Mediobanca, ai soci 4,9 miliardi per dire no all’offerta di Mps
Giovanni PonsAlberto Nagel, ceo di Mediobanca Jason Alden/Bloomberg via Getty Images
Milano – Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, aggiorna al 2028 il piano industriale della investment bank, per rendere i numeri confrontabili con quelli annunciati da Mps. Questi ultimi già considerano l’integrazione tra le due banche nel caso l’offerta di scambio vada in porto. Ma il piano al 2028 non ha catturato più di tanto l’attenzione del mercato, lasciando il titolo Mediobanca praticamente piatto (meno 0,03% a 19,57 euro) in una giornata in cui l’indice è cresciuto dello 0,99%. Nonostante ciò, poiché il titolo Mps ha registrato un calo dell’1,83% fino a 7,11 euro, lo sconto tra i due titoli in base al concambio dell’offerta si è allargato dal 6,2% all’8%. Ciò significa che in questo momento, solo per rendere neutrale la sua offerta, Mps dovrebbe mettere sul piatto altri 1,3 miliardi.
Milano – Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, aggiorna al 2028 il piano industriale della investment bank, per rendere i numeri confrontabili con quelli annunciati da Mps. Questi ultimi già considerano l’integrazione tra le due banche nel caso l’offerta di scambio vada in porto. Ma il piano al 2028 non ha catturato più di tanto l’attenzione del mercato, lasciando il titolo Mediobanca praticamente piatto (meno 0,03% a 19,57 euro) in una giornata in cui l’indice è cresciuto dello 0,99%. Nonostante ciò, poiché il titolo Mps ha registrato un calo dell’1,83% fino a 7,11 euro, lo sconto tra i due titoli in base al concambio dell’offerta si è allargato dal 6,2% all’8%. Ciò significa che in questo momento, solo per rendere neutrale la sua offerta, Mps dovrebbe mettere sul piatto altri 1,3 miliardi.
Di fronte agli analisti finanziari Nagel è stato categorico nel paragonare le due storie, cioè una Mediobanca “solitaria” ma con un futuro con Banca Generali e una Mediobanca inglobata dentro una banca commerciale come Mps. «Il confronto è chiaro, ci dice che non c’è match tra le due storie dal punto di vista industriale».
La chiave per convincere il mercato a non consegnare le azioni Mediobanca a Mps è stata individuata nella distribuzione dei dividendi. Quelli prodotti da Mediobanca saranno 4,9 miliardi nel prossimo triennio, di cui 4,5 di dividendi in contanti e i restanti 400 milioni dal buyback, cifra che corrisponde a oltre il 30% dell’attuale valore della banca in Borsa. L’utile ordinario arriverà nel 2027 a 1,7 miliardi o anche a 1,9 grazie a un’operazione immobiliare da complessivi 500 milioni nel Principato di Monaco, dove l’istituto venderà la nuova sede di 24 piani della controllata Monegasque de Banque. E tutto l’utile verrà distribuito, il payout sale infatti al 100%.
Anche nella sua versione “solitaria” Mediobanca punta molte sue carte sul segmento del Wealth management (la gestione dei patrimoni a una clientela di fascia molto alta), che diventerà il principale pilastro del gruppo con ricavi in crescita fino a 1,2 miliardi nel triennio. Secondo la strategia di Nagel il Wealth management beneficia di forti sinergie con il corporate & investment banking (Cib), cioè la consulenza finanziaria alle imprese, che registrerà un aumento dei ricavi di oltre 100 milioni per arrivare a un miliardo. La terza gamba è quella del credito al consumo di Compass, quella più resiliente, con uno sviluppo dei ricavi complessivi per 200 milioni sino al livello top di 1,5 miliardi nel 2028.
Si arriva poi al delicato tasto della partecipazione del 13% in Generali, che secondo il piano continuerà a dare il suo contributo con ricavi in aumento di 200 milioni fino a 0,7 miliardi nel 2028. Ma nella conference con gli analisti Nagel ha ribadito l’idea di cedere la quota in Generali nell’offerta di scambio con Banca Generali, prevista in ottobre. «Non è facile trovare alternative così convincenti e potenti come Banca Generali», per uscire dal Leone. «Nel caso in cui non fossimo in grado di fare l’operazione per qualsiasi motivo, rivaluteremo la cosa ma finanziariamente l’impatto di Generali sui nostri numeri è così positivo che dobbiamo avere una forte motivazione per cambiare lo status», ha spiegato Nagel a un analista.
Non bisognerà aspettare ancora tanto per capire chi avrà la meglio nella sfida con Luigi Lovaglio, ad di Mps. Si attende solo l’approvazione del prospetto da parte di Consob a cui Mediobanca ha chiesto di far indicare una soglia minima di accettazione dell’offerta, e nel caso fosse sotto il 50% quale impatto si avrebbe sui numeri. L’offerta poi potrà partire entro la entro la prima decade di luglio.