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Molto sesso, siamo inglesi: nel Regno Unito vola il web a luci rosse

(reuters)

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La terra natale di OnlyFans è diventata secondo lo Spectator, una “porn Britannia”, Ma ora arrivano le strette su siti e minori
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“Porn Britannia”. È la copertina dello Spectator, settimanale tra l’altro conservatore, in onore «dell’unico settore che sta crescendo nel Regno Unito». Ossia, la pornografia. Che tempi, signora mia. Eppure, è così. Prendiamo OnlyFans, per esempio, il sito a pagamento in cui donne e uomini mettono in vendita le proprie prestazioni, spesso erotiche o sessuali, attraverso foto e video privati, fino a conversazioni e videocall esclusive con i propri “fans”. Fondato nel 2016 proprio da due britannici, i fratelli Tim e Thomas Stokely, oggi è di base a Cheapside, poco lontano dalla Cattedrale di San Paolo a Londra. In un palazzo dove secoli fa c’era un celebre mercato della carne.

L’impero e la rivoluzione OnlyFans

Ma siccome la carne è anche debole, oggi in questi anonimi uffici nel centro della capitale britannica e di proprietà della Fenix International, c’è la sede legale di OnlyFans. Tim Stokely intanto ha mollato il 75% di quote al miliardario ucraino-americano Leonid Radvinsky, e si …

“Porn Britannia”. È la copertina dello Spectator, settimanale tra l’altro conservatore, in onore «dell’unico settore che sta crescendo nel Regno Unito». Ossia, la pornografia. Che tempi, signora mia. Eppure, è così. Prendiamo OnlyFans, per esempio, il sito a pagamento in cui donne e uomini mettono in vendita le proprie prestazioni, spesso erotiche o sessuali, attraverso foto e video privati, fino a conversazioni e videocall esclusive con i propri “fans”. Fondato nel 2016 proprio da due britannici, i fratelli Tim e Thomas Stokely, oggi è di base a Cheapside, poco lontano dalla Cattedrale di San Paolo a Londra. In un palazzo dove secoli fa c’era un celebre mercato della carne.

L’impero e la rivoluzione OnlyFans

Ma siccome la carne è anche debole, oggi in questi anonimi uffici nel centro della capitale britannica e di proprietà della Fenix International, c’è la sede legale di OnlyFans. Tim Stokely intanto ha mollato il 75% di quote al miliardario ucraino-americano Leonid Radvinsky, e si è dimesso dalla carica di ceo. Nel frattempo, OnlyFans ha accresciuto enormemente il suo successo. Con 4 milioni di “creators” e 300 milioni di “fans”in tutto il mondo, ora Radvinsky potrebbe cedere la piattaforma per 8 miliardi di dollari. Del resto, secondo le autorità britanniche, OnlyFans ha generato un fatturato di 4,5 miliardi di sterline (poco meno di 5,5 miliardi di euro). Per un aumento del 2.000% in quattro anni e un margine operativo di circa il 50%, superiore a giganti hi-tech come Alphabet, Meta e Google. Del resto, come ha dimostrato una ricerca apparsa nel Journal of Sex Research due anni fa, i maggiori siti pornografici attirano più utenti di Amazon, Netflix o Zoom.

Eppure, l’industria del porno non è stata quasi mai sostenibile. Siti come PornHub hanno faticato non poco per il loro modello “free”, anche perché il mercato pubblicitario è severamente limitato dalla ritrosia di molti grandi marchi ad apparire su piattaforme di sesso. OnlyFans invece, grazie a sottoscrizioni e abbonamenti, ha rivoluzionato il mercato. La piattaforma trattiene il 20%, meno di Uber e in linea con Airbnb, e, come spiega l’Economist, nell’anno fiscale 2023 ha corrisposto ai suoi creator circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre, non essendo presente negli app store di Apple e Google, non deve versare loro commissioni.

