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Giorgetti: “Su previdenza complementare norme del 2005, serve revisione”

GIANCARLO GIORGETTI MINISTRO ECONOMIA 

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Il ministro dell’Economia all’assemblea dell’Ania: “Grazie alle compagnie per la fiducia con il 21% investito in titoli di Stato”
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MILANO – Serve un tagliando per le norme sulla previdenza complementare. È il giuidzio espresso oggi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’assemblea dell’Ania. "La previdenza complementare in Italia è ancora basata sul quadro normativo definito nel 2005, in un contesto sociale e demografico ben diverso da quello attuale". Per questo va oggi esteso e modernizzato con "un insieme organico di misure che ne rafforzi la diffusione, l'equità e l'efficacia", ha detto. L'adesione alla previdenza integrativa "è cresciuta costantemente, ma è lontana dai livelli riscontrabili in altri Paesi e, soprattutto, dai livelli necessari per garantire efficacemente i lavoratori. Risponderebbe all'interesse dei singoli e a quello generale un sistema di previdenza complementare maggiormente sviluppato che, da un lato riduca il pension gap, garantendo prestazioni più generose, e dall'altro concorra al finanziamento ed allo sviluppo del sistema Paese", ha detto Giorgetti parlando, tra l'altro, d…

MILANO – Serve un tagliando per le norme sulla previdenza complementare. È il giuidzio espresso oggi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’assemblea dell’Ania. "La previdenza complementare in Italia è ancora basata sul quadro normativo definito nel 2005, in un contesto sociale e demografico ben diverso da quello attuale". Per questo va oggi esteso e modernizzato con "un insieme organico di misure che ne rafforzi la diffusione, l'equità e l'efficacia", ha detto. L'adesione alla previdenza integrativa "è cresciuta costantemente, ma è lontana dai livelli riscontrabili in altri Paesi e, soprattutto, dai livelli necessari per garantire efficacemente i lavoratori. Risponderebbe all'interesse dei singoli e a quello generale un sistema di previdenza complementare maggiormente sviluppato che, da un lato riduca il pension gap, garantendo prestazioni più generose, e dall'altro concorra al finanziamento ed allo sviluppo del sistema Paese", ha detto Giorgetti parlando, tra l'altro, di rendimenti che oggi non si discostano molto da quelli del Tfr.


Il sistema della previdenza integrativa, ha spiegato Giorgetti, appare attualmente caratterizzato da una capacità di apportare capitali alle imprese domestiche (in particolar modo quelle non quotate) che presenta margini di miglioramento; tassi di adesione che, sebbene in costante aumento, non sono ancora in linea con quelli di altri ordinamenti, nonostante un favorevole trattamento fiscale; rendimenti che, in media, non sempre si discostano significativamente da quelli conseguiti optando per il mantenimento del Tfr in azienda o destinandolo all'Inps".

Per modernizzare e rendere più competitivo il sistema Giorgetti guarda dunque a tre direttrici, traendo ispirazione dalle migliori prassi ed esperienze internazionali: "miglioramento dei meccanismi di adesione; incentivi all'incremento della contribuzione, che non necessariamente comportino maggiori oneri a carico dello Stato, stimoli alla competizione e a soluzioni di investimento più efficienti".


Nel suo intervento Giorgetti ha quindi rivolto un ringraziamento, ironico, alle compagnie per il sostegno nei confronti del nostro debito pubblico. La fiducia da parte della clientela verso il settore assicurativo – ha detto Giorgetti – "è testimoniata dalla crescita della raccolta, dell'incidenza dei premi sul Pil e degli investimenti, che nel 2024 hanno superato i 1.000 miliardi, dei quali il 21,2% rappresentato da titoli di Stato italiani in calo (del 1,1%) rispetto all'anno precedente". "Vi ringrazio per la fiducia!", ha aggiunto con tono ironico rivolgendosi alla platea di assicuratori.


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