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Bce, più armi contro l’inflazione. Lagarde: “Aumenta l’incertezza”

CHRISTINE LAGARDE PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA 

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A Sintra in Portogallo il vertice del banchieri centrali. Francoforte rivede la sua strategia. Preoccupazioni per il dollaro sempre più debole. Trump scrive a Powell: “In ritardo sui tassi”
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SINTRA – Il mondo che ci aspetta è più incerto. E questa incertezza renderà probabilmente l’inflazione più volatile», dice la presidente della Bce Christine Lagarde. Il convitato di pietra da cui dipende molta di questa incertezza non è qui. Ma per i banchieri centrali di tutto il mondo che da ieri sono riuniti a Sintra, in Portogallo, pensieri e soprattutto azioni di Donald Trump, sono oggetto di grande e preoccupato interesse. I rischi di un aumento dell’inflazione legati alla guerra commerciale scatenata dal presidente Usa - assieme ad altri fattori di instabilità - rendono il lavoro delle banche centrali sempre più complesso.

Lo dice chiaramente la Banca centrale europea, che proprio ieri ha aggiornato la sua strategia di politica monetaria: «Cambiamenti strutturali, come la frammentazione geopolitica ed economica, l’utilizzo in crescita dell’intelligenza artificiale, il cambiamento demografico e la minaccia alla sostenibilità ambientale, suggeriscono che l’ambiente inflazionis…

SINTRA – Il mondo che ci aspetta è più incerto. E questa incertezza renderà probabilmente l’inflazione più volatile», dice la presidente della Bce Christine Lagarde. Il convitato di pietra da cui dipende molta di questa incertezza non è qui. Ma per i banchieri centrali di tutto il mondo che da ieri sono riuniti a Sintra, in Portogallo, pensieri e soprattutto azioni di Donald Trump, sono oggetto di grande e preoccupato interesse. I rischi di un aumento dell’inflazione legati alla guerra commerciale scatenata dal presidente Usa - assieme ad altri fattori di instabilità - rendono il lavoro delle banche centrali sempre più complesso.

Lo dice chiaramente la Banca centrale europea, che proprio ieri ha aggiornato la sua strategia di politica monetaria: «Cambiamenti strutturali, come la frammentazione geopolitica ed economica, l’utilizzo in crescita dell’intelligenza artificiale, il cambiamento demografico e la minaccia alla sostenibilità ambientale, suggeriscono che l’ambiente inflazionistico rimarrà incerto e potenzialmente più volatile, con deviazioni più marcate» dall’obbiettivo di una crescita annua dei prezzi al 2%. «Il nostro messaggio ai cittadini dell’area euro è che il nuovo contesto offre molti motivi di preoccupazione, ma se c’è una cosa di cui non si devono preoccupare è il nostro impegno alla stabilità dei prezzi. Siamo pienamente impegnati a conseguire il nostro mandato e continueremo a mantenere i nostri strumenti aggiornati per rispondere alle nuove sfide», aggiunge Lagarde.

Se la presidente della Bce ha “solo” queste preoccupazioni, il suo collega Jerome Powell, presidente della Federal Reserve Usa, che oggi sarà qui sul palco assieme alla stessa Lagarde e ai colleghi di Regno Unito, Giappone e Corea del Sud, si deve anche difendere dalle pesantissime pressioni che arrivano proprio da Trump perché la Fed abbassi subito il costo del denaro. Ieri, il presidente Usa ha fatto sapere di avergli anche scritto: “Jerome, come al solito sei in ritardo. Hai fatto perdere una fortuna agli Stati Uniti e continui a farlo”.

Finora, Powell ha tenuto duro al mobbing presidenziale, citando proprio i rischi di inflazione per l’economia Usa, e forte anche di una sentenza che lo dichiara inamovibile dalla sua carica, dove scade il prossimo maggio. Mentre anche alcuni suoi colleghi della Fed stanno già aprendo a un taglio dei tassi, però, Trump potrebbe già designare il successore di Powell, indebolendone così la posizione. Un quadro che, messo assieme alla crescita del deficit Usa, sta facendo precipitare il dollaro: nei primi sei mesi del 2025 ha perso il 10% sull’euro; qualcosa che non accadeva dal 1973 e che mette in discussione il ruolo stesso del biglietto verde come moneta di riferimento globale, aprendo spazi per l’euro. «Può essere moneta di riserva, se l’Europa fa le cose giuste», ha detto a Madrid il vicepresidente della Bce Luis de Guindos.

La revisione della strategia monetaria della Bce è un tema molto tecnico, che ha però valenze politiche. Nelle sue nuove linee guida, Francoforte spiega che agirà per orientare l’inflazione in modo «simmetrico» verso l’obiettivo del 2%, utilizzando «azioni di politica monetaria appropriatamente forti o persistenti». Mentre quest’ultima definizione si riferisce al possibile utilizzo di strumenti come il Quantitative easing, il riferimento alla simmetria è una sensibile correzione di rotta. La precedente revisione, fatta nel 2021 dopo quasi vent’anni dalla prima, era infatti tutta improntata a prevenire i rischi di un’inflazione troppo bassa, come quella che aveva colpito l’area euro nel periodo del Covid.

Poi, però, le cose sono andate molto diversamente e mentre la Bce continuava ad abbassare i tassi, la Russia ha invaso l’Ucraina, provocando uno choc sui prezzi dell’energia che si è riversato presto sull’inflazione, prendendo alla sprovvista Francoforte, che si è mossa solo quando l’incremento annuo dei prezzi era ormai vicino all’8% e i tassi erano ancora in territorio negativo, allo 0,5%. Un’azione che, sebbene Lagarde abbia rivendicato ieri la correttezza della precedente strategia, aveva suscitato molte critiche. Adesso - è di fatto l’impegno della Bce - Francoforte starà più attenta a non farsi cogliere di sorpresa da un’eventuale balzo dell’inflazione.

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