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Mese extra all’assegno d’inclusione. I soldi dei poveri al bonus mamme

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Costerà 234 milioni evitare lo stop del sussidio per le famiglie in difficoltà. Per le coperture usate le risorse del vecchio Rdc. Nella Pa dirigenti anche senza concorso
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ROMA – Il governo taglia il Fondo a sostegno della povertà. Lo fa con il decreto Economia: gli aiuti ai più bisognosi si asciugheranno di 13 milioni nel 2026. I soldi vengono dirottati altrove. Servono a coprire i costi del nuovo bonus mamme, il sostegno alle madri lavoratrici con due o più figli che quest’anno sostituirà in corsa la decontribuzione.

Sempre da quel Fondo il governo prende gran parte dei 234 milioni che serviranno per la mensilità ponte dell’Assegno di inclusione, l’Adi. Ovvero a colmare il buco tra i primi 18 mesi di fruizione del sussidio per contrastare la povertà e i secondi 12 mesi. Buco previsto dalla stessa legge Meloni che ha abolito il Reddito di cittadinanza. A conti fatti, considerando che sono 515 mila le famiglie con l’assegno in scadenza (quasi un milione e trecentomila persone), il bonus sarà di circa 450 euro.

L’una tantum per l’Adi

Nel Consiglio dei ministri di ieri la ministra del Lavoro Marina Calderone ha presentato questo bonus come «contributo …

ROMA – Il governo taglia il Fondo a sostegno della povertà. Lo fa con il decreto Economia: gli aiuti ai più bisognosi si asciugheranno di 13 milioni nel 2026. I soldi vengono dirottati altrove. Servono a coprire i costi del nuovo bonus mamme, il sostegno alle madri lavoratrici con due o più figli che quest’anno sostituirà in corsa la decontribuzione.

Sempre da quel Fondo il governo prende gran parte dei 234 milioni che serviranno per la mensilità ponte dell’Assegno di inclusione, l’Adi. Ovvero a colmare il buco tra i primi 18 mesi di fruizione del sussidio per contrastare la povertà e i secondi 12 mesi. Buco previsto dalla stessa legge Meloni che ha abolito il Reddito di cittadinanza. A conti fatti, considerando che sono 515 mila le famiglie con l’assegno in scadenza (quasi un milione e trecentomila persone), il bonus sarà di circa 450 euro.

L’una tantum per l’Adi

Nel Consiglio dei ministri di ieri la ministra del Lavoro Marina Calderone ha presentato questo bonus come «contributo straordinario». La legge dunque non cambia. Rimane il mese di stop tra un blocco e l’altro di fruizione dell’Adi, tamponato solo quest’estate per evitare di lasciare mezzo milione di famiglie senza sostegno. La norma finirà come emendamento nel decreto Fiscale in discussione alla Camera da convertire in legge entro il 18 agosto, primo veicolo normativo utile. Assieme al bonus, ci sarà anche l’annunciata proroga dell’assicurazione Inail per gli studenti e il personale docente e non docente impegnati anche in attività di formazione-lavoro, istituita nel 2023.

Il “bancomat” dei poveri

Il Fondo per la povertà si conferma dunque cruciale per il governo. Valeva 8 miliardi all’anno quando finanziava il Reddito di cittadinanza. Sceso subito a 7 miliardi con il governo Meloni. E poi di fatto diventato un vero bacino di risorse. Ora serve a finanziare gli eredi del Reddito: l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. Ma le condizioni stringenti per l’accesso ai due sostegni hanno svuotato la platea dei beneficiari, generando avanzi cospicui: solo l’anno scorso oltre due miliardi. Dopo le proteste di Caritas e Alleanza contro la povertà, il governo ha allentato un po’ la stretta nell’ultima legge di bilancio, facendo salire anche gli importi erogati. Fatto sta che quando c’è bisogno di soldi, si ricorre a quel Fondo.

Il bonus mamma riciclato

Ne è riprova appunto il decreto Economia approvato il 20 giugno dal Cdm. Il testo bollinato dalla Ragioneria dettaglia il collage delle coperture che servono per l’integrazione al reddito da 480 euro per le mamme lavoratrici. Il bonus arriverà a dicembre, in un’unica soluzione. Andrà a dipendenti, autonome e professioniste con un Isee fino a 40 mila euro e fino al compimento del decimo anno del secondo figlio. Escluse colf e badanti. A ricevere il sostegno per la prima volta saranno anche le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le autonome con tre o più figli e fino al mese di compimento dei 18 anni del figlio più piccolo. Proprio l’allargamento della platea ha reso necessario aumentare il plafond, che dai 300 milioni stanziati con l’ultima legge di bilancio è salito a 480 milioni. Ma a pagare il conto sono anche i poveri.

Il decreto Merito

Dal Cdm di ieri poi è arrivato anche il via libera definitivo al disegno di legge Merito su carriere e performance dei dipendenti pubblici. Si potrà diventare dirigente nel pubblico anche senza concorso: funzionari e quadri potranno salire di grado passando dalla valutazione di una commissione che potrà assegnare un incarico temporaneo, fino a 3 anni, in caso di esito positivo delle prove sostenute dal candidato. Dopo altri quattro anni di osservazione e il via libera di una nuova commissione si entrerà nella dirigenza della Pubblica amministrazione. Tetto a pagelle e premi per gli statali.

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