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Mercato auto in rosso: a giugno vendite in calo in Italia del 17,44%

Il dato è viziato dagli incentivi di un anno fa. Le immatricolazioni rimangono stagnanti. L’allarme di Jean Philippe Imparato, capo Europa Stellantis, su costi energia, transizione verso la batteria e parco circolante vecchio: “Intervenire o entro fine anno chiusure fabbriche”
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ROMA – In Italia a giugno sono state vendute 132.191 auto, il 17,44% in meno dello stesso mese dell'anno scorso. Nei sei mesi le immatricolazioni - secondo i dati del ministero dei Trasporti - sono state 854.690, con una flessione del 3,58% sullo stesso periodo del 2024. Il gruppo Stellantis ha venduto a giugno in Italia - secondo le elaborazioni Dataforce - 32.437 auto, il 32,9% in meno dello stesso mese dell'anno scorso. La quota di mercato è pari al 24,5% contro il 30,1% di un anno fa. Nei primi sei mesi dell'anno le immatricolazioni sono state 250.524, in flessione dell'11,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. La quota di mercato è in calo dal 31,9% al 29,3%. Per il gruppo italo-francese positive alcune performance. Nel periodo compreso tra gennaio e giugno, infatti, la Jeep Avanger è rispettivamente il B-SUV più venduto d'Italia con una quota del 10,9%; il SUV più venduto in assoluto con una quota superiore al 5,6% e il B-SUV 100% elettrico leader con una quota del 21,4%. Anche Alga Romeo migliora le performance, grazie alle vendite dell’Alfa Junior, e pure i risultati di Leapmotor sono più che positivi per Stellantis.

Dati viziati da incentivi auto di giugno 2024

La forte contrazione del mercato a giugno "è dovuta al fatto che nel giugno 2024 vi fu un balzo del 15% delle immatricolazioni dovuto agli acquisti di auto elettriche generati da incentivi pubblici. Al netto di questo effetto il dato di giugno 2024 sarebbe stato assai vicino a quello che si è registrato nel mese scorso". Lo sottolinea il Centro Studi Promotor. Nel giro di un giorno il fondo per i contributi sulle elettriche si esaurì. Ad un anno di distanza il paragone è viziato da una performance che non si può comparare.

Continua la stagnazione

Al netto degli incentivi di giugno 2024, la situazione del mercato in Italia è analoga a quella del mese precedente. "Continua la situazione di stagnazione emersa nel 2025 che caratterizza non solo il mercato italiano - spiega Gian Primo Quagliano del Centro Promotor - ma anche quello dell'Unione Europea che se dovesse protrarsi per l'intero 2025 porterebbe a un volume di immatricolazioni di circa 12.900.000 auto nell'intera Unione e di 1.550.000 in Italia con un calo sui livelli ante-crisi del 18% per l'intera Unione e del 18,7% per l'Italia". Le cause vanno ricercate nella politica dell’Unione Europea: “Sola nel mondo, ha imposto a partire del 2035 la cessazione delle vendite di autovetture con motori a combustione interna", dice Quagliano. E aggiunge: “La questione della riforma della politica dell'Unione Europea per l'auto ecologica è da tempo sul tappeto e, se non l'abbiamo già superato, stiamo per raggiungere il punto di non ritorno, con tutto quello che comporta per l'industria dell'auto europea e per milioni di lavoratori”.

Imparato (Stellantis): “Intervenire o entro fine anno chiusure fabbriche”

"Servono decisioni urgenti per l'industria dell'auto, iniziando ad abbassare i costi dell’energia, altrimenti le conseguenze potrebbero essere devastanti. Se le cose non cambiano, dovremo prendere decisioni toste. I rischi per l'occupazione sono forti". Ha detto Jean Philippe Imparato, responsabile Europa di Stellantis, che è intervenuto agli Stati Generali dell'energia di Forza Italia alla Camera dei Deputati. "Bisogna rinnovare il parco circolante ed evitare la bomba della fine dell'anno, essere costretti a costruire il 20% di auto elettriche in Ue separando vetture e veicoli commerciali. Dobbiamo fare qualcosa senza ammazzare l'industria, senza richiare di far chiudere le fabbriche", ha spiegato Imparato. "Nel 2019 c'erano 49 auto che costavano meno di 15.000 euro, oggi ce n'è una sola".

Anfia: “Sbloccare i contributi per l’elettrico”

"In questo scenario - dice Gianmarco Giorda, direttore dell’Anfia, l’associazione che rappresenta le imprese della filiera auto - auspichiamo che un pò di sostegno al mercato possa arrivare anche dagli annunciati nuovi incentivi per i veicoli a zero emissioni previsti dal Mase, con una dotazione pari a circa 600 milioni di euro e derivanti dalla rimodulazione di risorse finanziarie del Pnrr destinate in origine all'installazione di colonnine di ricarica elettrica. Essendo a oggi il 30 giugno 2026 il termine ultimo per l'impiego dei fondi Pnrr, è importante che il Mase provveda quanto prima, al più tardi entro la fine dell'estate, alla redazione del relativo decreto attuativo, così da chiarire il perimetro dei beneficiari in relazione alle previste limitazioni territoriali e dare ufficialmente avvio alla campagna di rottamazione delle vecchie auto"

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