e a presentare un'apposita comunicazione alla Consob sulle variazioni delle partecipazioni detenute.
L’interrogazione chiede a Giorgetti e alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, se siano a conoscenza delle recenti operazioni compiute da Enpam, Enasarco e Cassa Forense “in relazione all'acquisto e rafforzamento delle rispettive partecipazioni azionarie in Mediobanca e al loro coinvolgimento attivo nelle strategie dell’istituto, anche attraverso un coordinamento con altri grandi azionisti privati”. Il Mef replica: “La Fondazione Enasarco non ha investimenti diretti negli istituti Mps e Mediobanca, ma solo indiretti, tramite una propria partecipata”.