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Spese militari al 5% del Pil: ecco quanto può costare all’Italia

(afp)

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L'accordo in sede Nato prevede di più che raddoppiare entro il 2035 le risorse a disposizione. Con un impatto importante sui conti pubblici ma anche benefici per le aziende pubbliche coinvolte
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MILANO – Calcolatrice alla mano, circa 34 miliardi di euro in più. Tanto vale l’impegno sottoscritto anche dall’Italia in sede Nato ad aumentare le spese militari al 5% entro il 2035 secondo le stime elaborate dai tecnici di Palazzo Chigi nelle scorse settimane. Obiettivo che però se si considerano le sole spese per la Difesa “pure” si limita al 3,5%, comunque più del doppio dell’1,57% appostato nel 2025 dal governo.

Quella del governo è comunque una simulazione semplicemente aritmetica, calcolata ipotizzando – cosa non auspicabile- uno scenario a Pil costante. Realisticamente, la cifra è destinata ad essere più robusta. Secondo i dati dell’Osservatorio Milex, che ha stimato un aumento progressivo della spesa fino al 3,5% e ipotizzando un tas…

MILANO – Calcolatrice alla mano, circa 34 miliardi di euro in più. Tanto vale l’impegno sottoscritto anche dall’Italia in sede Nato ad aumentare le spese militari al 5% entro il 2035 secondo le stime elaborate dai tecnici di Palazzo Chigi nelle scorse settimane. Obiettivo che però se si considerano le sole spese per la Difesa “pure” si limita al 3,5%, comunque più del doppio dell’1,57% appostato nel 2025 dal governo.

Quella del governo è comunque una simulazione semplicemente aritmetica, calcolata ipotizzando – cosa non auspicabile- uno scenario a Pil costante. Realisticamente, la cifra è destinata ad essere più robusta. Secondo i dati dell’Osservatorio Milex, che ha stimato un aumento progressivo della spesa fino al 3,5% e ipotizzando un tasso di crescita del Pil nominale da qui al 2035 in linea con quanto indicato dal governo nel Documento di Finanza Pubblica per il prossimo triennio, per le sole spese militari “pure” l’Italia metterebbe sul piatto 694 miliardi di euro. E nel 2035, al termine del decennio, la spesa per la Difesa supererebbe i 100 miliardi di euro l’anno.


L’opportunità per la aziende a controllo pubblico

L’altro lato della medaglia sono riguarda chi materialmente sarà incaricato di produrre strumenti di Difesa. Una partita destinata ad investire direttamente grandi società, anche a controllo pubblico. Secondo le stime di Equita, un incremento delle spese per la difesa al 2,5/3% in sei anni, con almeno la metà investito in dotazioni militari e mezzi, si tradurrebbe in aumento di fatturato per il settore Difesa del 3/5%. Numeri importanti per le aziende italiane con una forte esposizione al settore sul totale del fatturato: il 75% per Leonardo e il 30% per Fincantieri.

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