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Vendita Mps, opposizione all’attacco. Giorgetti: “Noi corretti”

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti

 

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Il ministro difende l’operato nel collocamento delle quote senesi. Le interrogazioni di Tabacci (Pd) e Turco (M5s)
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ROMA - La vendita del 15% di Mps è stata realizzata con “assoluta correttezza”. A garantire sull’operato degli “uomini e delle donne del Mef che hanno lavorato all’operazione” è Giancarlo Giorgetti. Davanti ai parlamentari del Copasir, come spiega quando incrocia i cronisti al termine della seduta a Palazzo San Macuto. Parole, quelle del titolare del Tesoro, che arrivano nel giorno in cui il Pd e i 5 stelle incalzano il governo in Parlamento con due interrogazioni sul collocamento accelerato delle azioni del Monte e il ruolo delle Casse di previdenza nel risiko bancario.

Il messaggio di Giorgetti è rivolto anche all’Europa, che ha acceso un faro proprio sul pacchetto di azioni ceduto dal Mef. “La Commissione europea - dice - ci chiede tantissime cose e noi rispondiamo su tante cose…

ROMA - La vendita del 15% di Mps è stata realizzata con “assoluta correttezza”. A garantire sull’operato degli “uomini e delle donne del Mef che hanno lavorato all’operazione” è Giancarlo Giorgetti. Davanti ai parlamentari del Copasir, come spiega quando incrocia i cronisti al termine della seduta a Palazzo San Macuto. Parole, quelle del titolare del Tesoro, che arrivano nel giorno in cui il Pd e i 5 stelle incalzano il governo in Parlamento con due interrogazioni sul collocamento accelerato delle azioni del Monte e il ruolo delle Casse di previdenza nel risiko bancario.

Il messaggio di Giorgetti è rivolto anche all’Europa, che ha acceso un faro proprio sul pacchetto di azioni ceduto dal Mef. “La Commissione europea - dice - ci chiede tantissime cose e noi rispondiamo su tante cose, siamo assolutamente tranquilli”.

Il ministro parla quando sono passate poche ore dal via libera della Banca centrale europea all’Ops di Mps su Piazzetta Cuccia. "Sono decisioni che spettano giustamente alla Bce e all’autorità europea, noi facciamo il governo”. Una distinzione che ribadisce: “Il Tesoro non è un azionista invadente, il management” della banca “ha deciso in autonomia le sue scelte e noi le rispettiamo”. Operazione in discesa? Giorgetti è prudente: “Lo deciderà il mercato se l’operazione è conveniente per gli azionisti sì o no”.

A Montecitorio è il suo vice, il sottosegretario Federico Freni, a replicare al deputato Bruno Tabacci, primo firmatario dell’interrogazione del Pd: "Il governo - dice - non ha mai esercitato un ruolo di regista nell’Ops” di Mps su Mediobanca, “al contrario” l’offerta “si configura come un’operazione di mercato ed è pertanto soggetta a dinamiche e valutazioni che esulano dalla sfera di competenza del governo”.

Su un’altra richiesta di chiarimento - la preferenza per Banca Akros - Freni spiega che l’istituto “ha assicurato il maggior introito per il Mef dalla vendita delle azioni”.

Nella risposta del Tesoro c’è anche un riferimento all’inchiesta di Report sul collocamento delle azioni Mps. “La tesi avanzata nel servizio giornalistico richiamato dagli interroganti - si legge nel documento del ministero - risulta affidata a ricostruzioni totalmente prive di fondamento”, e lo stesso servizio è “intervenuto a operazione di mercato in corso, configurandosi pertanto come un possibile elemento di alterazione della percezione degli investitori e di influenza nei confronti delle operazioni di mercato in essere”.

A Palazzo Madama è il senatore Mario Turco (M5s) a chiedere conto degli investimenti di Enpam, Cassa forense e Enasarco in Mps e Mediobanca. È sempre Freni a rispondere: “La vigilanza” del governo è “esclusivamente ex post, priva di qualsiasi potere di indirizzo programmatico”.

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