Dalla decarbonizzazione alle comunità locali,
un viaggio dentro la strategia
di un operatore chiave del sistema Italia
in collaborazione con EDISON
di Vito de Ceglia
La transizione che stiamo vivendo mette in discussione la sostenibilità come architrave dello sviluppo industriale. In un contesto segnato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e aumento della domanda di energia, l’intero sistema produttivo è chiamato a ripensare le proprie fondamenta: catene del valore, modelli di governance, relazioni con i territori, logiche di investimento. La decarbonizzazione, l’elettrificazione dei consumi e la sicurezza dell’approvvigionamento non sono più solo tappe di una roadmap energetica, ma cartine di tornasole della capacità di tenere insieme competitività, coesione sociale e sostenibilità ambientale. E in questo contesto, gli operatori energetici svolgono un ruolo di guida fondamentale, trasformando gli obiettivi climatici in politiche industriali solide. Un cambio di paradigma che richiede visione, coerenza e il coraggio di rimettere al centro il lungo termine, in una fase storica dominata dall’emergenza.
Edison affronta la transizione energetica combinando sostenibilità ambientale, competitività industriale e valore per i territori. Il suo modello unisce rinnovabili, tecnologie di flessibilità, Gnl, green gas e servizi ai clienti, con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione e rafforzare la sicurezza energetica nazionale. L’approccio è quello di un operatore radicato che collabora con Pmi, enti locali, università e comunità, promuovendo un cambiamento concreto e condiviso.
0%
produzione da fonti rinnovabili sul totale
0GW
capacità rinnovabile installata (eolico, fotovoltaico e idroelettrico)
+0MW
Nuovi cantieri aperti
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produzione da RES sul totale
0GW
capacità RES installata
Il piano industriale 2023-2030 prevede oltre 10 miliardi di euro di investimenti in tutta Italia. L’obiettivo è raddoppiare la dimensione di Edison, facendo sì che il 70% dei ricavi operativi provenga da attività green. Entro il 2030, la capacità da fonti rinnovabili salirà a 5 GW, con sistemi di accumulo e pompaggio a supporto della rete. Al 2040, Edison punta a produrre il 90% della sua energia elettrica da fonti decarbonizzate, grazie a tecnologie per catturare la CO2 prima che venga rilasciata in atmosfera e a due nuovi impianti nucleari modulari (Smr): centrali compatte, sicure e flessibili progettate per generare energia pulita con un impatto ambientale molto contenuto. In parallelo, Edison investe in mobilità sostenibile, biometano e soluzioni ad alto valore aggiunto per clienti pubblici e privati.
Edison ha già ridotto del 75% le sue emissioni dirette (Scope 1) – quelle generate dai propri impianti – rispetto al 2006, e punta a tagliarle del 95% entro il 2050. In parallelo, si lavora sulle emissioni indirette (Scope 3), cioè quelle lungo la filiera, ad esempio da fornitori o clienti: l’obiettivo è ridurle del 25% entro il 2040. Le leve per raggiungere questi traguardi includono lo sviluppo di rinnovabili (fino a 11 GW al 2040), soluzioni per efficienza e autoconsumo, green gas, impianti low-carbon e sistemi di accumulo. Edison ha anche adottato un piano di resilienza climatica per valutare e gestire i rischi legati ai cambiamenti climatici – come eventi estremi o siccità – su tutti i suoi impianti entro il 2050.
I progressi della transizione si misurano anche attraverso dati concreti.
Nel 2024 Edison ha raggiunto
2,2
GW di capacità
rinnovabile
installata, con una produzione green pari al 27% e un’intensità emissiva scesa a 240 gCO2/kWh.
Sono già operativi 229 MW di autoproduzione low carbon per clienti industriali. Le emissioni evitate superano i 2,8 milioni di tonnellate di CO₂. Inoltre, grazie a impianti e soluzioni Gnl, si è ottenuta una significativa riduzione di NOx, SOx e particolato, migliorando la qualità dell’aria in diversi territori.
Il 97% della spesa di Edison è destinata a fornitori italiani, di cui l’80% sono Pmi.
Nel 2024 è stata pari a 1,2 miliardi di euro e ha coinvolto oltre 3.000 imprese. Ogni nuovo impianto – dal parco eolico abruzzese, al fotovoltaico in Sicilia fino al termoelettrico di ultima generazione in Campania – attiva filiere locali e genera occupazione stabile. I progetti di pompaggio idroelettrico in Basilicata e Sicilia, oltre a garantire stabilità alla rete, portano benefici ambientali, economici e sociali nelle aree più fragili. Edison promuove anche modelli di rigenerazione urbana, comunità energetiche e servizi locali che rafforzano coesione e inclusione nella transizione ecologica.
L’impatto generato sulla catena del valore
Nel percorso verso una transizione giusta, Edison mette al centro le persone. Dalla formazione all’occupazione giovanile, dalla parità di genere all’inclusione sociale, l’impegno si traduce in iniziative concrete che generano valore condiviso e duraturo. I numeri parlano chiaro: oltre 800 nuove assunzioni tra il 2023 e il 2024; piano per 300 assunzioni l’anno fino al 2030, di cui la metà giovani; tra i nuovi assunti ad alta scolarità, il 40% sono donne; oltre 100 scuole coinvolte in progetti di orientamento e formazione; circa 3.000 studenti raggiunti da programmi educativi e percorsi Stem; sviluppo di iniziative di social housing per facilitare l’indipendenza abitativa dei più giovani. Accanto alle competenze tecniche, Edison promuove anche la cultura della sostenibilità: oltre 4.500 dipendenti hanno usufruito di strumenti di welfare aziendale; e sono state erogate oltre 236.000 ore di formazione.
Con la Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale, il gruppo rafforza il proprio impatto sociale. L’obiettivo è generare valore condiviso collaborando con comunità, istituzioni e organizzazioni locali per costruire ecosistemi più inclusivi e resilienti. Un modello di innovazione partecipata che si inserisce nella visione Esg di Edison. Tra i progetti principali, “Traiettorie Urbane” (Palermo): percorso dedicato a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, per creare nuove connessioni tra spazi pubblici e aspirazioni personali, con l’obiettivo di ridisegnare traiettorie di vita positive. Progetto Criscito (Napoli): nel cuore del Borgo Sant’Antonio Abate, lavora per costruire un’infrastruttura educativa duratura contro la povertà sociale e culturale, promuovendo legalità e partecipazione. E Riqualificazione della Bicocca (Milano): iniziativa con Regione Lombardia e Comune di Milano per trasformare la Ex Manifattura Tabacchi in un polo culturale e formativo integrato nel nuovo Distretto del Cine Audio Visivo.