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Mediobanca, la mossa di Nagel per resistere a Mps: agli azionisti 4,9 miliardi cash in tre anni

Alberto Nagel alla Relazione annuale della Banca d'Italia, Roma, 29 maggio 2018. ANSA/FABIO FRUSTACI 

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Il piano aggiornato al 2028 prevede ricavi a 4,4 miliardi, l’utile netto a 1,9, il patrimonio al 14% con un payout del 100%. Il cda boccia la scalata di Siena: “Operazione senza razionale industriale e finanziario”. Rimane il focus su Banca Generali
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MILANO – Mediobanca prosegue nel suo tentativo di convincere gli investitori a rimanere sul titolo di Piazzetta Cuccia e non consegnare le azioni all’Ops del Monte dei Paschi di Siena. Per farlo ha aggiornato il piano industriale con le stime al 2028 per rendere omogeneo il confronto.

Nel prossimo triennio la crescita sarà importante, con un aumento dei ricavi del 20% a oltre 4,4 miliardi, un utile netto che sfiorerà i 2 miliardi (1,9, +45% nel triennio) e una remunerazione degli azionisti massima, al 100% dell’utile. Verranno distribuiti sotto forma di dividendi 4,9 miliardi in tre anni, di cui 4,5 in contanti per un rendimento cumulato nel triennio del 30%.

MILANO – Mediobanca prosegue nel suo tentativo di convincere gli investitori a rimanere sul titolo di Piazzetta Cuccia e non consegnare le azioni all’Ops del Monte dei Paschi di Siena. Per farlo ha aggiornato il piano industriale con le stime al 2028 per rendere omogeneo il confronto.

Nel prossimo triennio la crescita sarà importante, con un aumento dei ricavi del 20% a oltre 4,4 miliardi, un utile netto che sfiorerà i 2 miliardi (1,9, +45% nel triennio) e una remunerazione degli azionisti massima, al 100% dell’utile. Verranno distribuiti sotto forma di dividendi 4,9 miliardi in tre anni, di cui 4,5 in contanti per un rendimento cumulato nel triennio del 30%.

Ovviamente con una simile distribuzione calerà di un punto il capitale, il Cet1 scenderà infatti al 14%.

Il tutto mantenendo “un modello di private & investment banking olistico e sinergico tra i segmenti di attività ancorato ai valori di responsible banking, Mediobanca intende consolidarsi come banca di riferimento per imprese e imprenditori, partner per i propri dipendenti e clienti, investimento di valore per i propri azionisti”.

Mediobanca stand alone, quindi, perché il rinvio dell’assemblea del 16 giugno impedisce di valutare prima l’eventuale aggregazione con Banca Generali, che comunque resta un obbiettivo del gruppo. Prima arriverà l’offerta di scambio di Mps che partirà presumibilmente nella prima decade di luglio e sulla quale il cda di Mediobanca conferma il suo giudizio negativo. “Il confronto con l’Ops di Mps evidenzia assenza di razionale industriale e finanziario e forti rischi di esecuzione”.

Ad agosto o ai primi di settembre si saprà se l’offerta di Mps avrà avuto successo o meno, molto dipenderà anche dall’andamento dei titoli di questi giorni. Mediobanca spera con questo aggiornamento di far crescere il proprio titolo in modo da rendere più alto lo sconto e più costoso per Luigi Lovaglio, ad di Mps, fare un rilancio per pareggiare e offrire un premio a chi aderirà alla sua offerta.

Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, ha dichiarato: “L’estensione al 2028 del piano ‘one brand-one culture’, dimostra come Mediobanca sia in grado di realizzare, pur in un contesto macroeconomico complesso, un’ulteriore solida crescita di ricavi, utili e redditività, puntando a conseguire i migliori rendimenti di settore, associati a un basso profilo di rischio e di execution nonché a un significativo aumento della remunerazione degli azionisti. Questo entusiasmante percorso di crescita stand-alone, compiuto rimanendo ancorati alla ‘scuola di banca responsabile’ radicata nel Dna della Banca, verrà ulteriormente potenziato dalla combinazione con Banca Generali, operazione in grado di creare un leader europeo nel wealth management per dimensioni, capacità di crescita e remunerazione degli azionisti, il cui closing è previsto per il prossimo mese di ottobre”.

E poi in conference call con gli analisti finanziari e gli investitori Nagel è stato ancora più esplicito: "Aggregazione con Mps? Genererà un'importante perdita di fatturato. Si tratta di un'operazione unica nel suo genere, nel senso che è la prima operazione in cui vediamo una banca commerciale acquistare una banca d'investimento", ha evidenziato il ceo di Mediobanca. "È molto difficile valutare quale sarà la crescita reale dell'Eps delle entità combinate".

Il banchiere milanese ha poi sottolineato che tra il piano stand-alone e una fusione con Mps "non c'è paragone". "Se puntiamo su prodotti a valore aggiunto più specializzati, questa posizione può essere difesa molto meglio".

E ha poi spiegato che il contributo all'utile di Mediobanca previsto con l'aggiornamento del piano al 2028 è stato calcolato "sul consensus su Generali". "Siamo focalizzati su Banca Generali, la quota di Generali è dedicata a questo progetto. Non vediamo alternative a questo progetto che si dovrebbe realizzare fra settembre e ottobre. Abbiamo in programma di disporre della quota in Generali a ottobre", ha indicato Nagel riguardo all'Ops sulla controllata della compagnia triestina.

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