Nel Regno Unito, il paese di “nascita” di OnlyFans che oggi è il sito di abbonamenti più remunerativo a livello internazionale, ci sono 280mila creator sulla piattaforma, una delle concentrazioni più alte del mondo. L’84% di loro sono donne tra i 18 e i 34 anni. Dunque, secondo i calcoli dello Spectator, il 4% delle giovani donne britanniche vende i propri contenuti su OnlyFans. Anche in questo caso, ci sono pochi eguali al mondo.

I lauti guadagni

Eppure questo è il Paese dei puritani o del “niente sesso, siamo inglesi”. O meglio, lo era. L’anno scorso, la cantante pop britannica Lily Allen ha rivelato di guadagnare più su OnlyFans, dove mostra foto dei suoi piedi, che su Spotify dove ci sono i suoi dischi. Ancora più celebre il caso di “Bonnie Blue”, vero nome Tia Billinger, 26 anni, celebre sex worker del Derbyshire, espulsa da OnlyFans qualche settimana fa dopo aver condiviso esperienze estreme, come quella di aver fatto sesso con 1057 uomini in un giorno. Lo scorso dicembre, invece, un’altra donna del Derbyshire su OnlyFans, Lily Philips, si è fatta filmare mentre aveva rapporti sessuali con 101 uomini in un Airbnb affittato per la giornata a Londra. Dopo aver lasciato un lavoro di ufficio convenzionale «con soli 20 giorni di ferie all’anno» e anche il marito, ora Bonnie Blue dichiara di guadagnare 250mila sterline al mese in questo modo, tanto che all’Economist ha detto che ora può permettersi Ferrari e Rolex e alle spalle ha un team di almeno dieci persone, tra editor e addetti alla sicurezza: «Volevo semplicemente una vita migliore».

Ma ora i governi si stanno muovendo. Domani 1 luglio la Svezia, che il presidente americano Eisenhower definì un Paese «incline al peccato, alla nudità, all’ubriachezza», introdurrà una legge che punisce con fino a un anno di carcere chi paga per immagini o video pornografici personalizzati. È il cosiddetto “modello nordico”, ora applicato anche al mondo virtuale, che punisce chi usufruisce di prestazioni erotiche o sessuali a pagamento ma non chi decide di prostituirsi. Sempre in luglio, il Regno Unito implementerà controlli molto severi per vietare l’accesso dei minorenni ai siti porno.

Le verifiche mancate

L’autorità dei media britannica ha già multato OnlyFans per oltre 1 milione di sterline per aver non fornito in passato informazioni sufficienti sul processo di verifica dell’età. Ma la piattaforma ha promesso di aumentare massicciamente i controlli alla fine di questo mese, e già utilizza numerosi strumenti per verificare l’età degli utenti, come il riconoscimento facciale. Mentre i creator devono fornire un documento di identità e dati del conto in banca. OnlyFans già impiega 1.500 persone nella verifica degli account e nel controllo dei contenuti, tanto che due terzi delle richieste di nuovi account vengono respinte.

Il 14% dei giovani americani dice che prenderebbe in considerazione di vendere contenuti su OnlyFans. Mentre il 16% diventerebbe “sugar baby”, offrendo compagnia (e spesso sesso) a uomini più anziani. Solo il 56% dei britannici tra 18 e 25 anni definisce lavoro sessuale il “sugaring”, ossia andare e stare con una persona più anziana che paga ogni tipo di spesa, rispetto al 70% degli over 65. A maggio 2024, un adulto britannico su dieci ha visitato Chaturbate, sito di webcam-sex. Eppure, come nota lo Spectator, sebbene due terzi dei ricavi di OnlyFans arrivino dagli Usa, la società ha sede e paga le tasse nel Regno Unito: 127 milioni di sterline l’anno scorso, di cui 110 milioni solo di imposta sul reddito d’impresa. Mica male per l’erario. «Eppure», continua il settimanale, «la politica britannica evita di farsi associare con il sesso. Il Parlamento di Westminster ospita eventi di lobbying ogni settimana su qualsiasi tema: prestiti a breve termine, scommesse, sigarette elettroniche, perfino armi. Invece, difendere la pornografia legale è ancora un tabù, nonostante i soldi che porta nelle casse dello Stato».

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