MILANO – Apple incassa una pesante sconfitta in tribunale contro l’Antitrust, ma non quello europeo. A intentare la causa nel 2024 era stato il governo degli Stati Uniti, contestando il presunto monopolio del colosso tecnologico nel mercato degli smartphone. Un giudice federale Usa ha respinto la richiesta di Cupertino di archiviare il caso, che potrà dunque procedere.
Usa contro Apple
Secondo il giudice distrettuale Julien Neals, il governo americano ha dimostrato che Apple mantiene un potere monopolistico nei mercati degli smartphone e adotta comportamenti anticoncorrenziali per mantenere tale posizione dominante. La causa, presentata a marzo 2024 dalla divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e…
MILANO – Apple incassa una pesante sconfitta in tribunale contro l’Antitrust, ma non quello europeo. A intentare la causa nel 2024 era stato il governo degli Stati Uniti, contestando il presunto monopolio del colosso tecnologico nel mercato degli smartphone. Un giudice federale Usa ha respinto la richiesta di Cupertino di archiviare il caso, che potrà dunque procedere.
Usa contro Apple
Secondo il giudice distrettuale Julien Neals, il governo americano ha dimostrato che Apple mantiene un potere monopolistico nei mercati degli smartphone e adotta comportamenti anticoncorrenziali per mantenere tale posizione dominante. La causa, presentata a marzo 2024 dalla divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e da 20 Stati, accusa Apple di monopolizzare illegalmente i mercati degli smartphone attraverso restrizioni agli sviluppatori di app e ai produttori di dispositivi che limitano la concorrenza e l'innovazione.
Salta il principale ostacolo al processo
Apple aveva presentato ricorso ad agosto, chiedendo che l'intera procedura venisse archiviata. Sostenne che il Dipartimento di Giustizia non era riuscito a dimostrare che il gruppo si trovasse in una posizione di monopolio e che avesse preso decisioni volte a stabilire la propria posizione dominante. L'azienda californiana ha inoltre sostenuto che limitarsi agli Stati Uniti non era rilevante perché, a livello mondiale, i telefoni dotati del sistema operativo Android (Samsung in particolare) erano significativamente più numerosi degli iPhone.
Ma il giudice Neals, al contrario, ha ritenuto che il governo americano avesse fornito elementi sufficienti per caratterizzare un monopolio e una strategia monopolistica. La sua decisione rimuove il principale ostacolo alla celebrazione del processo, la cui data non è ancora stata fissata, ma che non si prevede avrà luogo prima di diversi anni.
Quel rapporto complesso tra Trump e Apple
Ora che il processo inizia a prende forma, il presidente Trump si trovaa gestire una vicenda avviata dal suo predecessore, il democratico Joe Biden, e che potrebbe creargli non pochi problemi con i suoi sostenitori Maga. I rapporti con l'ad Tim Cook sono sempre più complessi, così distante da quando il manager elogiava il suo futuro presidente o da quando sedeva gomito a gomito con gli altri grandi nomi del mondo tech americano alla cerimonia inaugurale. È recente la minaccia del presidente Trump di imporre una tariffa del 25% sugli iPhone a meno che l'azienda di Cupertino non sposti la produzione del suo prodotto più venduto negli Stati Uniti.