Saldi estivi 2025, via agli sconti dal 5 luglio: le date per regione
di Miriam CarrarettoOccasioni sempre ghiotte, ma decisamente meno attrattive se pensate come fenomeno di massa. Grazie alla raffica di offerte online, agli sconti evergreen e alle promozioni che provano a giocare d’anticipo, i saldi estivi 2025 si preannunciano un appuntamento atteso da molti italiani, ma sempre meno rispetto a qualche anno fa. Tra pre-saldi, shopping digitale e inviti esclusivi, a pochi giorni dall’avvio delle liquidazioni di fine stagione, oltre 6,5 milioni di italiani hanno già acquistato almeno un capo d’abbigliamento con lo sconto, con una spesa media superiore ai 100? euro. Un vero e proprio “assalto agli affari” lo definisce Confesercenti, che anticipa circa 700 milioni di euro di acquisti prima della data di avvio ufficiale delle vendite di fine stagione.
In ogni cas…
Occasioni sempre ghiotte, ma decisamente meno attrattive se pensate come fenomeno di massa. Grazie alla raffica di offerte online, agli sconti evergreen e alle promozioni che provano a giocare d’anticipo, i saldi estivi 2025 si preannunciano un appuntamento atteso da molti italiani, ma sempre meno rispetto a qualche anno fa. Tra pre-saldi, shopping digitale e inviti esclusivi, a pochi giorni dall’avvio delle liquidazioni di fine stagione, oltre 6,5 milioni di italiani hanno già acquistato almeno un capo d’abbigliamento con lo sconto, con una spesa media superiore ai 100? euro. Un vero e proprio “assalto agli affari” lo definisce Confesercenti, che anticipa circa 700 milioni di euro di acquisti prima della data di avvio ufficiale delle vendite di fine stagione.
In ogni caso, secondo il Codacons, l’estate 2025 porterà tra 3 e 3,2 miliardi di euro di spesa tra saldi e acquisti correlati. La percentuale di italiani coinvolti si attesta tra il 50 e il 55%, sostanzialmente stabile rispetto al 2024, ma ben lontano dal 70% di un decennio fa. La spesa media secondo Confesercenti sarà di circa 200 euro a testa. Vero è che a sostenere una grande fetta del giro d’affari dei saldi ci sono sempre i turisti stranieri che, in questo periodo dell’anno, affollano le città italiane e le località di vacanza.
Quest’anno la stagione delle svendite parte sabato 5 luglio 2025, eccetto per Trento e Bolzano, e dura in media 60 giorni.
Le date di inizio e fine dei saldi estivi 2025, regione per regione
Ecco le date regione per regione:
• Abruzzo: 5 luglio per 60 giorni, con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
• Basilicata: 5 luglio – 2 settembre, con divieto delle vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Calabria: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
• Campania: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Emilia-Romagna: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Friuli-Venezia Giulia: 5 luglio – 30 settembre, con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
• Lazio: 5 luglio per 6 settimane, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Liguria: 5 luglio – 18 agosto, con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi• Lombardia: 5 luglio – 2 settembre, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Marche: 5 luglio – 1 settembre, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Molise: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima e 30 dopo della data inizio saldi
• Piemonte: 5 luglio per 8 settimane, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Puglia: 5 luglio – 2 settembre, con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi• Sardegna: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
• Sicilia: 5 luglio – 15 settembre, con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
• Toscana: 5 luglio per 60 giorni, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Umbria: 5 luglio per 60 giorni, con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
• Valle d’Aosta: 5 luglio – 30 settembre, con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
• Veneto: 5 luglio – 31 agosto, con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
• Trento: date libere, per 60 giorni, i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi.
• Trentino Alto Adige: 16 luglio–13 agosto (urbano); 22 agosto–19 settembre (località turistiche).
Le regole dei saldi 2025, occhio alle truffe
Quando si parla di svendite di fine stagione, i consigli sono sempre gli stessi: andiamo a caccia di saldi “early” se possiamo. Nei primi giorni, gli sconti possono arrivare già al 50% e c’è molta più scelta. Controlliamo bene le etichette e conserviamo lo scontrino.
Il Decreto Bersani dell’ormai lontano 1998 e le varie norme regionali impongono comunque regole chiare per le promo estive. Tra queste, ad esempio, occhio sempre a controllare che sia indicato anche il prezzo precedente: i negozi devono esporre la cifra più bassa praticata nei 30 giorni precedenti allo sconto. Sui cartellini devono poi essere ben visibili percentuali, risparmi e confronto.
Altra pratica da tenere a mente, ma non di rado violata dai commercianti, in saldo ci devono andare solo gli articoli di stagione rimasti invenduti, non i fondi di magazzino. Riguardo alla possibilità di provare vestiti, pantaloni o magliette, non esiste invece un’indicazione generale: la decisione spetta al singolo esercente. Attenzione poi ai difetti: in caso di imperfezioni, scuciture, tagli o bottoni saltati, è possibile chiedere sostituzione, riparazione o rimborso, presentando lo scontrino entro due mesi dalla scoperta. Se invece abbiamo comprato un vestito che non ci piace, ma senza segni di danneggiamento, non è detto che ci venga cambiato: qui scatta la discrezionalità del negoziante.
Infine, non facciamoci ingannare dalla richiesta di cash: i pagamenti elettronici sono sempre possibili, il commerciante non può rifiutarsi, perché carte, app e metodi cashless per legge devono sempre essere accettati.